Sbarco contro i diritti: conferenza oggi pomeriggio

Che cosa sta succedendo al porto di Catania e nel Mediterraneo e perché i decreti del Governo Meloni che dispongono una «distinzione» dei naufraghi sono illegittimi. Appuntamento alle ore 18

Conferenza online "Sbarco contro i diritti: Mediterraneo, soccorsi e decreti" organizzata oggi, lunedì 7 novembre, alle 18, da RiVolti ai Balcani e Altreconomia.

Che cosa sta succedendo al porto di Catania e nel Mediterraneo e perché i decreti del Governo Meloni che dispongono una «distinzione» dei naufraghi sono illegittimi. L'iniziativa online d'informazione e approfondimento vuole fare chiarezza sulla nuova frontiera della guerra ai soccorsi ed evitare che assurdità istituzionali, a furia di ripeterle, diventino «verità».

Intervengono soccorritori, giuristi, accademici. Tra questi Francesca De Vittor, Luca Masera (ResQ), Fulvio Vassallo Paleologo, Riccardo Gatti (MSF), Luca Faenzi (Sea-Watch), Dario Belluccio (Asgi), rappresentanti di SOS Méditerranée e altri in via di conferma.

Si può seguire in diretta e recuperare la registrazione sulla pagina Facebook di RiVolti ai Balcani e sulla pagina YouTube di Altreconomia.

 

«L’illegittimo tentativo di fare sbarcare esclusivamente alcuni dei naufraghi e respingere indistintamente tutti gli altri al di fuori delle acque territoriali nazionali si configura, oggettivamente, come una forma di respingimento collettivo, vietato dall’art. 4, protocollo 4 della CEDU; attività, quest’ultima, per la quale l’Italia è già stata condannata in passato (sentenza Hirsi Jamaa c. Italia del 2012)» si legge sul sito dell'Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, che prosegue: «La condotta governativa si pone, altresì, in contrasto con i principi sanciti nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e, in primo luogo, del principio di non refoulement (art. 33). In questa condizione pare impossibile immaginare che il comandante della nave debba obbedire all’ordine impartito dalle autorità amministrative italiane, poiché se portasse fuori dai confini italiani i naufraghi potrebbe configurarsi a suo carico, e a carico dell’armatore, una responsabilità per avere prodotto, inesecuzione di un ordine manifestamente illegittimo, una grave violazione dei diritti umani».

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