Somalia. La carestia minaccia migliaia di famiglie

La Federazione luterana mondiale sta distribuendo buoni alimentari a famiglie vulnerabili dello stato federale dell’Oltregiuba. Due milioni di minori a rischio di morte per malnutrizione acuta 

La Somalia è sull’orlo di una carestia, secondo i rapporti delle Nazioni Unite. Il Paese, come lìintero Corno d’Africa, è stato colpito dalla peggiore siccità degli ultimi decenni: non piove da anni; il bestiame è morto e i raccolti sono andati persi. La guerra in Ucraina ha esacerbato la situazione perché la Somalia dipende dall’Ucraina e dalla Russia per l’85% delle sue forniture alimentari. La guerra ha limitato la produzione e le esportazioni, portando ad un aumento dei prezzi. Molte famiglie in Somalia non possono permettersi di acquistare cibo.

Le Nazioni Unite stimano che 7 milioni di persone hanno bisogno di aiuti salvavita. Due terzi di loro sono bambini. Si stima inoltre che 2,3 milioni di ragazze e ragazzi siano a rischio imminente di morte per malnutrizione acuta grave. Le persone lasciano le loro case in cerca di aiuto e spesso finiscono in uno dei tanti campi improvvisati per sfollati interni (IDP).

L’Oltregiuba è una degli stati federali della Somalia più colpiti dalla siccità. Circa 5.000 famiglie – quasi 30.000 persone – si sono recate al campo di Luglow, a nord di Kismayu, in cerca di assistenza umanitaria. Le persone hanno bisogno di cibo e acqua, accesso a servizi igienici, assistenza sanitaria e spesso anche un posto dove vivere.

ACT Alliance ha lanciato un appello a sostegno di quelle popolazioni, che non è ancora completamente finanziato. La Federazione luterana mondiale ha risposto all’appello finanziando la fornitura di cibo a 300 famiglie nel campo per sfollati interni di Luglow, nell’Oltregiuba. «Ogni famiglia riceverà un buono alimentare del valore di 25 kg di farina di frumento, 25 kg di riso, 25 kg di zucchero, 3 litri di olio vegetale e 1 kg di datteri», ha affermato Girma Gudina, rappresentante nazionale della Flm per il Kenya-Somalia. Le famiglie acquistano gli articoli da un venditore locale, che a sua volta sarà pagato dalla Flm. 

«Il bisogno è enorme e selezionare le 300 famiglie è stato davvero impegnativo. Ci sono famiglie che non sono riuscite a rientrare nella lista, pur essendo gravemente colpite dalla fame e dalla malnutrizione», ha dichiarato Gudina. «Sono in lista d’attesa, speriamo nell’arrivo di altre donazioni per poterli aiutare».

Immagine: Operatori della Flm distribuiscono buoni alimentari (LWF/A. Mahdi)

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