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	<title>Riforma.it | 12 aprile, la domenica della Facoltà di teologia</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 09:29:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Riforma.it | 12 aprile, la domenica della Facoltà di teologia</title>
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		<title>12 aprile, la domenica della Facoltà di teologia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/12-aprile-la-domenica-della-facolta-di-teologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nev - Notizie evangeliche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Facoltà Valdese di Teologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La colletta raccolta durante il culto nelle comunità valdesi e metodiste presenti in Italia è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><span class="TextRun SCXW223805307 BCX8" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW223805307 BCX8" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">L</span></span>a colletta raccolta durante il culto nelle comunità valdesi e metodiste presenti in Italia è destinata alla Facoltà valdese</h5>



<p>&nbsp;</p>



<div class="page-header">
<p>Il&nbsp;<span class="TextRun SCXW223805307 BCX8" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW223805307 BCX8" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">12 aprile</span></span><span class="TextRun SCXW223805307 BCX8" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW223805307 BCX8" data-ccp-parastyle="Normal (Web)">&nbsp;è la domenica della Facoltà di teologia. L</span></span>a colletta raccolta durante il culto nelle comunità valdesi e metodiste presenti in Italia è destinata, infatti, a sostenere la&nbsp;<a href="http://facoltavaldese.org/it">Facoltà valdese di teologia</a>.</p>
<p>Si tratta di una delle “collette speciali” che la Tavola valdese dedica ogni anno a enti specifici, il cui calendario è definito di anno in anno dal Sinodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa domenica, inoltre, si colloca nelle Giornate del patrimonio culturale metodista e valdese. Sono previste in questa occasione iniziative in tutta Italia: concerti, mostre, passeggiate, seminari, laboratori, attività per i più piccoli.</p>
<p>Per maggiori informazioni:&nbsp;<a href="https://www.nev.it/nev/2026/04/02/tornano-le-giornate-del-patrimonio-culturale-metodista-e-valdese/">Tornano le Giornate del Patrimonio culturale metodista e valdese</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr></div>



<div>
<p> </p>
<p>Fondata nel 1855 a Torre Pellice e successivamente trasferitasi prima a Firenze e poi a Roma, la <a href="http://facoltavaldese.org/it">Facoltà valdese di teologia</a> è il luogo di incontro e di formazione teologica per studenti provenienti dalle chiese protestanti italiane e per molti studenti stranieri, protestanti soprattutto, che scelgono di svolgere a Roma una parte dei loro studi. Essa forma i pastori e le pastore delle chiese valdesi e metodiste, offrendo inoltre corsi a distanza per chi è interessato alle scienze teologiche. Il Decano della Facoltà è attualmente <strong>Lothar Vogel</strong>. Vicedecano è <strong>Eric Noffke</strong>.</p>
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		<title>Ecumene, 17-19 aprile, convegno sul Battesimo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/ecumene-17-19-aprile-convegno-sul-battesimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[battesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento per le chiese battiste, metodiste e valdesi &#160; L’appuntamento del convegno delle chiese battiste,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento per le chiese battiste, metodiste e valdesi</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’appuntamento del convegno delle chiese battiste, metodiste e valdesi, in programma a Ecumene dal 17 al 19 aprile sotto il titolo «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» viene da una decisione dell’Assemblea battista svoltasi congiuntamente al Sinodo valdese e metodista nell’agosto 2022 a Torre Pellice: in quell’occasione si era dato mandato agli esecutivi delle Chiese di «organizzare un Convegno sul battesimo che abbia come finalità quella di porre le basi per trovare un accordo sul reciproco riconoscimento del battesimo e che affronti i nodi rimasti irrisolti dai precedenti documenti BMV».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il principale documento a cui si fa riferimento è quello che scaturì dalla prima Assemblea/Sinodo (Roma, 1990), che <em>Riforma</em> – <em>L’Eco delle valli valdesi</em> ha pubblicato alcune settimane fa [n. 9, pag. 6] con un’introduzione da parte della Commissione che organizza il convegno stesso: «<em>Se per secoli </em>– vi si legge – <em>le differenze sulle modalità del rito sono state motivo di scontro, oggi sediamo allo stesso tavolo in uno spirito di diversità riconciliata. Da un lato, la tradizione metodista e valdese sottolinea la gratuità dell’amore di Dio che ci accoglie nel pedobattismo; dall’altro, i battisti richiamano la responsabilità della scelta adulta e consapevole». </em>È quantomai utile, quindi, un confronto diretto tra pastori e pastore, persone che hanno incarichi nelle rispettive comunità e membri di chiesa.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il programma prevede l’arrivo dei e delle partecipanti nella serata del venerdì: dopo la cena vi sarà la relazione a cura della Commissione battesimo. Il sabato mattina, dopo la preghiera e la presentazione degli ospiti, sono previste le relazioni di Tony Peck, già segretario generale della Federazione battista europea, e di Mario Fischer, segretario generale della Comunione delle Chiese protestanti in Europa. A ognuna delle relazioni farà seguito una serie di domande da parte dell’assemblea. Il pomeriggio è dedicato al lavoro in gruppi, in cui verrà analizzato il testo del documento presentato dalla Commissione. L’esito del lavoro dei gruppi sarà portato in plenaria e concorrerà alla stesura del testo definitivo, che sarà letto la mattina della domenica unitamente a una “dichiarazione comune” sulla prassi battesimale. È prevista anche una serata musicale, animata dal Ministero musicale dell’Ucebi.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La domenica, dopo l’approvazione della “dichiarazione comune”, è previsto il culto di ringraziamento a cui farà seguito il pranzo, che chiuderà l’evento.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>La Commissione Battesimo è composta dalla pastora Daniela Di Carlo (valdese) e dai pastori Italo Benedetti (battista), Vittorio De Palo (battista), Pawel A. Gajewski (valdese), Dario Monaco (battista) e Nicola Tedoldi (metodista), che ne è il coordinatore. </em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/ecumene-17-19-aprile-convegno-sul-battesimo/">Ecumene, 17-19 aprile, convegno sul Battesimo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>India. Ripensare la giustizia di genere nella vita quotidiana</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/india-ripensare-la-giustizia-di-genere-nella-vita-quotidiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Flm]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un programma di formazione teologica della Federazione luterana mondiale sta ispirando i giovani a mettere...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/india-ripensare-la-giustizia-di-genere-nella-vita-quotidiana/">India. Ripensare la giustizia di genere nella vita quotidiana</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un programma di formazione teologica della Federazione luterana mondiale sta ispirando i giovani a mettere in discussione tradizioni e pratiche consolidate nella chiesa e nella società</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il programma di <em>Teologia, Giustizia di Genere, Educazione e Leadership</em> (TGLE) della Federazione Luterana Mondiale (Flm), ha coinvolto lo scorso febbraio i giovani della Chiesa Evangelica Luterana di Jeypore (JELC) in Odisha, India, in una serie di laboratori. Attraverso sessioni online e in presenza, il programma ha fornito ai partecipanti competenze di leadership e li ha incoraggiati ad avviare piccoli progetti nelle loro chiese e comunità di appartenenza.</p>



<p>Il concetto di giustizia di genere rimane sconosciuto a molti in India, ha osservato Sourav Sampan Goudo, membro attivo della rete giovanile della Flm e docente di inglese presso un’università locale. Ha spiegato come le radicate convinzioni sociali e culturali che privilegiano gli uomini rispetto alle donne continuino a influenzare la disuguaglianza nell’accesso all’istruzione, al lavoro e ai diritti.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Goudo ha spiegato che i temi del programma TGLE sono importanti per una chiesa i cui membri provengono principalmente da comunità Dalit, tribali e altre comunità emarginate. «Ci sono 21 donne pastore ordinate nella JELC. Sebbene svolgano gli stessi compiti dei loro colleghi uomini, non sono ancora state elette a ruoli di leadership importanti», ha affermato. Altre sono scoraggiate dal perseguire studi superiori o opportunità di lavoro, nonostante il loro potenziale.</p>



<p>Un primo workshop, che ha visto la partecipazione di 20 persone (12 donne e 8 uomini), si è concentrato sullo sviluppo di un approccio inclusivo alla giustizia sociale. Il workshop ha incluso sessioni interattive su casi di studio reali tratti da contesti ecclesiali e comunitari e un esercizio sull’inversione di ruoli: come sarebbe se le donne occupassero la prima fila alle riunioni del consiglio di villaggio e guidassero le discussioni su politiche e bilanci? E se gli uomini dimostrassero competenze tradizionalmente attribuite alle donne?</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I partecipanti hanno riconosciuto le ingiustizie esistenti e sviluppato una maggiore consapevolezza di uguaglianza e dignità. Sono stati inoltre presentati e discussi strumenti pratici relativi alla giustizia climatica e alle problematiche ambientali.</p>



<p>Il workshop JELC ha anche offerto l’opportunità di conoscere la Flm, la sua missione e il suo lavoro in corso. La Rev. Dr. Marcia Blasi, responsabile del programma Flm per la giustizia di genere e l’emancipazione femminile, ha affermato: «Ogni contesto ha le sue sfide e opportunità. Il programma di formazione in <em>Teologia, Giustizia di Genere, Educazione e Leadership</em> incoraggia i partecipanti a impegnarsi a livello locale, ad affrontare le ingiustizie e a promuovere il cambiamento, un passo alla volta».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Le attività del programma TGLE in Asia e Africa sono finanziate dal Fondo Hélène Ralivao, istituito dalla Flm nel 2021 per onorare l’eredità e l’impegno per la giustizia di genere della teologa luterana malgascia da cui prende il nome.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/india-ripensare-la-giustizia-di-genere-nella-vita-quotidiana/">India. Ripensare la giustizia di genere nella vita quotidiana</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Signore rimane fedele</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/il-signore-rimane-fedele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Squitieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cammino]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 22, 35 &#160; &#160; In questi versetti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 22, 35</h5>



<p>&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&nbsp;</p>



<p><em><strong>Il Signore disse a Giacobbe: “Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto”</strong></em></p>



<p><em><strong>Genesi 28, 15</strong></em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em><strong>Gesù disse ai discepoli: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente»</strong></em></p>



<p><em><strong>Luca 22, 35</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=71228085&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p>&nbsp;</p>



<p>In questi versetti del Vangelo secondo Luca leggiamo che Gesù chiede ai discepoli di guardare indietro. Li invita a ricordare il tempo in cui erano partiti con poco, senza sicurezze umane, ma sostenuti dalla sua parola. E quando domanda: “Vi è forse mancato qualcosa?”, essi rispondono: “Niente”.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Anche noi, come credenti, discepoli e discepole del Signore Gesù, attraversiamo giorni di preoccupazione, di attesa e di interrogativi. A volte ci soffermiamo su ciò che ancora non abbiamo, su ciò che temiamo di perdere o su ciò che il domani potrà portare. Ci lasciamo appesantire dai pensieri, dalle responsabilità e da tutto ciò che non riusciamo a controllare. Ma Gesù ci insegna a fare memoria della fedeltà di Dio e a rileggere la nostra storia alla luce della sua presenza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Forse il cammino non è stato facile. Forse ci sono state lacrime, prove e incertezze. Forse abbiamo conosciuto momenti di solitudine, porte chiuse e risposte attese a lungo. Eppure, il Signore è rimasto fedele. Non sempre ci ha dato tutto ciò che desideravamo, ma non ha fatto mancare ciò di cui avevamo veramente bisogno. Anche nei passaggi più difficili, la sua mano ci ha sorretti e il suo amore ci ha custoditi.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Questa parola ci incoraggia a fidarci di Dio anche oggi. Lo stesso Signore che ci ha sostenuti ieri sarà con noi anche domani. La memoria della sua cura amorevole rafforza la nostra fede nel presente e ci dona pace per affrontare ciò che verrà. Chi ricorda quello che Dio ha fatto trova nuova forza per continuare il cammino con speranza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Signore, ti ringraziamo perché, nella tua fedeltà, ci hai sostenuti fino a oggi. Aiutaci a ricordare le tue cure nei momenti di paura e di bisogno. Donaci un cuore fiducioso, riconoscente e saldo in te. Nel nome di Gesù. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/il-signore-rimane-fedele/">Il Signore rimane fedele</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Buona novella. “Chiama un Boomer”</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/la-buona-novella-chiama-un-boomer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta D'Auria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[call a boomer]]></category>
		<category><![CDATA[la buona novella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie &#160; Fuori da una caffetteria nei pressi...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/la-buona-novella-chiama-un-boomer/">La Buona novella. “Chiama un Boomer”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Fuori da una caffetteria nei pressi della Boston University è stata installata una vecchia cabina telefonica su cui si legge: «Chiama un Boomer» (i <em>boomer</em> sono le persone nate tra il 1946 e il 1964). Ciò che i passanti non sanno è che quella cabina è collegata con un’altra installata in un’area comune di una residenza per anziani a Reno, in Nevada, a oltre 4.000 chilometri di distanza. Lì sulla cabina telefonica c’è scritto invece: «Chiama uno Zoomer» (generazione che raccoglie i nati tra il 1997 e il 2012).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un esperimento, ideato da “Matter Neuroscience”, una <em>start-up</em> nel settore della salute mentale focalizzata sulla ricerca scientifica alla base della felicità. L’obiettivo del progetto è colmare il divario generazionale e affrontare la solitudine nei due gruppi che sperimentano i più alti livelli di isolamento sociale: i giovani adulti (spesso chiusi in “bolle digitali”) e gli anziani (spesso <em>single</em> o vedovi, con poche occasioni di incontro). Come dichiarano gli ideatori: «È stato dimostrato che sentirsi soli ha conseguenze peggiori per la salute che non fare esercizio o bere troppo ed è persino peggio di fumare 15 sigarette al giorno. Conversazioni positive invece possono allungare la vita diminuendo i livelli di cortisolo».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>In un video Instagram diventato virale, si vede la signora April che, sollevata la cornetta del telefono, si collega con la giovane Charlotte, a cui chiede se ha qualche consiglio da darle. Charlotte risponde che secondo lei le persone dovrebbero smettere di usare i telefoni e passare più tempo all’aria aperta per incontrare persone reali. Un ribaltamento dei ruoli che mostra quanto ogni generazione abbia ancora da imparare e condividere con le altre.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Una telefonata casuale, dunque, non è solo un ponte tra generazioni, ma può trasformarsi in un piccolo antidoto alla solitudine, capace di restituire benessere e un pizzico di felicità.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/la-buona-novella-chiama-un-boomer/">La Buona novella. “Chiama un Boomer”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Battesimo. Un dialogo in Italia, con una visuale europea</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/battesimo-un-dialogo-in-italia-con-una-visuale-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[battesimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunione di chiese protestanti e Federazione battista: il percorso e le prospettive &#160; Della Commissione...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/battesimo-un-dialogo-in-italia-con-una-visuale-europea/">Battesimo. Un dialogo in Italia, con una visuale europea</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Comunione di chiese protestanti e Federazione battista: il percorso e le prospettive</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Della Commissione battista, metodista e valdese che ha organizzato il convegno in programma a Ecumene nei giorni 17-19 aprile sul tema del battesimo fa parte il pastore valdese Pawel A. Gajewski, attualmente in servizio a Napoli, che fa anche parte del Consiglio della Comunione delle Chiese protestanti in Europa (Ccpe) e membro del gruppo di lavoro sul dialogo che quest&#8217;ultima intrattiene con la Federazione battista europea. Gli abbiamo posto alcune domande.</p>



<p><strong>&nbsp;</strong></p>



<p><em>– Il dibattito in corso in Italia fra le chiese battiste, metodiste e valdesi sul tema del battesimo trova un suo corrispettivo in una serie di occasioni di dialogo fra le Chiese che fino al 2003 erano riunite dalla “Concordia di Leuenberg” e oggi fanno parte della Comunione delle Chiese protestanti in Europa (Ccpe), da un lato, e la Federazione battista europea (Ebf) dall’altro: quali sono state le principali tappe di questo percorso?</em></p>



<p>«I primi passi verso un dialogo ufficiale sono iniziati circa 28 anni fa (intorno al 1998), con l’obiettivo di esplorare le possibilità di una comunione ecclesiale più stretta, nonostante le diverse interpretazioni teologiche dei temi inerenti al battesimo. In seguito, ha cominciato a tenersi una prima serie di incontri teologici ufficiali, che hanno portato alla pubblicazione di un rapporto nel 2004. Questo documento valutava le convergenze sulla comprensione del Vangelo e dei sacramenti, gettando le basi per una cooperazione più strutturata.</p>



<p>Sulla base dei risultati del dialogo precedente, nel 2010 le due organizzazioni hanno poi deciso di formalizzare il proprio legame diventando “corpi mutuamente cooperanti”. Questa fase ha segnato il passaggio da una discussione prettamente teologica a una collaborazione pratica. In questo periodo, i campi di azione comune sono cresciuti sensibilmente, nella direzione delle questioni socio-etiche e sociopolitiche; delle migrazioni; della rappresentanza istituzionale, cioè la promozione di una voce protestante unita presso le istituzioni dell’Unione Europea.</p>



<p>Ad agosto 2023, le delegazioni si sono riunite al Seminario teologico di Elstal (Germania) per valutare i risultati di questi primi 25 anni di relazioni. <a href="https://riforma.it/2026/03/26/pregare-affinche-tutti-siano-uno/">A marzo 2026, la Ebf e la Ccpe hanno ufficialmente lanciato un nuovo ciclo di dialogo</a> per approfondire ulteriormente l’unione. Il processo prevede una serie di incontri tematici, con la pubblicazione di un rapporto finale prevista per il 2028».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>– Quali sono allora i riferimenti più forti a partire dai quali si può strutturare un dialogo costruttivo? Fino a che punto, cioè, il dialogo riguarda la prassi ecclesiologica, e in che modo invece si struttura in questioni più direttamente teologiche?</em></p>



<p>«I “punti fermi” sono determinati dall’Evangelo della Grazia, riscoperto della Riforma del Cinquecento, in cui le chiese battiste si riconoscono pienamente: le due organizzazioni ecumeniche ormai da decenni collaborano con ottimi risultati. I due principali nodi teologici riguardano l’ecclesiologia e la prassi battesimale. Nell’ambito dell’ecclesiologia il tema centrale è l’appartenenza alla chiesa locale e l’appartenenza alla Chiesa Universale, ovverossia alla Chiesa di Gesù in relazione al battesimo e alla confessione pubblica della fede».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>– Quanto al battesimo, fra pochi giorni avremo al centro Ecumene il convegno bmv preparato dalla Commissione: in che modo si collegherà con il lavoro a livello europeo?</em></p>



<p>«Il nostro gruppo di lavoro Cpce-Ebf ha deciso di inserire tutto il materiale del convegno di Ecumene nella sua agenda, e di analizzarlo attentamente durante il suo prossimo incontro, che si terrà dal 21 al 23 ottobre a Vienna. Negli anni 2027 e 2028 avremo due incontri plenari ogni anno. Il risultato dovrebbe essere un ampio documento di studio che sarà inviato alle chiese locali e in seguito discusso in un’ampia consultazione che si terrà nel corso del 2029».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>– Il dialogo tra le nostre chiese bmv viene visto come un esempio concreto di laboratorio utile a realtà più grandi e complesse: è ancora così? Con quali attese?</em></p>



<p>«Le chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia hanno precorso i tempi rispetto al resto del protestantesimo europeo. Il riconoscimento reciproco e la piena comunione ecclesiale delle chiese bmv nel nostro paese risalgono al 1990. Un’altra esperienza simile, anzi quasi uguale, si può trovare in Svezia (<em>Uniting Church of Sweden</em>), ma il suo inizio ufficiale risale al 2011. Le attese nei nostri confronti sono impegnative. Insieme alle sorelle e ai fratelli della Svezia siamo gli unici a testimoniare la fattibilità e un buon funzionamento di una piena comunione tra chiese battiste, metodiste e riformate. Va da sé che rispetto alla Svezia la nostra esperienza è decisamente più lunga».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>– E allora, rispetto al cammino europeo come si pongono in Italia le chiese bmv?</em></p>



<p>«Se tutto si svolgerà secondo i piani, se l’Assemblea generale della Cpce prevista per il 2030 approverà il risultato dei colloqui dottrinali, allora anche l’Unione battista in Italia e le sue chiese potranno diventare membri della Ccpe a pieno titolo. Credo che questo sarà un significativo coronamento di un percorso – non sempre facile – durato quarant’anni. Rimane ovviamente il fatto, più che evidente, che il piccolo protestantesimo italiano, apparentemente poco significante, ha tracciato un solco lungo il quale oggi si stanno muovendo le grandi chiese protestanti europee».</p>



<p></p>


<p> </p>
<p> </p>
<h6>Foto Romeo</h6>


<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Nella foto il pastore Gajewski</h6>



<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/battesimo-un-dialogo-in-italia-con-una-visuale-europea/">Battesimo. Un dialogo in Italia, con una visuale europea</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Culto evangelico, sommario puntata del 12 aprile</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/culto-evangelico-sommario-puntata-del-12-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[culto evangelico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre riascoltabile su RaiPlay</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Domenica 12 aprile</strong>, alle 6.35 del mattino potremo ascoltare una nuova puntata del Culto evangelico sintonizzandoci su Rai Radio 1.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><b>&#8220;Uno squillo di vita&#8221; </b>da <b>1 Tessalonicesi 4.13-18 e da </b><b>Romani 14: 7-9</b><strong>&nbsp;</strong>sarà la predicazione di questa settimana curata dal pastore&nbsp;<strong>Luca Baratto</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il programma proseguirà con il notiziario dal mondo evangelico e la segnalazione di alcuni appuntamenti.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Chiude la trasmissione la rubrica “<strong>Il cammino verso l&#8217;unità</strong>” curata dal pastore <strong>GLuca Maria Negro</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.raiplaysound.it/programmi/cultoevangelico">Puoi ascoltare qui</a>&nbsp;le puntate del Culto evangelico già andate in onda.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/culto-evangelico-sommario-puntata-del-12-aprile/">Culto evangelico, sommario puntata del 12 aprile</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Protestantesimo, sommario puntata del 12 aprile</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/10/protestantesimo-sommario-puntata-del-12-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento domenica mattina alle ore 7 su rai 3 e poi nelle varie repliche settimanali....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento domenica mattina alle ore 7 su rai 3 e poi nelle varie repliche settimanali. Si parlerà di carceri</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Domenica 12 aprile alle ore <strong>7,00</strong> con repliche martedì notte 14 aprile alle ore 1,10, mercoledì notte 15 aprile alle ore 1.10, lunedì notte 20 aprile alle ore 1,45, sempre su <strong>Rai 3,&nbsp;</strong>nuovo appuntamento con la trasmissione&nbsp;<strong>Protestantesimo</strong>, curata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>In questa puntata:&nbsp;<strong>Oltre le sbarre.</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left v1MsoNormal">Il carcere oggi è attraversato da gravi difficoltà. Eppure, dietro le sbarre emergono anche storie di dignità, creatività e responsabilità. Esperienze che provano a ricostruire diritti e relazioni spezzate.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left v1MsoNormal">In questa puntata raccontiamo come, accanto alla pena e all&#8217;esclusione, possano nascere percorsi di riparazione, di riscoperta di sé e ricostruzione dei legami sociali.</p>



<p class="has-text-align-left">&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left">&nbsp;</p>



<p>Conduce:&nbsp;<strong>Federica Tourn</strong>.</p>



<p>Servizi di:&nbsp;<strong>Lucia Cuocci</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Michele Lipori</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto di Samuel Regan-Asante su Unsplash</h6>



<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/10/protestantesimo-sommario-puntata-del-12-aprile/">Protestantesimo, sommario puntata del 12 aprile</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pasqua nel tempo delle guerre</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/09/pasqua-nel-tempo-delle-guerre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Naso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre cinquanta i conflitti in corso e si combattono con armi sempre più costose...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Sono oltre cinquanta i conflitti in corso e si combattono con armi sempre più costose</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>La Pasqua cristiana celebra la resurrezione di Gesù e la vita che trionfa sulla morte. È quindi la festa della speranza per eccellenza, quella che annuncia che il male non ha l’ultima parola, che invece appartiene al Dio testimoniato da Gesù e dal suo amore per l’umanità. Le uova che i bambini hanno colorato nei giorni scorsi sono il simbolo della vita che rinasce, e le parole e i gesti di milioni di cristiani i tutto il mondo esprimono l’ideale dell’amore, della vita e quindi della pace. &nbsp;Anche a Kiev e a Mosca, a Gerusalemme e a Gaza, a Washington e persino a Teheran, all’interno delle chiese rimaste aperte per le poche migliaia di cristiani che vivono in Iran.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Annunciare la speranza cristiana nella resurrezione di Cristo e il suo amore sotto le bombe appare il più drammatico e doloroso dei paradossi. Eppure è questo che accade in queste ore e accadrà domenica prossima nelle chiese ortodosse che adottano il calendario detto giuliano.</p>



<p>È facile immaginare che, tanto più nella giornata di Pasqua, in ogni chiesa si pregherà per la pace. Più difficile dire che cosa le chiese faranno dopo le solenni celebrazioni di questi giorni. Quelli che viviamo non sono tempi ordinari. L’ordine internazionale costruito nel secondo dopoguerra sta di fatto crollando: antiche alleanze si incrinano e qualcuno vorrebbe che si rompessero definitivamente; conflitti cosiddetti regionali rischiano di allargarsi fino ad assumere una dimensione globale; gruppi di fondamentalisti di ogni tradizione religiosa benedicono armi e pregano per i loro leader che guidano gli eserciti in battaglia.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Sono oltre cinquanta i conflitti in corso e si combattono con armi sempre più costose: un solo drone, come il Reaper italiano recentemente distrutto in Kuwait, costa 34 milioni di euro. Un solo drone, in un sistema della guerra che ogni giorno ne utilizza centinaia. Istituti specializzati valutano il costo mondiale annuale degli armamenti in 2,7 trilioni di dollari, una cifra che equivale al Pil dell’intera Africa. Ed è una stima prudenziale. Negli ultimi dieci anni, in Europa, la spesa per le armi è aumentata dell’83% e, di nuovo, si chiedono più fondi per la guerra. È forse il dato più drammatico, perché evidenzia una tendenza alla crescita, un modello per il futuro che, evidentemente, assume la guerra come un dato permanente e strutturale del sistema globale. La guerra come sistema di regolazione delle controversie internazionali. Esattamente l’opposto dell’utopia di pace che si esprimeva al tempo dell’origine delle Nazioni Unite, dell’Unione europea, della Costituzione italiana e di tanti altri documenti programmatici che costituiscono la base giuridica del diritto internazionale.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Perché le guerre non distruggono solo case e scuole, ospedali e luoghi di culto. Le bombe cadono anche sulle idee e sui movimenti che in questi anni si sono mobilitati per la pace e il disarmo. Il picco di quella mobilitazione fu negli anni ’80 quando gli Usa da una parte e l’Unione sovietica dall’altra vararono programmi di riarmo nucleare a media gittata. Anche in quel caso con enormi investimenti che sottraevano risorse ai programmi sociali e per lo sviluppo. Ma allora la forza delle Nazioni Unite, la necessità delle superpotenze di contenere le spese militari e le grandi mobilitazioni popolari imposero un disarmo bilaterale che riuscì a fermare l’<em>escalation</em>. Solo temporaneamente e con l’effetto paradossale di moltiplicare la produzione di armi convenzionali, sempre più micidiali e offensive.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Allora, le chiese furono parte attiva di una mobilitazione di massa, seppero trovare argomenti teologici e parole politiche per opporsi all’<em>escalation</em> delle armi. Oggi tutto appare più difficile e, soprattutto dagli Stati Uniti, ci giunge l’immagine di un cristianesimo militarizzato che giustifica la guerra e, anzi, la considera necessaria a costruire la pace. E, come abbiamo visto a Gaza, una pace senza giustizia. Molto spesso sono cristiani che si definiscono evangelici. Ma altri evangelici oggi predicano un massaggio diverso e radicalmente alternativo al nazionalismo religioso più in voga. Lo fanno guardando a una croce nuda e vuota, che ripudia la violenza e la guerra e simboleggia l’amore, la giustizia e la speranza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>La rubrica «Essere chiesa insieme» a cura di Paolo Naso è andata in onda domenica 5 aprile durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/09/pasqua-nel-tempo-delle-guerre/">Pasqua nel tempo delle guerre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ungheria-Slovacchia, tensioni sulle minoranze</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/09/ungheria-slovacchia-tensioni-sulle-minoranze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Orban]]></category>
		<category><![CDATA[Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica si vota in Ungheria. Fra i temi caldi, anche quello della minoranza ungherese in...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/09/ungheria-slovacchia-tensioni-sulle-minoranze/">Ungheria-Slovacchia, tensioni sulle minoranze</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Domenica si vota in Ungheria. Fra i temi caldi, anche quello della minoranza ungherese in terra slovacca. Le parole della chiesa riformata</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il 12 aprile si svolgono le elezioni parlamentari in <strong>Ungheria</strong>. «Molto più del rinnovo del Parlamento ungherese- scrive SkyNews &#8211; il voto si preannuncia come un bivio storico per il Paese con risvolti determinanti anche in chiave Ue. Per la prima volta dopo sedici anni di dominio incontrastato, il primo ministro Viktor Orban affronta una sfida interna senza precedenti, mentre il suo isolamento a Bruxelles ha raggiunto il punto di rottura».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il leader dell&#8217;opposizione ungherese, Peter Magyar è in vantaggio nei sondaggi, ma resta ampia l&#8217;area degli indecisi.</p>



<p>La campagna elettorale è senza esclusione di colpi: è in gioco il potere di una nazione che in questi lunghi anni di dominio Orban è diventata una spina nel fianco per l&#8217;Unione Europea.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il premier sta puntando su uno dei suoi cavalli di battaglia, il nazionalismo, in questo aiutato dalla recenti polemiche con i vicini di casa della Slovacchia.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il 23 dicembre scorso il presidente della Repubblica slovacca Peter Pellegrini ha infatti firmato un emendamento al codice penale che prevede, nei casi più estremi, fino a&nbsp;sei mesi di detenzione per chi nega o contesta i <strong>decreti Benes</strong>, dal nome dell&#8217;uomo che ha guidato la Cecoslovacchia durante la Seconda guerra mondiale. «La norma, contestatissima in patria e non solo, porta con sè delicate implicazioni politiche, storiche e di nazionalità» ricorda Enrico Brutti su <a href="https://www.eastjournal.net/archives/146019">East Journal.</a></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Dalla fine degli anni Trenta la Germania nazista mise nel mirino la Cecoslovacchia:enel 1938 annetté la regione dei Sudeti, al confine con la Germania, dove vivevano milioni di tedeschi. Poi i nazisti occuparono il resto: divisero la Cecoslovacchia tra un protettorato di Boemia e di Moravia, e una Repubblica di Slovacchia, dipendenti dalla Germania. Anche l’Ungheria, governata da un regime di destra filonazista, annetté una regione nel sud della Slovacchia, abitata in gran parte da persone ungheresi. L&#8217;Ungheria a sua volta era uscita dalla Prima guerra mondiale perdendo la gran parte del proprio territorio, dove però rimasero e rimangono tutt&#8217;oggi significative minoranze magiare, dalla Romania alla Cecoslovacchia, dall&#8217;Ucraina ai paesi ex jugoslavi.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><span dir="auto">I decreti Beneš (che prendono il nome da Edvard Beneš, presidente della Cecoslovacchia dopo la seconda guerra mondiale) sono una serie di decreti presidenziali emanati tra il 1945 e il 1946 nella Cecoslovacchia del dopoguerra. Essi legalizzarono la confisca dei beni e la privazione dei diritti civili dei tedeschi e degli ungheresi di etnia tedesca, ritenuti collettivamente colpevoli di aver sostenuto la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. A molti di loro furono revocati la cittadinanza e i diritti civili, e di fatto autorizzarono l&#8217;espulsione di un gran numero di tedeschi e ungheresi dal territorio cecoslovacco dopo la guerra. Oltre tre milioni di tedeschi dei Sudeti furono costretti ad abbandonare le proprie case e tra 70.000 e 80.000 ungheresi furono espulsi o trasferiti forzatamente.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p><span dir="auto">Nel dicembre 2025, il Consiglio nazionale slovacco ha approvato un emendamento al Codice penale, successivamente firmato dal Presidente slovacco Peter Pellegrini. L&#8217;emendamento criminalizza la messa in discussione o la negazione pubblica dei Decreti Beneš, rendendola un reato punibile dalla legge slovacca. Secondo quanto riportato, chiunque neghi, metta in discussione o contesti pubblicamente il quadro giuridico degli accordi postbellici a cui i decreti appartengono rischia fino a sei mesi di reclusione. Il Presidente Pellegrini ha firmato l&#8217;emendamento anziché esercitare il diritto di veto, affermando che doveva essere chiaro che la tutela dei propri diritti di proprietà in tribunale non equivale di per sé a mettere in discussione i decreti.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Sono circa mezzo milione gli ungheresi che vivono in Slovacchia, nelle terre di confine, una minoranza compatta, circa il 10% della popolazione totale. Dal 2019 la Slovacchia ha avviato una lenta ma inesorabile campagna di riappropriazione dei terreni appartenenti alla minoranza ungheresi. A seguito delle scoppiare delle polemiche ecco giungere la norma dello scorso anno che criminalizza chi critica i decreti <span dir="auto">Beneš.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Sull&#8217;argomento in questi mesi si sono espresse anche le chiese. Per prima la Chiesa riformata ungherese &#8211; che conta oltre un milione e mezzo di membri, pari a oltre il 13% della popolazione- che ha prodotto un comunicato per affermare di guardare «<span style="font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; letter-spacing: inherit;">con profonda preoccupazione alla modifica del Codice Penale adottata nella Repubblica Slovacca, che rende reato penale la messa in discussione e la critica pubblica dei Decreti Beneš e minaccia con la reclusione coloro che cercano di difendere la verità storica.</span></p>



<section class="block--paragraph" data-order="1">
<div class="block__content">
<div class="rich-text">
<p data-block-key="due4v"><span dir="auto">Crediamo che dire la verità non metta in pericolo la pace; al contrario, è un prerequisito per la riconciliazione. Sopprimere il passato non guarisce le ferite, mentre un confronto onesto – per quanto doloroso – può aprire la strada al rispetto e alla fiducia reciproci.</span></p>
<p data-block-key="due4v">&nbsp;</p>
<p data-block-key="d33ah"><span dir="auto">Le comunità riformate del bacino dei Carpazi hanno una responsabilità particolare nel promuovere il dialogo e la riconciliazione tra le nazioni della regione. Chiediamo al Signore di tutta la creazione di rendere le nostre chiese coraggiose testimoni della verità e strumenti di riconciliazione, affinché non restiamo in silenzio per paura, ma parliamo per amore e responsabilità.</span></p>
</div>
</div>
</section>



<section class="block--paragraph" data-order="2">
<div class="block__content">
<div class="rich-text">
<p data-block-key="9w28x"><span dir="auto">Ci uniamo in preghiera ai nostri fratelli e sorelle ungheresi in Slovacchia, ricordando le ferite degli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale: lo stigma della colpa collettiva, la privazione dei diritti e la confisca dei beni subite dalle comunità e congregazioni riformate in quel paese, l&#8217;espulsione dalla loro terra natale e i dolori inespressi che ancora oggi vivono in molti cuori.</span></p>
<p data-block-key="9w28x"> </p>
<p data-block-key="1r8j1"><span dir="auto">Allo stesso tempo esprimiamo la speranza che, nell&#8217;affrontare queste questioni, in futuro non prevalgano la paura e l&#8217;intimidazione, ma che possa iniziare un dialogo aperto e onesto, rispettoso della dignità umana, orientato verso la verità che porta guarigione a tutti noi.</span></p>
<p data-block-key="atupu"><span dir="auto">Preghiamo anche per coloro che ricoprono posizioni decisionali: Dio conceda loro la saggezza di servire il cammino della riconciliazione, affinché non cerchino di mettere a tacere le coscienze con le leggi o soffocare la libertà di parola con le punizioni, ma, guidati dallo Spirito Santo e nel rispetto della dignità umana dei loro cittadini, osino confrontarsi con il nostro passato e il nostro presente in vista di un futuro comune».</span></p>
</div>
<p data-block-key="atupu"> </p>
</div>
<p data-block-key="atupu"> </p>
<div class="block__content">
<p data-block-key="atupu"> </p>
</div>
</section>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/09/ungheria-slovacchia-tensioni-sulle-minoranze/">Ungheria-Slovacchia, tensioni sulle minoranze</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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