La strada dei valdesi – L'Esilio in mostra

A Torre Pellice fino al 21 febbraio per ripercorrere le vicende dei valdesi all’indomani della revoca dell’editto di Nantes

Aprirà sabato 24 gennaio alle 17,30 nell'atrio del municipio di Torre Pellice, in via Repubblica 1, la mostra predisposta dalla Fondazione Centro culturale valdese dal titolo «La strada dei valdesi: l'esilio». Sarà visitabile tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:30 fino al 21 febbraio.

L'esposizione ripercorre le vicende dei valdesi all'indomani della revoca dell'editto di Nantes e degli editti sempre più restrittivi del duca Vittorio Amedeo II che condurranno la popolazione delle Valli Valdesi, nella sua pressoché totalità, prima alla reclusione in 14 carceri piemontesi e quindi alla deportazione nel 1687; chi non accettò la conversione fu condotto verso la Svizzera, chi forzatamente invece accettò di cattolicizzarsi fu inviato nelle terre del Vercellese. Vicende tragiche che narrano di negazione di diritti e di violenze, di deportazione e di esilio ma anche di accoglienza e di solidarietà da parte di chi in terra straniera ha prima mediato per la salvezza dei prigionieri valdesi e poi accolto gli esuli.

La mostra è nata per illustrare e introdurre i visitatori italiani al percorso de «Le strade degli ugonotti e dei valdesi», itinerario che lo scorso anno ha ricevuto il riconoscimento di Itinerario culturale europeo da parte del Consiglio d'Europa. L'esposizione sarà in mostra, dopo questa prima a Torre Pellice, in diversi luoghi lungo il cammino dell'itinerario dell'esilio dei valdesi che si snoda da Saluzzo a Ginevra attraversando la pianura piemontese fino ad Avigliana e quindi, dopo aver risalito la val di Susa fino alla Novalesa, arriva al Moncenisio per poi ridiscendere la Maurienne. Luoghi quelli attraversati che non sono storicamente valdesi e dove è importante avere uno strumento per poter raccontare vicende ormai dimenticate ma che non sono estranee a questi territorio visto per esempio che le municipalità attraversate dagli esiliandi furono costrette ad intervenire per dare accoglienza ai valdesi e alle truppe che li "accompagnavano".

Una mostra quindi che non si rivolge solo ai valdesi o alle Valli ma che è anche indirizzata ai territori e a chi farà il percorso, o almeno un tratto di esso.

«Le strade dei valdesi - spiega Davide Rosso, direttore della Fondazione Centro culturale valdese e autore dei testi dell'esposizione - mentre i disegni sono dell'artista Roberto Albertini - sono oggi parte del percorso europeo “Le strade degli ugonotti e dei valdesi”. L'itinerario nel suo insieme, dopo il riconoscimento dal Consiglio d'Europa, è considerato “patrimonio europeo da salvaguardare e  veicolo di comunicazione, di scambio culturale tra le nazioni e le culture europee: strumento per consolidare l'identità europei». La mostra sarà per questo itinerante, perché vuole presentare non un “semplice” e drammatico tratto di storia valdese ma un “pezzo” di patrimonio culturale europeo e farlo nel modo più “diffuso” possibile. Ma siccome il tutto coinvolge direttamente i valdesi, le Valli valdesi e chi vi abitava trecento anni fa, ma anche chi vi è ritornato per riconquistarsi il diritto ad esistere e a risiedervi, al Ccv tenevamo a mostrare l'esposizione prima al territorio valligiano, e siamo grati al Comune di Torre Pellice che ci ha dato la possibilità di farlo nei propri locali. Il fatto poi che i locali in cui viene esposta siano pubblici è significativo perché «Le strade degli ugonotti e dei valdesi  non sono un “pellegrinaggio” religioso, sono un itinerario “laico” che rientra tra quei percorsi che partendo da una narrazione storica del passato affrontano problematiche tipiche del presente come l’intolleranza, la xenofobia, la mancanza della libertà di coscienza e di espressione ma anche della volontà di Resistenza e di lotta per la libertà. Temi attuali purtroppo, su cui val la pena di riflettere e interrogarsi tutti insieme».

“Le strade degli ugonotti e dei valdesi” ripercorrono da sud a nord l’Europa seguendo le vie dell’esilio degli ugonotti francesi, avvenuto a seguito della revoca dell’editto di Nantes nel 1685, e dell'esilio dei valdesi del Piemonte del 1687 e poi del Glorioso Rimpatrio alle Valli Valdesi del 1689. Il percorso coinvolge oltre alla Francia e all’Italia anche la Svizzera e la Germania, terre di accoglienza degli esiliati. Nel nostro paese i promotori dell'iniziativa oltre alla Fondazione Centro Culturale Valdese, sono la Provincia di Torino e il Gal Escartons e Valli Valdesi. La segnaletica della via del Rimpatrio è già stata realizzata, mentre quella dell’esilio è in via di realizzazione, si veda per maggiori informazioni il sito www.lestradedeivaldesi.it.

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