Dio non ci abbandona

Di seguito riportiamo il messaggio di Pasqua che il pastore Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, ha rivolto a tutte le chiese membro

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27, 46) è il grido doloroso di molti che nel mondo di oggi affrontano diverse sofferenze nella malattia, povertà, fame, disastri, ingiustizie, abusi e morte. È il grido degli sfollati, dei profughi in movimento, delle donne e dei bambini maltrattati, dei popoli indigeni, delle persone con disabilità, delle persone trascurate e oppresse. Le loro difficoltà sono così insopportabili che spesso pensano che i governi, gli amici, la famiglia e persino Dio li abbiaabbandonati. In privato e in pubblico, in silenzio e ad alta voce, essi gridano aiuto!

Il mondo è in un tale caos oggi se consideriamo la violenza, i conflitti, le guerre, la corruzione, le agitazioni politiche, le ingiustizie economiche, l’emergenza climatica e l’elenco potrebbe continuare. In un tale contesto, alcuni sono inclini a chiedere: «Dov’è Dio?». I pensieri di abbandono e disperazione non sono lontani dalla nostra mente e cuori, anche se ci mette a disagio pensarla così. Gesù ha esalato il suo ultimo respiro ed è morto, ma è risorto dai morti. In Cristo sono la nostra speranza e la nostra vita.

La nostra speranza non è centrata in qualche esperienza sentimentale ma nella profonda consapevolezza che la speranza, come la fede e l’amore, sono doni escatologici. Doni che Dio ci dà per superare il presente e vedere il futuro in mezzo al caos, al conflitto e alla sensazione di essere abbandonati. Doni che ci ricordano che l’oscurità, la disperazione e la morte non sono la fine. Luce, speranza e vita sono a portata di mano perché il Signore Risorto trionfa su ogni cosa.

L’apostolo Paolo ci dice questo in modo più potente in Romani 8, 37-39 dove scrive: «in ogni cosa siamo più che vincitori in virtù di Cristo che ci ha amati», quindi niente «potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù nostro Signore». Dunque, quando siamo tentati in mezzo a fratture, dolore, sofferenza, guerre e morte a chiedere perché Dio ci ha abbandonato, fermiamoci e confermiamo che in Cristo, Dio il Padre fa nuove tutte le cose! In mezzo alle prove, ai tumulti e alle tribolazioni ricordiamoci che nella potenza della risurrezione Dio è presente con noi in tutte le cose, attraverso tutte le cose e in ogni momento.

Questa certezza quindi, invece di farci sentire abbandonati, deve stimolarci e guidarci a diventare agenti e strumenti di speranza e di luce per il mondo; deve darci l’energia e il desiderio di continuare a lavorare per la giustizia, la pace, la riconciliazione e l’unità di Dio, in modo che ci sia un mondo migliore per tutta la creazione!

Ogni volta che siamo tentati di gridare: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», facci sapere, o Signore, che l’Emmanuel-Dio è con noi per sempre!

Buona Pasqua benedetta e piena di speranza!

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