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	<title>Ecumenismo - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 09:26:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ecumenismo - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>La Bibbia e le donne, vent’anni dopo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/15/la-bibbia-e-le-donne-ventanni-dopo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CELI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ventuno volumi in quattro lingue, trecento studiose, vent’anni di ricerca &#160; Ventuno volumi, quattro lingue...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Ventuno volumi in quattro lingue, trecento studiose, vent’anni di ricerca</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-heading"><strong>Ventuno volumi, quattro lingue</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">Martedì 20 ottobre, nella chiesa luterana nel centro di Vienna, si <a href="https://evang.at/buchpraesentation-die-bibel-und-die-frauen/" data-cmp-ab="2">presenta la conclusione</a> di «La Bibbia e le donne».</p>
<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un’enciclopedia di esegesi, storia e cultura in ventuno volumi, pubblicata in italiano, tedesco, inglese e spagnolo.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Vi hanno lavorato circa trecento studiose, e qualche studioso, da quindici Paesi. Ogni volume è stato curato da due persone di confessioni, religioni o aree linguistiche diverse: cattoliche, protestanti, ortodosse, ebree.</p>
<p class="wp-block-paragraph">A guidare la serata, organizzata insieme all’Università di Vienna, sarà la vescova luterana <strong>Cornelia Richter</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-heading"><strong>Un’idea nata tra Graz e Napoli</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è nato nel 2006 dall’incontro tra due donne che allora guidavano la Società europea delle donne per la ricerca teologica (ESWTR): la biblista austriaca <strong>Irmtraud Fischer</strong>, dell’Università di Graz, e la storica napoletana <strong>Adriana Valerio</strong>.</p>
<p class="wp-block-paragraph">In Italia la collana <a href="https://www.bibleandwomen.org/coll/IT/medioevo.php" data-cmp-ab="2">esce presso l’editrice Il Pozzo di Giacobbe</a>.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Da quell’incontro, nato attorno la domanda su come avessero letto la Bibbia le donne, lungo tutta la storia ebraica e cristiana, il progetto si è sviluppato fino ad oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Con un crescendo di domande: come la Bibbia, o meglio chi la interpretava, ha raccontato le donne? Quale è stato il loro ruolo nella lettura ed esegesi del testo biblico?</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per secoli quella storia è rimasta, come ha scritto Valerio, «<a href="https://www.ilregno.it/regno-delle-donne/blog/donne-che-interpretano-la-bibbia-da-sempre-adriana-valerio" data-cmp-ab="2"><em>relegata nell’ombra</em></a>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-heading"><strong>Lettrici, predicatrici, commentatrici</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">I volumi ricostruiscono quindi una presenza che i manuali avevano ignorato o, più generalmente, ridotto alla marginalità.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Dal ruolo delle badesse e mistiche medievali che commentavano la Scrittura, alle donne della Riforma che la leggevano nella propria lingua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Nell’Ottocento, poi, la comparsa delle predicatrici metodiste, le diaconesse tedesche, le monache ortodosse russe, le donne ebree al Congresso delle religioni di Chicago del 1893.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il volume sull’Ottocento mostra anche una differenza tra confessioni.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le donne cattoliche coltivavano soprattutto un rapporto spirituale con il testo. Le protestanti, invece, usavano la Bibbia per predicare e per il lavoro pastorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-heading"><strong>La Bibbia nella lingua di tutti</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">C’è un filo luterano che attraversa questa storia. Quando nel 1522 Lutero pubblicò il Nuovo Testamento in tedesco, la Scrittura uscì dal latino dei chierici ed entrò nelle case.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La lessero anche persone che non avevano mai studiato teologia: artigiani, madri di famiglia, ragazze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Un anno dopo, nel 1523, una nobildonna bavarese, <strong>Argula von Grumbach</strong>, scrisse all’Università di Ingolstadt per difendere un giovane studente costretto a ritrattare le sue idee evangeliche.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Non aveva titoli accademici ma aveva avuto accesso alla Bibbia, e la citava. Quelle lettere fecero di lei una delle prime scrittrici della Riforma.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il sacerdozio universale dei credenti, uno dei principi della Riforma, conteneva già una promessa che le chiese hanno impiegato secoli a mantenere: la Parola non appartiene a una casta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-heading"><strong>Una lettura che riguarda tutti</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">Nel dicembre 2025 in un <a href="https://riforma.it/2025/12/15/la-bibbia-e-le-donne-un-progetto-una-scommessa/">convegno internazionale a Napoli sono stati presentati</a> i primi risultati del progetto.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ventuno volumi dicono che le donne hanno sempre letto, commentato e annunciato la Scrittura. Per secoli, semplicemente, nessuno ne ha preso nota.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da <a href="https://www.chiesaluterana.it/la-bibbia-e-le-donne-enciclopedia-vienna/">Chiesa luterana in Italia</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Mh6qaNgyyn"><p><a href="https://riforma.it/2025/12/15/la-bibbia-e-le-donne-un-progetto-una-scommessa/">La Bibbia e le donne. Un progetto, una scommessa</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La Bibbia e le donne. Un progetto, una scommessa” — Riforma.it" src="https://riforma.it/2025/12/15/la-bibbia-e-le-donne-un-progetto-una-scommessa/embed/#?secret=bNInFXyQeo#?secret=Mh6qaNgyyn" data-secret="Mh6qaNgyyn" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="aA5j1fd99P"><p><a href="https://riforma.it/2025/12/03/napoli-ospita-il-convegno-internazionale-la-bibbia-e-le-donne/">Napoli ospita il convegno internazionale “La Bibbia e le Donne”</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Napoli ospita il convegno internazionale “La Bibbia e le Donne”” — Riforma.it" src="https://riforma.it/2025/12/03/napoli-ospita-il-convegno-internazionale-la-bibbia-e-le-donne/embed/#?secret=t7pqZaYAYF#?secret=aA5j1fd99P" data-secret="aA5j1fd99P" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/15/la-bibbia-e-le-donne-ventanni-dopo/">La Bibbia e le donne, vent’anni dopo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il potenziale ecumenico della Confessione Augustana</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/15/il-potenziale-ecumenico-della-confessione-augustana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 06:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[confessione augustana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso una celebrazione congiunta luterano-cattolica per l&#8217;anniversario della confessione di fede &#160; Per la prima...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Verso una celebrazione congiunta luterano-cattolica per l&#8217;anniversario della confessione di fede</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta dall’elezione di papa Leone XIV nel maggio 2025, il 1° ottobre scorso una delegazione della Federazione luterana mondiale lo ha incontrato in Vaticano per discutere della possibilità di celebrare insieme il quinto centenario della<a href="https://www.chiesaluterana.it/confessione-augustana-1530/"> <strong>Confessione Augustana</strong></a>, che sarà il 25 maggio 2030 nella città tedesca di Augusta, da cui questa importante confessione di fede luterana trae il suo nome.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una confessione di fede al tempo stesso evangelica ed ecumenica</strong>, come ha spiegato il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo danese Henrik Stubkjaer: «Nel 1530 essa rappresentava una proposta ecumenica alla Chiesa, che sottolineava le radici apostoliche delle riforme e il desiderio di unità. Non ha mai voluto dividere ma cercava un dialogo in vista di un reciproco discernimento della proclamazione evangelica nel suo tempo». Anche se nel XVI secolo questo intento non è riuscito e le Chiese si sono separate, ha proseguito il presidente dei luterani, «oggi possiamo cominciare a raccontare una storia diversa. È nostra speranza che cattolici e luterani saranno capaci di commemorare questo anniversario insieme».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il papa ha accolto positivamente la proposta dei luterani</strong>: «Nel nostro cammino comune dal conflitto verso la comunione – ha affermato – ci sono momenti speciali. L’anno 2030, nel quale ricorre il 500° anniversario della Confessione Augustana, può diventare uno di questi momenti condivisi: una profonda esperienza ecumenica capace di donare nuova energia e gioia ai passi che compiremo verso la piena e visibile unità. Quando la <em>Confessio Augustana </em>fu letta ad Augusta il 25 giugno 1530, l’unità della Chiesa d’Occidente era in pericolo, ma non era ancora andata in frantumi».</p>
<p>Qui papa Leone ha citato una frase di Giovanni Paolo II, pronunciata in occasione del 450° anniversario dello stesso documento, il 25 giugno 1980: gli autori della Confessione Augustana avevano «l’intento di testimoniare il loro credo in una chiesa santa, cattolica ed apostolica». Essa, ha proseguito papa Leone, «in origine era intesa come un documento di riconciliazione in seno alla Chiesa. Solo in seguito finì con l’essere intesa come testo di confessionalizzazione divisiva. Con lo sguardo rivolto al 2030, sarebbe auspicabile che potessimo di nuovo riuscire ad affermare insieme il potenziale ecumenico pre-confessionale della <em>Confessio Augustana</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante la visita in Vaticano, i rappresentanti luterani hanno anche ricordato i dieci anni dall’incontro del 31 ottobre 2016 a Lund in Svezia, quando papa Francesco – a sorpresa – accettò l’invito della Federazione luterana mondiale a commemorare insieme i 500 anni della Riforma protestante, dando così un’inaspettata impronta ecumenica alle celebrazioni.</p>
<p>Della delegazione luterana in visita al papa facevano parte, tra gli altri, la segretaria generale della Federazione, la pastora estone Anne Burghard, e il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Johannes M. Ruschke, pastore a Venezia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria Negro è andata in onda domenica 11 ottobre durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/15/il-potenziale-ecumenico-della-confessione-augustana/">Il potenziale ecumenico della Confessione Augustana</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiese metodiste del Mediterraneo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/14/chiese-metodiste-del-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa metodista albania]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Opcemi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista al pastore Luca Anziani, di ritorno dal viaggio in Albania per rafforzare le relazioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="entry-title">Intervista al pastore Luca Anziani, di ritorno dal viaggio in Albania per rafforzare le relazioni e la comunione con le chiese sorelle</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Nel mese di settembre, il pastore </span><b><span data-contrast="auto">Luca Anziani</span></b><span data-contrast="auto">, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), ha visitato le chiese metodiste di Albania, nell’ambito di Euromed (Euro Mediterranean Project), un progetto volto a rafforzare le relazioni e la comunione tra le chiese metodiste del bacino del Mediterraneo. Stiamo parlando di Italia, Spagna, Portogallo, Algeria, Tunisia e appunto Albania, chiese di minoranza che condividono molto più di quanto ci si potrebbe aspettare. Non solo ponti mediterranei che guardano al nord Africa e al Medio Oriente, ma anche sponde di dialogo in punti nevralgici dell’Europa meridionale e balcanica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">L’iniziativa nasce nell’ambito delle relazioni internazionali dell’OPCEMI e coinvolge chiese che hanno anche attraversato esperienze di dittatura e repressione. Euromed è stato presentato all’inizio di ottobre a Londra, durante l’incontro dell’European Methodist Council, e il progetto è stato accolto dal Consiglio.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La visita in Albania si è articolata in due momenti: uno più istituzionale e sociale del paese, l’altro più ecclesiastico. Insieme al pastore Anziani erano presenti il pastore </span><b><span data-contrast="auto">Maliq Meda</span></b><span data-contrast="auto">, </span><b><span data-contrast="auto">Claudio Paravati</span></b><span data-contrast="auto">, direttore di Confronti e </span><b><span data-contrast="auto">Rando Devole</span></b><span data-contrast="auto">, sociologo, giornalista e scrittore.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Perché l’Albania è una tappa importante del progetto Euromed?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La visita si è inserita in un progetto più ampio di approfondimento delle relazioni tra le chiese metodiste del Mediterraneo. L’obiettivo è sviluppare una comunione più concreta tra chiese che vivono situazioni differenti, ma condividono sfide comuni: essere minoranze, confrontarsi con il pluralismo religioso, costruire rapporti con le istituzioni e trovare il proprio spazio nella società.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il progetto, accolto dall’European Methodist Council, intende affiancare alle relazioni già esistenti con le chiese del Nord Europa una rete di rapporti orizzontali tra i paesi mediterranei.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali aspetti della situazione politica e sociale albanese sono emersi durante il viaggio?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Abbiamo visitato Tirana, Elbasan, Durazzo e Pogradec. La situazione del paese presenta profonde contraddizioni. Da un lato, il turismo e gli investimenti hanno trasformato soprattutto le città e le zone costiere; dall’altro, il costo della vita è aumentato, gli affitti sono diventati più difficili da sostenere e le opportunità di lavoro rimangono limitate, con stipendi medi di circa 600 euro mensili.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un altro problema rilevante è la corruzione che, secondo diverse agenzie e indagini, attraversa molti settori dello Stato, compresa la magistratura. È emersa anche la debolezza della rappresentanza sociale: i sindacati hanno un ruolo limitato e manca una consolidata cultura della mobilitazione organizzata.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Abbiamo assistito alle manifestazioni contro il governo di </span><b><span data-contrast="auto">Edi Rama</span></b><span data-contrast="auto">, che coinvolgono soprattutto giovani, studenti e gruppi con orientamenti differenti, movimenti ecologisti, il “movimento dei fenicotteri” legato alle proteste nate per gli scandali sui resort. Tra le richieste ci sono modifiche alla legge elettorale e alla normativa sui referendum.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La crescita edilizia, particolarmente evidente a Tirana, suscita preoccupazioni per il ruolo del denaro legato alle attività criminali nell’economia del paese e per la fragilità di un modello di sviluppo fondato in parte sulla speculazione immobiliare.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quale ruolo hanno avuto le religioni nella ricostruzione dell’Albania dopo la dittatura comunista?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La dittatura comunista albanese è stata tra le più repressive. La Costituzione sanciva l’ateismo dello Stato e le comunità religiose furono perseguitate: vennero distrutte o chiuse chiese cattoliche, ortodosse e moschee; sacerdoti e imam furono uccisi o imprigionati. Possedere una Bibbia o un Corano, o anche soltanto nominare Dio, poteva comportare la reclusione nei campi di rieducazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il controllo sulla società era capillare. Abbiamo visitato la Casa delle foglie, oggi museo che conserva strumenti e testimonianze dei sistemi di sorveglianza del regime.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dopo la caduta della dittatura, alla fine del 1990, le comunità religiose hanno avuto un ruolo importante nella ricostruzione del tessuto sociale e dello Stato. Il fatto che tutte le fedi fossero state perseguitate ha contribuito a creare solidarietà tra le diverse comunità.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi il rapporto tra le religioni e le istituzioni è positivo e il dialogo interreligioso rappresenta una componente importante della vita pubblica albanese. Come OPCEMI possiamo parlare del Patto di Unione delle chiese valdesi e metodiste che, all’estero, suscita molto interesse. Così come l’esperienza italiana della CCERS.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali comunità religiose convivono oggi nel paese?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Accanto ai musulmani sunniti e ai cristiani ortodossi e cattolici, sono presenti comunità cristiane minoritarie e il bektashismo, un ordine mistico sufi di origine islamica, influente nella cultura albanese e caratterizzato da una tradizione spirituale aperta e moderata.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Siamo stati in visita al patriarca della Chiesa ortodossa d’Albania, una chiesa autocefala, e abbiamo visitato il centro del bektashismo.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il patriarca ci ha ricordato un’esperienza fondamentale della storia albanese: «Noi abbiamo sperimentato che cosa significa togliere Dio dalla società». Il riferimento non era a una particolare confessione, ma alla cancellazione della dimensione religiosa attraverso la repressione totalitaria.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi, in Albania, la grande moschea può trovarsi accanto alla chiesa ortodossa: il richiamo alla preghiera del muezzin e il suono delle campane convivono nella quotidianità.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel centro del bektashismo abbiamo trovato una frase significativa: «La tolleranza religiosa nel nostro paese è un miracolo. Il fatto che le quattro fedi tradizionali vivano in piena armonia è unico, non soltanto nei Balcani, ma ovunque». La citazione è attribuita a </span><b><span data-contrast="auto">Dede Reshat Bardi</span></b><span data-contrast="auto">, guida spirituale dell’ordine bektashi.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il dialogo interreligioso, dunque, non è soltanto una pratica di incontro tra comunità diverse: è alla base della ricostruzione della società albanese. Dove inoltre il sincero amore per Dio attraversa i secoli e si intreccia con l’amore per il destino della nazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è la situazione attuale della Chiesa metodista in Albania?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La missione metodista austriaca ha rifondato le chiese metodiste in Albania nel 2008. Oggi sono presenti cinque comunità, tra cui quelle di Tirana, Durazzo, Elbasan e Pogradec, oltre a una realtà in una zona rurale montana.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono comunità piccole, ma molto giovani. Durante il culto a Tirana mi ha colpito la presenza di tanti bambini e ragazzi: quando sono usciti per andare alla scuola domenicale, il numero dei presenti si è praticamente dimezzato. È un’immagine che contrasta con quanto accade spesso nelle nostre chiese. Le liturgie sono vivaci, con una presenza importante della musica.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">In che modo le comunità metodiste sono presenti nella società?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un aspetto importante è l’impegno sociale. A Durazzo abbiamo incontrato due professioniste, tra cui una logopedista, impegnate in un progetto rivolto ai bambini del quartiere con difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’attività è rivolta al territorio: un esempio concreto di come una chiesa piccola possa costruire relazioni e rispondere ai bisogni nel luogo dove si trova.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali sono le principali sfide nel rapporto con le istituzioni?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le chiese metodiste sono riconosciute dal governo albanese, ma non partecipano direttamente ai tavoli di confronto con lo Stato nei quali sono rappresentate altre realtà religiose.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esiste un’Alleanza evangelica che riunisce comunità ad esempio pentecostali. La Chiesa metodista sta valutando la possibilità di entrarvi, perché questa partecipazione potrebbe facilitare il dialogo con le istituzioni e dare maggiore visibilità alla propria presenza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esistono differenze teologiche e culturali, anche su questioni come il ministero pastorale delle donne e il riconoscimento delle persone omosessuali. Tuttavia, l’adesione all’Alleanza evangelica non richiede necessariamente un reciproco riconoscimento ecclesiologico tra tutte le comunità. È una situazione diversa da quella della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che ha anche una dimensione ecclesiologica, oltre alla funzione di rappresentanza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali prospettive apre Euromed per la Chiesa metodista albanese?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il sovrintendente della Chiesa metodista in Albania, che è anche pastore a Tirana, ha accolto molto favorevolmente la proposta. Le comunità albanesi sentono il bisogno di sviluppare relazioni con le chiese del Mediterraneo, come quelle di Spagna, Portogallo e Italia, oltre ai rapporti già esistenti con il Nord Europa.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’Albania si percepisce fortemente legata al Mediterraneo e all’Italia, anche per ragioni storiche e culturali. L’idea è creare uno spazio nel quale condividere esperienze e riflessioni attraverso incontri online e, possibilmente, appuntamenti in presenza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I temi comuni sono numerosi: la condizione delle chiese di minoranza, il dialogo interreligioso, i rapporti con le istituzioni, la partecipazione dei giovani alla vita ecclesiale e il modo di essere chiesa nello spazio pubblico. I contesti sono molto differenti: in Portogallo la situazione è diversa da quella albanese, mentre in Algeria i pastori possono arrivare a essere incarcerati. Proprio queste differenze rendono importante la conoscenza reciproca.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali saranno i prossimi passi?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A novembre è previsto un primo incontro online con le chiese coinvolte. Da lì cominceremo a costruire un percorso comune, individuando progressivamente i temi da approfondire e le modalità di collaborazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’obiettivo è rafforzare la comunione tra le chiese metodiste del Mediterraneo, mettendo in relazione esperienze differenti e cercando insieme risposte alle sfide che riguardano la presenza delle comunità cristiane nella società contemporanea.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da Nev &#8211; Notizie evangeliche</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/chiese-metodiste-del-mediterraneo/">Chiese metodiste del Mediterraneo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Uniti nella Fede e nel Ministero per il Mondo&#8221;</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/12/uniti-nella-fede-e-nel-ministero-per-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Internazionale Metodista-Cattolica Romana]]></category>
		<category><![CDATA[mercic]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=84815</guid>

					<description><![CDATA[<p>Conclusa la dodicesima fase del dialogo metodista-cattolico. A breve il testo del rapporto finale &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/12/uniti-nella-fede-e-nel-ministero-per-il-mondo/">“Uniti nella Fede e nel Ministero per il Mondo”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Conclusa la dodicesima fase del dialogo metodista-cattolico. A breve il testo del rapporto finale</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La Commissione Internazionale Metodista-Cattolica Romana – Mercic – ringrazia per il completamento della dodicesima fase del suo dialogo. I membri della Commissione si sono riuniti di persona l&#8217;ultima volta nell&#8217;ottobre 2025, in El Salvador. Da allora, un gruppo editoriale ha lavorato alla stesura finale del rapporto relativo a questa fase del dialogo. I membri hanno approvato la bozza finale del rapporto, intitolato &#8220;Uniti nella fede e nel ministero per il mondo: Riflessioni sull&#8217;unità e la diversità per la missione della Chiesa&#8221;, il 7 ottobre 2026».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apre così il comunicato finale in conclusione della dodicesima fase del dialogo dalla sua istituzione nel 1967.</p>
<p>Il rapporto finale della Commissione rileva che «sessant&#8217;anni di dialogo teologico continuo tra metodisti e cattolici hanno stabilito un accordo inequivocabile sulla comune professione di fede cristiana espressa nel Credo niceno e sulla fede condivisa nel primato della grazia giustificante e santificante di Dio».</p>
<p>Su questa base, il documento incoraggia «il riconoscimento pubblico da parte di cattolici e metodisti della presenza e dell&#8217;azione dello Spirito di Dio negli elementi costitutivi che edificano le nostre rispettive comunioni, che verrebbero così affermate come efficaci mediazioni della grazia salvifica di Dio».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Commissione ritiene che il momento ecumenico di <em>kairos</em> in cui ci troviamo ora inviti le nostre chiese «a compiere passi formali per riconoscere la comunione che condividiamo e per accogliere gli accordi raggiunti nel nostro dialogo negli ultimi sessant&#8217;anni». In tal modo, la relazione cerca non solo di individuare un punto di arrivo nel rapporto tra metodisti e cattolici, ma anche un punto di partenza. Offre quindi anche una metodologia per tracciare un percorso futuro, «suggerendo passi concreti che le nostre rispettive comunioni potrebbero intraprendere per riconoscere e accogliere la comunione che esiste tra di noi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lunedì 19 ottobre, il comitato direttivo della Commissione presenterà il rapporto al Segretario generale del Consiglio metodista mondiale a Londra. Più tardi, lo stesso giorno, ne parleranno in un seminario presso la Wesley House di Cambridge. Mercoledì 21 ottobre, presenteranno il rapporto al prefetto del Dicastero per la promozione dell&#8217;unità dei Cristiani a Roma e successivamente ne parleranno in un seminario presso la Pontificia Università di San Tommaso d&#8217;Aquino (Angelicum).</p>
<p>Sp Il testo integrale di <strong>&#8220;Uniti nella Fede e nel Ministero per il Mondo&#8221;</strong> sarà pubblicato nei prossimi mesi, una volta completate le necessarie procedure istituzionali. Successivamente, sarà presentato per l&#8217;accoglienza al prossimo incontro della Conferenza metodista mondiale a Manila, nelle Filippine, nel 2029. Seguendo la prassi della Mercic fino ad oggi, il documento sarà d&#8217;ora in poi conosciuto anche come &#8220;Rapporto di Manila&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Membri della Mercic durante la dodicesima fase:</p>
<p><i>Membri metodisti</i></p>
<ul>
<li>Rev. Prof. Edgardo A. Colón-Emeric (<i>Co-presidente</i>), Stati Uniti d’America</li>
<li>Rev. Matthew A. Laferty (<i>Co-segretario</i>), Ufficio Ecumenico Metodista, Roma</li>
<li>Dott.ssa Jung Choi, Stati Uniti d’America</li>
<li>Rev.da Prof.ssa Blanches de Paula, Brasile</li>
<li>Vescova Lizzette Gabriel Montalvo, Porto Rico (<i>riunione del 2022</i>)</li>
<li>Prof. Geordan Hammond, Regno Unito/Stati Uniti d’America</li>
<li>Rev. Prof. Glen O’Brien, Australia</li>
<li>Rev. Dott. Hermen Shastri, Malesia</li>
<li>Prof.ssa Lilian Cheelo Siwila, Sudafrica</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Membri cattolici</i></p>
<ul>
<li>Arcivescovo Shane Mackinlay (<i>Co-presidente</i>), Australia</li>
<li>Rev. Martin Browne, OSB (<i>Co-segretario</i>), Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Roma</li>
<li>Prof.ssa Catherine E. Clifford, Canada</li>
<li>Rev. Anthony Currer, Regno Unito (<i>riunioni del 2022 e del 2025</i>)</li>
<li>Rev. Prof. Gerard Kelly, Australia</li>
<li>Suor Prof.ssa Mary Sylvia Nwachukwu, DDL, Nigeria</li>
<li>Rev. Prof. Daniel Franklin Pilario, CM, Filippine</li>
<li>Rev. Prof. Jorge Scampini, OP, Argentina</li>
<li>Dott.ssa Clare Watkins, Regno Unito.</li>
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		<item>
		<title>Il 3 ottobre a Lampedusa</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/il-3-ottobre-a-lampedusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nev - Notizie evangeliche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[3 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Baratto]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bernardini]]></category>
		<category><![CDATA[mediterranean hope]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio del 2013 &#160; “Nella notte verso il mattino”...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio del 2013</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nella notte verso il mattino” è il titolo scelto quest’anno per commemorare le 368 persone morte a Lampedusa nel 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 3 ottobre, alle 19, presso la parrocchia di San Gerlando a Lampedusa, si terrà la commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio, uno tra i più drammatici della storia delle migrazioni contemporanee nel Mediterraneo. Da allora, da tredici anni a oggi, questa giornata è diventata un’occasione per ricordare non soltanto quelle vittime ma tutte le persone che continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«È importante fare memoria ed è importante restare a Lampedusa – dichiara <strong>Marta Bernardini</strong>, coordinatrice di Mediterranean Hope (MH), programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, sull’isola siciliana in questi giorni insieme alle operatrici di MH e al pastore <strong>Luca Baratto</strong> – . Continuare ad accogliere le persone che sopravvivono alle traversate del Mediterraneo, e le altre che purtroppo ancora oggi, tanti anni dopo il naufragio del 2013, continuano a morire. Per questo noi chiese protestanti abbiamo deciso e scegliamo ogni giorno di rimanere sull’isola: per essere un presidio di umanità in un luogo in cui l’Europa e l’Italia, con le loro politiche sulle migrazioni e i respingimenti, calpestano ogni giorno i diritti di chi cerca una vita dignitosa».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La liturgia del momento interreligioso, aperto a tutte e tutti, verrà celebrata sabato 3 ottobre alle 19 alla Parrocchia di San Gerlando, a Lampedusa. Parteciperanno per la FCEI Marta Bernardini e il pastore Luca Baratto<strong>, </strong>segretario esecutivo della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e curatore del Culto evangelico su Rai Radio1, don<strong> Luca Camilleri</strong>, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Agrigento,  don <strong>Aldo Sciabbarrasi</strong>, parroco di San Gerlando Lampedusa, l’imam<strong> Kheit Abdelhafid</strong>, vicepresidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Settimana interculturale in Germania</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/30/settimana-interculturale-in-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[settimana interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Settimana, organizzata anche dalle chiese, è considerata una delle più grandi iniziative della società...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span dir="auto">La Settimana, organizzata anche dalle chiese, è considerata una delle più grandi iniziative della società civile a sostegno della diversità, della democrazia, dei diritti umani e della convivenza pacifica di tutte le persone</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni anno in Germania le Settimane Interculturali promuovono la diversità e la dignità umana in tutto il paese. Nel 2026, il motto scelto è &#8220;Dafur!&#8221; (Per questo!). La cerimonia di apertura centrale si è svolta a Lipsia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La Settimana Interculturale (IKW) nazionale si tiene ogni anno alla fine di settembre dal 1975.</span><span dir="auto"> È sostenuta e co-sponsorizzata da chiese, comuni, organizzazioni di assistenza sociale, sindacati, comitati e funzionari consultivi per l&#8217;integrazione, associazioni, istituti scolastici, organizzazioni di migranti, comunità religiose e gruppi di iniziativa. </span><span dir="auto">Si svolgono circa 6.000 eventi in oltre 760 città e paesi. </span></p>
<p>Dal 27 settembre al 4 ottobre, la Settimana Interculturale invita persone da tutto il paese a incontrarsi e scambiarsi idee, offrendo un esempio di diversità, democrazia e convivenza rispettosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La Settimana interculturale nazionale è stata inaugurata domenica con una celebrazione ecumenica nella chiesa di San Tommaso a Lipsia. Nella sua omelia, Heinrich Timmerevers, ex vescovo della diocesi cattolica di Dresda-Meissen, ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che le persone stiano «innalzando barriere» tra di loro e che alcune classifichino le altre in base all&#8217;origine, alla religione o alla presunta utilità.</span></p>
<p><span dir="auto">Alle persone viene negata la dignità, e questo «sembra essere di nuovo socialmente accettabile oggi», ha affermato Timmerevers. Ciò di cui c&#8217;è bisogno, tuttavia, è un atteggiamento che veda gli altri non come concorrenti, come estranei o come problemi, «ma come esseri umani la cui dignità è inviolabile».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La Settimana è considerata una delle più grandi iniziative della società civile in Germania, a sostegno della diversità, della democrazia, dei diritti umani e della convivenza pacifica di tutte le persone. Per celebrare l&#8217;inaugurazione a Lipsia, si è tenuto un festival di strada intitolato &#8220;Lipsia celebra la diversità&#8221; nel cortile della Thomaskirchhof.</span></p>
<p><span dir="auto">Beate Sträter, presidente del Comitato preparatorio ecumenico, ha affermato che è fondamentale rafforzare ulteriormente i legami e le reti esistenti affinché «possiamo sostenerci a vicenda e fornire un aiuto concreto laddove necessario». Ha sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;unità. Intervenendo alla cerimonia di apertura a Lipsia, ha aggiunto: «Non c&#8217;è niente di meglio contro l&#8217;odio che celebrare una festa in cui la gioia, la gentilezza e la solidarietà siano palpabili e visibili».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">In una dichiarazione congiunta in vista della Settimana Interculturale, le Chiese protestante e cattolica, insieme alla Conferenza episcopale ortodossa, hanno lanciato un appello alla carità e all&#8217;impegno nella lotta contro la divisione sociale. Hanno affermato che, in un momento in cui «i dibattiti pubblici sulle principali questioni sociali sono così spesso caratterizzati da timidezza, paura e opposizione», è importante «dare un tono positivo e di speranza».</span></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/30/settimana-interculturale-in-germania/">Settimana interculturale in Germania</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Francia, «un passo storico» per il protestantesimo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/24/francia-un-passo-storico-per-il-protestantesimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=84364</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Federazione protestante di Francia e il Consiglio nazionale degli evangelici uniscono le forze &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/24/francia-un-passo-storico-per-il-protestantesimo/">Francia, «un passo storico» per il protestantesimo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>La Federazione protestante di Francia e il Consiglio nazionale degli evangelici uniscono le forze</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella dichiarazione congiunta rilasciata il 14 settembre, ogni parola è stata scelta con cura. Il 3 e 4 settembre, presso il <em>Domaine du Lazaret</em>, roccaforte protestante a Sète,  i rappresentanti della Federazione protestante di Francia (Fpf) e del Consiglio nazionale degli evangelici di Francia (Cnef) si sono incontrati per un seminario di lavoro congiunto. Un «passo storico nel dialogo» tra i due organismi del protestantesimo francese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo incontro è stato animato dal desiderio condiviso di conoscersi meglio e di crescere insieme nella fiducia. Per la Fpf si inserisce nel percorso di apertura e dialogo auspicato dal suo Consiglio. Riflette inoltre l&#8217;evoluzione approvata dall&#8217;Assemblea generale nel 2026, volta a rafforzare la rappresentanza degli evangelici all&#8217;interno del suo organo di governo. Per il Cnef adempie al mandato affidatogli dal suo Comitato dei Rappresentanti di perseguire e sviluppare relazioni costruttive con la Federazione protestante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Per due giorni, le delegazioni hanno condiviso la vita e la missione delle rispettive istituzioni, per poi dedicarsi a discussioni aperte e sincere sui fondamenti del loro rapporto e sulle possibili vie di collaborazione &#8211; si legge nel comunicato finale -. Queste discussioni sono state accompagnate dalla preghiera e dalla guida spirituale del pastore Pierre Blanzat e si sono svolte in uno spirito di ascolto, umiltà e rispetto fraterno».</p>
<p>Le due delegazioni hanno riconosciuto congiuntamente la reale pluralità del protestantesimo francese e la sua intrinseca complementarità, accogliendola come una risorsa. Entrambe le realtà si riconoscono reciprocamente come autentiche espressioni del protestantesimo francese, un traguardo che entrambe le delegazioni desiderano ora consolidare.</p>
<p>Condividono il comune desiderio di superare le incomprensioni del passato per costruire, passo dopo passo, un rapporto fondato sul rispetto della legittimità delle rispettive missioni e della vocazione specifica di ciascun ente, al servizio del Vangelo e del bene comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine di questo seminario, la Fpf e la Cnef hanno concordato di proseguire questo lavoro di chiarimento istituendo un forum regolare di dialogo, consultazione e azione, al fine di approfondire la reciproca comprensione e snellire la collaborazione su temi e cause comuni, tra cui i servizi di assistenza spirituale, la difesa delle libertà fondamentali e la riflessione sulla rappresentanza protestante a livello nazionale e regionale. Questo dialogo aperto proseguirà secondo un calendario condiviso, nel rispetto delle identità e dei ruoli specifici di ciascun ente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Intraprendiamo questo cammino nella preghiera, fiduciosi che il Signore guiderà i nostri due enti lungo il percorso di maggiore comprensione e riconoscimento reciproco» hanno commentato i presenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Federazione protestante di Francia riunisce 26 unioni ecclesiali, 7 chiese affiliate, 12 comunità e oltre 70 associazioni che rappresentano quasi 500 comunità, organizzazioni e movimenti protestanti.</p>
<p>Il Consiglio nazionale degli evangelici in Francia rappresenta ben 36 unioni ecclesiali e 176 associazioni partner.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/24/francia-un-passo-storico-per-il-protestantesimo/">Francia, «un passo storico» per il protestantesimo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le chiese tedesche ratificano la Charta Oecumenica</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/17/le-chiese-tedesche-ratificano-la-charta-oecumenica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[Charta Oecumenica]]></category>
		<category><![CDATA[Ekd]]></category>
		<category><![CDATA[Kek]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cerimonia a Berlino per la firma di 18 chiese membro del Consiglio delle Chiese Cristiane...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/17/le-chiese-tedesche-ratificano-la-charta-oecumenica/">Le chiese tedesche ratificano la Charta Oecumenica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Cerimonia a Berlino per la firma <span dir="auto">di 18 chiese membro del Consiglio delle Chiese Cristiane in Germania dell&#8217;importante documento comune delle Chiese cristiane in Europa</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Berlino <span dir="auto">i rappresentanti di 18 chiese membro del Consiglio delle Chiese Cristiane in Germania (Ack) hanno firmato la &#8220;</span><strong><a href="https://ceceurope.org/ecclesiology-and-mission/charta-oecumenica"><span dir="auto">Charta Oecumenica</span></a></strong><span dir="auto">&#8221; riveduta. Le linee guida europee per la cooperazione tra le chiese saranno così radicate più ampiamente in Germania, è stato affermato durante la cerimonia di firma di martedì sera 15 settembre, durante una funzione celebrativa presso la Chiesa francese di Friedrichstadt, nella splendida piazza Gendarmenmarkt. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La &#8220;Charta Oecumenica&#8221; è considerata uno dei documenti comuni più importanti delle Chiese cristiane in Europa. Il documento definisce le linee guida e gli impegni per la cooperazione tra le Chiese. Il testo è stato adottato al termine del vertice tenutosi a Strasburgo nell&#8217;aprile del 2001 dalla Conferenza delle Chiese Europee (Kek) e dal Consiglio Cattolico delle Conferenze Episcopali Europee (Ccee). Entrambe le organizzazioni rappresentano le Chiese a cui appartengono quasi tutti i cristiani protestanti, ortodossi e cattolici del continente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span dir="auto">L&#8217;impegno personale delle chiese</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Secondo il Consiglio delle Chiese Cristiane tedesche, il presidente del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese, Heinrich Bedford-Strohm, ha esortato le chiese a non considerare la loro divisione in corso come «la norma». L&#8217;ex vescovo regionale bavarese e già presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (Ekd) ha inoltre sottolineato la chiara posizione della &#8220;Charta Oecumenica&#8221; aggiornata contro la strumentalizzazione politica del cristianesimo. Il presidente dell&#8217;Ack, il reverendo Christopher Easthill, ha interpretato la firma come un nuovo inizio: «Prendete questo testo tra le mani, leggetelo come se fosse una mappa di speranza».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Già nel 2003, 16 chiese membri del Consiglio delle Chiese Cristiane (Ack) firmarono la &#8221; </span><a href="https://www.ekd.de/charta-oecumenica-2025-leitlinien-zusammenarbeit-kirchen-europa-97882.htm" target="_blank" rel="external noopener"><span dir="auto">Charta Oecumenica</span></a><span dir="auto"> &#8221; al Primo Congresso Ecumenico delle Chiese di Berlino. La versione ora riveduta è <strong><a href="https://riforma.it/2025/11/07/nuova-charta-oecumenica-pietra-miliare-verso-lunita-cristiana/">stata ratificata a livello europeo lo scorso novembre a Roma</a></strong>. Essa affronta le nuove sfide in Europa. Gli impegni personali delle chiese rimangono centrali. Tuttavia, la Carta non rivendica alcuna autorità magisteriale o canonica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="auto" data-end="900" data-start="594"><span dir="auto">Il vescovo Frank Kopania, vicepresidente della Kek, la Conferenza delle chiese europee, ha firmato la Charta a nome della Chiesa protestante in Germania (Ekd). Erano presenti anche Lea Schlenker e suor Minsey Estelle Mical Sogbou, membri del gruppo di lavoro congiunto Kek-Ccee che ha redatto il documento rivisto. La Schlenker ha ricoperto il ruolo di copresidente del gruppo per conto della Kek.</span></p>
<p dir="auto" data-end="900" data-start="594">
<p dir="auto" data-end="1421" data-start="1116"><span dir="auto">«La firma è un segno incoraggiante di quanto la revisione della Charta Oecumenica ha realizzato», ha affermato il Segretario Generale della Kek, il pastore Frank-Dieter Fischbach Fischbach. «Dimostra che il documento è importante per le chiese e che viene adottato per la vita ecumenica in Germania. La Charta prenderà vita quando i suoi impegni saranno recepiti a livello locale e regionale».</span></p>
<p dir="auto" data-end="1662" data-start="1423"><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/17/le-chiese-tedesche-ratificano-la-charta-oecumenica/">Le chiese tedesche ratificano la Charta Oecumenica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«L&#8217;alternativa all&#8217;incontro e al dialogo è solo ulteriore divisione e scontro»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/16/lalternativa-allincontro-e-al-dialogo-e-solo-ulteriore-divisione-e-scontro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 07:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio ecumenico delle chiese riceve una delegazione della Chiesa ortodossa russa e ribadisce il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Il Consiglio ecumenico delle chiese riceve una delegazione della Chiesa ortodossa russa e ribadisce il suo esser luogo di incontro, «ponte tra le divisioni e i conflitti del mondo»</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Martedì 15 settembre, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), il pastore Jerry Pillay, ha ricevuto una delegazione della Chiesa ortodossa russa, guidata dal metropolita Anthony, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Anche il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Cec, ha partecipato all&#8217;incontro in collegamento internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il segretario generale del Cec aveva invitato il metropolita Anthony per consultazioni reciproche nell&#8217;ambito degli sforzi del Consiglio ecumenico per il dialogo e la pace, e nel contesto delle attuali riflessioni sull&#8217;<strong><a href="https://ilregno.it/documenti/2011/13/sulla-via-della-pace-giusta-messaggio-finale">Appello Ecumenico per una Pace Giusta</a></strong>, a 15 anni dalla sua pubblicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«L&#8217;incontro è stato un franco, aperto e costruttivo scambio di opinioni su guerra, pace, libertà religiosa, rapporti tra le chiese, armi nucleari e sul messaggio e le azioni delle chiese in tale contesto», ha affermato Pillay al termine dell&#8217;incontro. «È stato chiaro a tutti i partecipanti che abbiamo bisogno di più conversazioni di questo tipo, non di meno. La Chiesa deve parlare unita contro la violenza e l&#8217;ingiustizia, e la via per questa testimonianza comune è il dialogo. L&#8217;alternativa all&#8217;incontro e al dialogo è solo ulteriore divisione e scontro».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pillay ha ribadito l&#8217;impegno del Consiglio ecumenico delle chiese «a fungere da ponte tra le divisioni e i conflitti del mondo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6> Photo: Marianne Ejdersten/WCC</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/16/lalternativa-allincontro-e-al-dialogo-e-solo-ulteriore-divisione-e-scontro/">«L’alternativa all’incontro e al dialogo è solo ulteriore divisione e scontro»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Charta Oecumenica, sinodalità, cooperazione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/15/charta-oecumenica-sinodalita-cooperazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Kek]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;annuale incontro del Comitato congiunto della Conferenza delle chiese europee e del Consiglio delle conferenze episcopali...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>L&#8217;annuale incontro del <span class="s1">Comitato congiunto della Conferenza delle chiese europee e del Consiglio delle conferenze episcopali europee</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">I membri del Comitato congiunto della <strong>Conferenza delle chiese europee</strong> (Kek) e del <strong>Consiglio delle conferenze episcopali europee</strong> (Ccee) si sono riuniti a Francoforte sul Meno e Darmstadt, in Germania, dal 9 all&#8217;11 settembre 2026. L&#8217;incontro si è concentrato sull&#8217;accoglienza della Charta Oecumenica riveduta, sulla sinodalità e sui prossimi passi nella cooperazione ecumenica. Al termine, i partecipanti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui esprimono solidarietà ai cristiani perseguitati, alle persone vittime di violenza e invocano pace, giustizia e riconciliazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il presidente della Kek, l’arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, e il presidente del Ccee, monsignor Gintaras Grušas, arcivescovo di Vilnius, hanno presieduto l&#8217;incontro e le relative discussioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Centrale il tema della <strong><a href="https://riforma.it/2025/11/07/nuova-charta-oecumenica-pietra-miliare-verso-lunita-cristiana/">Charta Oecumenica riveduta</a></strong>, firmata congiuntamente dai due presidenti a Roma il 5 novembre 2025. I partecipanti hanno riflettuto su come il documento sia stato accolto in tutta Europa e su come i suoi impegni possano essere messi in pratica attraverso la preghiera, il dialogo, la formazione e la cooperazione concreta.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;arcivescovo Nikitas ha affermato che la Charta Oecumenica riveduta invita le Chiese ad approfondire il loro impegno per l&#8217;unità cristiana e a tradurlo in una cooperazione significativa. «Le nostre Chiese hanno la responsabilità condivisa di camminare insieme e offrire una testimonianza cristiana credibile, radicata nella riconciliazione, nella pace e nella speranza», ha dichiarato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">«Le cose sono progredite dal nostro incontro a Roma dello scorso anno, ma la Charta Oecumenica non può rimanere solo un documento cartaceo. Deve diventare un impegno vivo che plasmi le nostre decisioni, rafforzi la nostra testimonianza comune e porti a una cooperazione concreta tra i cristiani in tutta Europa», ha affermato l&#8217;arcivescovo Grušas.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il Comitato congiunto ha inoltre discusso della <strong>sinodalità</strong> dal punto di vista cattolico, protestante, ortodosso e anglicano. Gli scambi hanno evidenziato che la sinodalità è essenziale per la comprensione di sé della Chiesa nelle diverse tradizioni cristiane. I partecipanti hanno sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;ascolto, del discernimento, della partecipazione e della comunione, ed esplorato come la sinodalità possa rafforzare la cooperazione ecumenica e la comune testimonianza cristiana in Europa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il programma prevedeva una preghiera comune presso la Chiesa dello Spirito Santo e una visita alla sede centrale della Chiesa protestante dell&#8217;Assia e di Nassau, una chiesa regionale della Chiesa protestante in Germania (Ekd), membro della Kek, a Darmstadt. I partecipanti hanno incontrato i responsabili della chiesa e discusso della sua vita ecumenica, nonché delle sfide legate alla democrazia e al nazionalismo in Europa.</span></p>
<p class="p1">
<p class="p1"><span class="s1">Il Comitato ha offerto le sue preghiere per tutte le persone colpite dai conflitti, in particolare in Ucraina, Medio Oriente e Terra Santa. Il documento incoraggiava inoltre i cristiani in Europa e nel mondo a sostenere gli sforzi volti a promuovere la pace e a proteggere la vita e la dignità di ogni persona umana.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Entrambe le organizzazioni restano impegnate ad approfondire la cooperazione tra le chiese europee e a rafforzare la loro comune testimonianza cristiana.</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/15/charta-oecumenica-sinodalita-cooperazione/">Charta Oecumenica, sinodalità, cooperazione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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