L’Italia che legge. Ventennale dei Presìdi del libro a Bari

Importante convegno nella città pugliese sul'importanza della lettura

A Bari, nella meravigliosa cornice del Teatro Kursaal, recentemente ristrutturato, si è tenuto un convegno su “L’Italia che legge” (13 novembre) in occasione del ventennale dell’Associazione Presìdi del libro che raccoglie in tutta la regione Puglia gruppi di lettura che periodicamente organizzano iniziative di educazione e promozione della lettura coinvolgendo scuole, biblioteche, librerie e associazioni culturali. Discorsi simili vengono fatti ogni anno all’inaugurazione di Pralibro, che è diventato un laboratorio di pensiero sulla centralità della cultura e della lettura. 

Il progetto pugliese è in ultima istanza un impegno collettivo di educazione civica, che vorrebbe coinvolgere sempre più persone di diverse età, per affrontare con coraggio la diversità, il pluralismo e la sostenibilità e diventare cittadini consapevoli e responsabili, come ha sottolineato l’assessora alla cultura della Città di Bari, Ines Pierucci. Dal canto suo la Regione Puglia ha inteso valorizzare queste esperienze di comunità, istituendo una fondazione e dando solidità progettuale ai Presìdi del libro, a cui si sono uniti l’ente pubblico e le scuole, un modello che potrebbe essere esportato anche in altre regioni italiane. Ne è emersa una grande vivacità culturale sottolineata dai diversi interventi che si sono alternati sul palco in dialogo con Orietta Limitone, presidente dell’Associazione Presìdi del libro.

Giuseppe Laterza, che ne è stato il promotore principale, ha ricordato come è nata l’esperienza volta a “banalizzare il libro”, come ebbe a dire nel 2004 proprio a Bari Marino Sinibaldi, attualmente presidente del Cepell, il Centro per il libro e la lettura del Mibac, che in chiusura ha rincuorato la platea affollatissima. Sinibaldi ha affermato che l’indipendenza delle scelte dei lettori avviene attraverso il passaparola e che, nonostante la sovrabbondanza di canali e di mezzi di informazione, nonostante il grande numero di libri pubblicati ogni anno e nonostante la frammentazione e la crisi permanente in cui siamo immersi, da almeno un decennio, il libro non scomparirà. Il libro non è mai banale, ma se entra nella quotidianità e nelle abitudini culturali delle persone può banalizzarsi poiché diventa consuetudinario, mantenendo il suo carattere di prodotto speciale che crea relazione.  Giuseppe Laterza ha sottolineato come il libro sia un volano di sviluppo culturale, in quanto consente di riflettere sulle questioni del nostro tempo e favorisce il confronto e il dialogo tra le generazioni, nei territori cioè nelle città e nei centri minori dove i “luoghi della cultura” in rete tra loro possono animare la circolazione delle idee, specie dopo l’impatto della pandemia che è stato duro, favorendo la partecipazione attiva. 

I diversi interventi hanno sottolineato: l’importanza delle biblioteche scolastiche come luoghi di comunità, soprattutto al Sud, che necessitano politiche culturali mirate (Maurizio Caminito, Forum del libro), la vivacità delle narrazioni sui social media che hanno affiancato i media tradizionali, creando nuovi linguaggi che sono da conoscere per chi voglia diventare attivista letterario (Loredana Lipperini, giornalista Fahrenheit, RadioRai3). Inoltre, ci si è chiesti quale ruolo possa avere la televisione pubblica che ha di fatto abbandonato la sua funzione pedagogica per una maggiore diversificazione dell’offerta, relegando la cultura a canali tematici (Rai Storia, Rai Cultura, Rai 5). La trasmissione di informazione culturale Quante Storie resiste, con le limitazioni poste dai dati di audience che ne condizionano in parte le scelte, anche se l’offerta culturale si è ampliata con la piattaforma RaiPlay che ne permette la visione in differita (Giorgio Zanchini, giornalista QuanteStorie, Rai3). Infine, il nuovo territorio dei social media, cui si è aggiunto di recente TikTok, è stato esplorato da chi li frequenta e li conosce per scoprire un modo nuovo di alimentare il passaparola tra lettori e lettrici (JoReads, book influencer). In chiusura, il dibattito animato da Oscar Iarussi ha rinnovato l’impegno per la promozione della lettura nei territori.

 

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