Forse ad una svolta la vicenda delle ragazze nigeriane rapite

Le trattative con i terroristi di Boko Haram proseguono

Potrebbe essere ad una svolta forse decisiva la vicenda delle ragazze rapite in Nigeria lo scorso aprile da parte di Boko Haram, l’organizzazione criminale di stampo jihadista che da alcuni anni sta mettendo a ferro e fuoco il nord del Paese, avendo intrapreso una campagna per imporre la legge islamica in quella che è l’economia più avanzata del continente.

Sono 187 le ragazze in mano ai terroristi, tutte con età compresa fra i 16 e i 20 anni, rapite nella città di Chibok, enclave cristiana in una regione a maggioranza musulmana. La maggior parte delle rapite appartiene alla Chiesa dei Fratelli. Nei mesi scorsi la vicenda ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, e sono state avviate campagne di sostegno supportate anche da nomi di peso del mondo culturale e dello spettacolo nel tentativo di porre pressione ai rapitori. Ora la soluzione sembra ad un passo, e si potrebbe scrivere un lieto fine per una situazione che pareva disperata, dato che questo non è certo un episodio isolato, ma bensì si susseguono sistematicamente rapimenti e uccisioni oramai da anni, con la polizia locale che non sembra possedere gli strumenti per reagire a tanta violenza e capacità logistica.

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