Predicare la radicalità del vangelo

Un giorno una parola – commento a II Pietro 1, 19

Sulle tue mura, Gerusalemme, io ho posto delle sentinelle; non taceranno mai, né giorno né notte
Isaia 62, 6

Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori 
II Pietro 1, 19

La parola profetica: lampada splendente in un luogo oscuro!

L’autore della lettera di Pietro esorta i suoi ascoltatori affinché si tengano svegli. Avverte dentro di sé che, ormai, il suo tempo nel mondo sta per terminare, ma vuole che le sue parole entrino nei cuori e restino vive anche dopo la sua morte.

C’è una Parola che è stata data attraverso la profezia, una parola che viene direttamente da Dio senza che ci sia bisogno di alcun intervento umano. Una Parola che Pietro invita ad annunciare attraverso la predicazione. Sì, un invito diretto anche oggi alle nostre chiese, affinché la nostra predicazione sia profetica. Un invito potente in tempi come i nostri, nei quali si è persa l’abitudine di parlare chiaramente dal pulpito, come si dice, addolcendo un po’ la pillola.

Abbiamo abbandonato la radicalità del vangelo che ci chiama fortemente alla sequela e alla croce di Cristo; stiamo continuando cioè, come affermava Bonhoeffer, a pretendere la grazia “a buon mercato”. L’invito oggi di Pietro è invece quello di perseverare come hanno fatto i profeti d’Israele nella proclamazione di una Parola che ci è stata data e che non fa sconti. Una Parola a volte dura, che ci richiama ad un impegno serio e responsabile. Lì e solo lì la grazia di Dio ci incontrerà in sovrabbondanza, lì dove la grazia è, in Cristo nostro Signore. Amen! 

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