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	<title>Chiese e società - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 07:25:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Chiese e società - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>E noi come rispondiamo?</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/22/e-noi-come-rispondiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 06:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[dalla parte di abele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo incontro online sulla situazione in Palestina &#160; &#8220;E noi come rispondiamo?&#8221; è il titolo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Nuovo incontro online sulla situazione in Palestina</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;E noi come rispondiamo?&#8221; è il titolo del prossimo incontro pubblico online organizzato dal gruppo &#8220;Dalla parte di Abele&#8221;, insieme a GLAM (Commissione Globalizzazione Ambiente della FCEI), Cipax (Centro Interconfessionale per la Pace) e Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace (promosso da UCEBI) che si terrà <b>MARTEDI&#8217; 26 MAGGIO alle ore 18.</b></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>Ecco il comunicato:</div>



<div><br>«Dopo lo zoom del 4 maggio su Kairos Palestina 2, in cui hanno parlato tra gli altri la coordinatrice di Kairos Palestina, Mays Nassar, che ha descritto le tragiche condizioni in cui vivono oggi non solo i cristiani palestinesi ma tutti i palestinesi, e il teologo Munther Isaac direttore del Centro di Studi Biblici di Betlemme, il quale ha enucleato alcune difficoltà che hanno i cristiani europei a prendere sul serio quanto scritto sul Documento Kairos 2 e ci siamo convinti che anche da noi in Italia gli interrogativi teologici – oltre che umani e politici &#8211; posti dai cristiani di Palestina non abbiano avuto l&#8217;attenzione e lo spazio che meritano, spesso confusi intrecciati con altre questioni più politiche, forse apparentemente più urgenti.<br>È proprio a partire da queste considerazioni che è nata la domanda &#8220;E noi come rispondiamo?&#8221; che sarà al centro delle riflessioni di questo incontro.&nbsp;</div>



<div>Come per l&#8217;incontro del 4 maggio &#8220;vorremmo cercare di creare uno spazio per dialogare con un pensiero teologico e di fede che i cristiani di Palestina ci rivolgono, e che arriva a noi come un grido che interroga le nostre coscienze&#8221;.&nbsp;</div>



<div>&nbsp;</div>



<div>&nbsp;</div>



<div>Per questo abbiamo chiesto ad alcuni pastori e pastore di provare a rispondere &#8211; a partire dalla realtà delle chiese di cui fanno parte – a questa domanda.<br>A questo incontro parteciperanno:&nbsp;<b>Massimo Aprile, Luca Baratto, Alessandro Spanu, Silvia Rapisarda e Pawel Gajewski.</b>&nbsp;</div>



<div>
<div> </div>
<div>L&#8217;incontro sarà moderato da <b>Erica Sfredda</b></div>
<div> </div>
<div><b><br /></b>Link per collegarsi: <a href="https://us06web.zoom.us/j/82220611133" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://us06web.zoom.us/j/82220611133</a><br />Codice d&#8217;accesso: 247849</div>
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		<item>
		<title>Campagna missionaria per i Mondiali di calcio 2026</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/21/campagna-missionaria-per-i-mondiali-di-calcio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[evangelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali calcio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’organizzazione evangelica internazionale CRU lancia una campagna che punta a mobilitare 10.000 chiese durante l’evento...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’organizzazione evangelica internazionale CRU lancia una campagna che punta a mobilitare 10.000 chiese durante l’evento sportivo che si terrà quest’estate</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministero di evangelizzazione e discepolato “Cru” spera di coinvolgere 10.000 chiese per diffondere il Vangelo durante i Mondiali di calcio di quest’estate, che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In collaborazione con la Fellowship of Christian Athletes (FCA), Alpha USA, I Am Second, TryPraying e altre organizzazioni, Cru fornirà a chiese e singoli individui gli strumenti necessari per ospitare eventi evangelistici e organizzare incontri per parlare di fede cristiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna, chiamata <em>Victory Beyond the Cup</em>, fornirà a chiese e singoli individui kit, sia fisici che digitali, per l’organizzazione di eventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Heather Reddy, direttrice esecutiva di Victory Beyond the Cup, ha dichiarato: «Con così tante persone che interagiscono con i Mondiali, che si tratti di guardarli con gli amici, controllare i risultati o persino assistere a una partita in una delle città ospitanti degli Stati Uniti, l’opportunità di diffondere il Vangelo è troppo grande per lasciarsela sfuggire».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è la prima volta che organizzazioni cristiane utilizzano i Mondiali come opportunità di evangelizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante i Mondiali del 2018 in Russia, <em>Mission Eurasia</em> fu coinvolta in un’importante campagna che vide 400 chiese ospitare proiezioni in diretta e distribuire 500.000 pubblicazioni evangelistiche, tra cui Bibbie in russo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analogamente, durante i Mondiali in Brasile nel 2014, l’Esercito della Salvezza inviò team missionari e volontari da tutto il mondo per condividere il Vangelo e fornire supporto locale alle comunità sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre campagne cristiane si sono concentrate su alcuni degli aspetti meno noti e controversi dei Mondiali. Ad esempio, in Germania, nel 2006, molte chiese e organizzazioni cristiane si unirono a campagne di sensibilizzazione contro la prostituzione e la tratta di esseri umani a scopo sessuale, dal momento che la Germania aveva da poco legalizzato la prostituzione e erano state istituite zone di prostituzione ufficiali per soddisfare le esigenze dei tifosi durante le competizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto di <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=190524173">ProtoplasmaKid &#8211; Opera propria</a>, CC BY 4.0</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/21/campagna-missionaria-per-i-mondiali-di-calcio-2026/">Campagna missionaria per i Mondiali di calcio 2026</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>«Proteggere le persone più delle frontiere»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/21/proteggere-le-persone-piu-delle-frontiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 04:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[20 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Ccme]]></category>
		<category><![CDATA[iornata mondiale del rifugiato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello delle chiese europee in vista del 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato &#160; La...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’appello delle chiese europee in vista del 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Conferenza delle chiese europee (Kek), insieme alla Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), hanno invitato le chiese di tutta Europa a commemorare i rifugiati e i migranti che hanno perso la vita mentre cercavano sicurezza lungo le frontiere europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In vista della <strong>Giornata mondiale del rifugiato</strong>, il<strong> 20 giugno</strong>, le chiese sono incoraggiate a celebrare funzioni, preghiere e veglie il 21 giugno in memoria di coloro che sono morti lungo le rotte migratorie verso l&#8217;Europa. L&#8217;iniziativa si inserisce in una lunga tradizione ecumenica di ricordo e solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello congiunto esprime preoccupazione per le continue morti alle frontiere europee e per le sofferenze affrontate dalle persone in cerca di protezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In questo periodo dopo Pasqua, pieno di speranza e luce destinate a tutta l&#8217;umanità, continuiamo a essere profondamente rattristati dal fatto che la sofferenza, la disperazione e la morte continuino a colpire migliaia di nostri fratelli e sorelle alle frontiere esterne dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;Europa in generale», si legge nell&#8217;appello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;attuazione del Patto europeo sull&#8217;asilo e la migrazione, i firmatari avvertono che le politiche migratorie restrittive potrebbero costringere un numero ancora maggiore di persone a percorrere rotte pericolose. Esprimono inoltre preoccupazione per la criminalizzazione del sostegno umanitario e delle attività di ricerca e salvataggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento informativo rileva che circa 2.200 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo e nelle aree circostanti solo nel 2025. Dal 2014, si stima che oltre 34.000 persone siano morte nel tentativo di raggiungere l&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Come chiese, organizzazioni e come cristiani, la nostra vocazione in questo momento cruciale è quella di essere testimoni e servitori della Risurrezione, nonché promotori di una nuova vita di giustizia e pace per tutti, indipendentemente da etnia, nazionalità o religione», afferma la lettera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le chiese di tutta Europa continuano a rispondere attraverso la solidarietà concreta e il sostegno a percorsi sicuri e legali per rifugiati e migranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello si basa su precedenti impegni della Kek. La sua Assemblea Generale del 2013 ha rinnovato l&#8217;invito alle chiese «a commemorare coloro che sono morti nel loro viaggio alla ricerca di una vita dignitosa in Europa attraverso una giornata annuale di preghiera».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello congiunto è firmato dal pastore Frank-Dieter Fischbach, segretario generale della Kek, e daTorsten Moritz, segretario generale della Ccme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Keke e Ccme offrono una raccolta di risorse che possono essere utilizzate come materiale liturgico o di intercessione durante una funzione o un evento informativo. Tute le informazioni sul sito <a href="http://ccme.eu" title="">ccme.eu</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/21/proteggere-le-persone-piu-delle-frontiere/">«Proteggere le persone più delle frontiere»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavoro e inclusione: i progetti dei Corridoi lavorativi con la Diaconia valdese</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/21/lavoro-e-inclusione-i-progetti-dei-corridoi-lavorativi-con-la-diaconia-valdese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Grill]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 04:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi lavorativi]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono gli arrivi per i progetti dei Corridoi Lavorativi, che vedono il coinvolgimento della Diaconia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading entry-subtitle">Proseguono gli arrivi per i progetti dei Corridoi Lavorativi, che vedono il coinvolgimento della Diaconia valdese</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<a href="https://diaconiavaldese.org/csd/news/il-progetto-dei-corridoi-lavorativi.php">progetto dei&nbsp;<strong>Corridoi lavorativi</strong>,</a>&nbsp;co-ideato dalla&nbsp;<strong>Diaconia valdese CSD</strong>, promuove percorsi di ingresso regolare e qualificato nel mercato del lavoro italiano per persone rifugiate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche mese fa sono arrivati a Roma i primi rifugiati, impiegati nell’ambito aeroportuale e martedì 28 aprile è arrivato a Torino un nuovo gruppo di lavoratori e lavoratrici che saranno invece inseriti nell’oreficeria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ci spiega&nbsp;<strong>Ludovica Raiola</strong>, coordinatrice dei Corridoi Lavorativi per la Diaconia valdese, il percorso valorizza competenze e crea opportunità concrete di lavoro all’interno di canali regolari e sicuri, attraverso una formazione sia dei beneficiari che delle aziende che aderiscono alla rete di accoglienza lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell’arrivo in Italia lavoratori e lavoratrici seguono infatti corsi di preparazione linguistica, civico-culturale e formazione tecnica, fondamentali per un inserimento efficace nella realtà lavorativa e sociale italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div class="entry-meta d-flex align-items-center mb-2">
<div class="entry-date">&nbsp;</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/2YjUlXlbrgE?si=1HupY0pq932Sg_Fn" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/21/lavoro-e-inclusione-i-progetti-dei-corridoi-lavorativi-con-la-diaconia-valdese/">Lavoro e inclusione: i progetti dei Corridoi lavorativi con la Diaconia valdese</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ebola, paura in Congo e Uganda</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/20/ebola-paura-in-congo-e-uganda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 07:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio ecumenico delle chiese]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio ecumenico: ««Chiediamo ai governi, alle agenzie internazionali, alle chiese e alla società civile...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/20/ebola-paura-in-congo-e-uganda/">Ebola, paura in Congo e Uganda</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il Consiglio ecumenico: ««Chiediamo ai governi, alle agenzie internazionali, alle chiese e alla società civile di cooperare in modo che le comunità più colpite non vengano lasciate indietro</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, il pastore Jerry Pillay, ha espresso profonda preoccupazione per la sofferenza causata dall&#8217;escalation dell&#8217;epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, che l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato un&#8217;emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, con centinaia di sospette infezioni e molti decessi segnalati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo focolaio si sta sviluppando in contesti già gravati da povertà, sistemi sanitari fragili, insicurezza alimentare, sfollamenti e impatti a lungo termine del conflitto», ha detto Pillay.&nbsp;«Tali vulnerabilità socioeconomiche aumentano l&#8217;esposizione alle malattie, limitano l&#8217;accesso a cure tempestive e minano la capacità degli individui e delle comunità di adottare misure preventive».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pillay ha affermato che i leader delle chiese e delle comunità hanno un ruolo vitale come persone di fiducia: il loro compito è «rimanere vigili, seguire e diffondere indicazioni accurate sulla salute pubblica e contrastare la disinformazione con informazioni chiare, compassionevoli e affidabili che proteggano la vita».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Chiediamo ai governi, alle agenzie internazionali, alle chiese e alla società civile di cooperare, di condividere trattamenti, tecnologie e risorse finanziarie in modo che le comunità più colpite non vengano lasciate indietro. Chiediamo di garantire un accesso sicuro e senza ostacoli per gli operatori sanitari e gli attori umanitari», ha affermato ancora Pillay. «Notiamo con grande preoccupazione che, secondo l&#8217;Oms, al momento non esiste un vaccino o una terapia approvata per il ceppo di Ebola che guida questa epidemia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pillay ha esortato tutte le parti del conflitto in corso nella regione a concordare una cessazione immediata delle ostilità, a rispettare il diritto umanitario internazionale e a creare corridoi sicuri per la risposta medica, l&#8217;educazione della comunità e l&#8217;assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il Cec chiede alle comunità di tutto il mondo di accompagnare i più vulnerabili &#8211; i malati e le loro famiglie, gli operatori sanitari, gli sfollati, le donne e i bambini a rischio e le comunità già segnate dalla violenza e dalla povertà &#8211; attraverso preghiere persistenti, una difesa coraggiosa e atti concreti di solidarietà», ha concluso Pillay.&nbsp;«In questa responsabilità globale condivisa, riaffermiamo che la solidarietà deve estendersi oltre la risposta di emergenza per affrontare le cause profonde della vulnerabilità, tra cui la disuguaglianza, l&#8217;emarginazione e la mancanza di accesso ai servizi essenziali, in modo che le comunità siano meglio protette contro le future crisi sanitarie».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione delle chiese sulla salute e la guarigione del Consiglio ecumenico delle chiese sta partecipando in questi giorni alla 79a Assemblea mondiale della sanità a Ginevra, prevista dal 17 al 23 maggio. L&#8217;Assemblea Mondiale della Sanità è l&#8217;organo decisionale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La delegazione del Cec è impegnata a operare in 11 aree prioritarie: il diritto alla salute, il finanziamento sostenibile, l&#8217;accesso equo all&#8217;innovazione, il clima e la salute, i conflitti e gli sfollamenti, la salute riproduttiva, l&#8217;invecchiamento e l&#8217;assistenza agli anziani, la salute mentale, le cure palliative, la preparazione alla pandemia e la decolonizzazione dei sistemi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro gli obiettivi principali del Cec: monitorare le sessioni plenarie per studiare e riportare le risoluzioni e le decisioni che riguardano il&nbsp;mandato sanitario del&nbsp;Cec; rafforzare le partnership con gli attori sanitari globali, le reti della società civile e le organizzazioni religiose; co-ospitare eventi collaterali che amplificano&nbsp;le posizioni del Consiglio ecumenico in tema sanitario; e raccogliere input per informare le riunioni congiunte della commissione e del gruppo di riferimento del Cec previste per ottobre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em><em>Foto:&nbsp;</em> <em>Paul Jeffrey/Life on Earth</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/20/ebola-paura-in-congo-e-uganda/">Ebola, paura in Congo e Uganda</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Basta attacchi sui civili in Ucraina!</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/19/basta-attacchi-sui-civili-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio ecumenico delle chiese]]></category>
		<category><![CDATA[russi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole del Consiglio ecumenico delle chiese &#160; «Le conseguenze dell&#8217;aggressione illegale e immorale della...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/19/basta-attacchi-sui-civili-in-ucraina/">Basta attacchi sui civili in Ucraina!</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Le parole del Consiglio ecumenico delle chiese</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le conseguenze dell&#8217;aggressione illegale e immorale della Federazione Russa contro la sua vicina Ucraina continuano a costare vite preziose e a mettere in pericolo le comunità». Apre così l&#8217;ennesimo comunicato che il Consiglio ecumenico delle chiese dedica alla oramai annosa situazione alle porte d&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rapporti recenti indicano che un totale di mezzo milione di soldati sono stati uccisi sul lato russo e su quello ucraino dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Inoltre, gli impatti sui civili e sulle loro comunità continuano ad aumentare quasi quotidianamente, senza tregua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito di un cessate il fuoco di tre giorni &#8211; ripetutamente violato &#8211; concordato sia dalla Russia che dall&#8217;Ucraina dal 9 all&#8217;11 maggio, le forze russe hanno lanciato il loro più grande assalto di droni dall&#8217;inizio della guerra. Secondo quanto riferito, 1.410 droni russi e 56 missili sono stati lanciati nelle città e nelle comunità ucraine in un solo periodo di 24 ore dal 13 al 14 maggio. Solo il 13 maggio almeno 140 persone, tra cui 6 bambini, sono state segnalate uccise o ferite. In un bombardamento su un isolato formato da vari appartamenti a Kiev, 24 persone – tra cui tre ragazze adolescenti – sono state uccise e 48 ferite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto della guerra provocata dall&#8217;aggressione della Russia, anche i civili soffrono dalla parte russa. Funzionari russi hanno riferito che quattro persone, tra cui un bambino, sono state uccise e 28 persone ferite, quando i droni ucraini hanno colpito la città di Ryazan, a sud-est di Mosca, in un attacco alla raffineria di petrolio di Ryazan. Altre vittime civili sono state segnalate a Khimki e Pogorelki, a nord di Mosca, e nella regione di Belgorod al confine con l&#8217;Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle chiese lamenta «la perdita di ciascuna di queste preziose vite. Questo spargimento di sangue deve fermarsi. L&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina deve finire. Ci deve essere responsabilità per tutti i crimini commessi, compreso il crimine internazionale di aggressione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico estende la sua solidarietà «alle persone innocenti che soffrono in questo contesto, e alle chiese e ai leader religiosi mentre si occupano delle loro comunità che vivono sotto la minaccia quotidiana di attacchi alle loro famiglie, case e mezzi di sussistenza, più di quattro anni dopo l&#8217;invasione su vasta scala della Russia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiusura il segretario del Consiglio ecumenico delle chiese, il pastore Jerry Pillay, vuole rinnovare il suo invito «a porre fine a questa violenza e aggressione inconcepibili. Invitiamo tutte le chiese membri del Cec, e tutte le persone di buona volontà, a unirsi a pregare e lavorare per la pace in questo contesto di omicidi insensati e ferite di persone innocenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Beati i gli operatori di Pace, perché saranno chiamati figli di Dio (Matteo 5:9).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Photo: Ivars Kupcis/WCC</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/19/basta-attacchi-sui-civili-in-ucraina/">Basta attacchi sui civili in Ucraina!</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Modena, no alle strumentalizzazioni</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/18/modena-no-alle-strumentalizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 10:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa metodista modena]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Mezzetti]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’attentato in città le parole dei membri della locale comunità metodista e del sindaco...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Dopo l’attentato in città le parole dei membri della locale comunità metodista e del sindaco della città Mezzetti, anche lui membro di chiesa</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Eravamo a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia, alla presentazione del libro di Francesca Tasca su Valdo e Francesco, in pieno centro a Modena, nel palazzo arcivescovile, un evento pensato in chiave ecumenica. Fra il pubblico c’è chi è passato lungo la via Emilia poco prima che l’auto piombasse sulla gente a passeggio, chi invece è passato poco dopo e si è imbattuto nel dramma dei corpi sull’asfalto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pierangela Panini</strong> è membro della Chiesa metodista della città emiliana. Una comunità sconvolta in pochi istanti in un tranquillo sabato pomeriggio. Il 16 maggio alle ore 16.30 circa un’auto a tutta velocità si è scagliata sulla folla. Il bilancio parla di otto feriti, alcuni gravissimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo quindi subito discusso di quanto accaduto, vista la presenza di vari membri della nostra comunità metodista e valdese cittadina – prosegue nel racconto Panini-. Abbiamo deciso di produrre un comunicato di solidarietà e vicinanza alle vittime, in attesa di comprendere meglio come si sono svolti i fatti. Molti di noi hanno poi partecipato all’incontro in piazza della domenica, convocato dal sindaco per stringerci tutte e tutti come comunità».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> Chiesa evangelica metodista di Modena e Bologna</strong> nel testo esprime «vicinanza e solidarietà alle vittime dell&#8217;atto insensato e gravissimo di sabato scorso, alle loro famiglie e all&#8217;intera comunità modenese a cui si stringe in questo difficile momento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salim El Koudri, questo il nome del guidatore dell’auto che a grande velocità ha puntato le persone sui marciapiedi della via Emilia. Sceso dal veicolo e datosi alla fuga è stato immobilizzato con grande coraggio da alcuni passanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pastore <strong>Daniele Bouchard</strong>, che ha la cura della locale chiesa metodista, il mattino seguente, domenica 17, ha tenuto il culto in città: «Le preghiere di intercessione sono state rivolte alle vittime e anche all’autore del gesto. La comunità è certamente scossa ma ferma nel non volere strumentalizzazioni dell’episodio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa domenica sera la città si è ritrovata in piazza: una comunità commossa e composta, con la volontà di esprimere la vicinanza ai colpiti e allo stesso tempo con la volontà di rigettare qualsiasi strumentalizzazione dell’accaduto, come già anticipato dal sindaco della città <strong>Massimo Mezzetti</strong>: «Noi dobbiamo esprimere lo stesso senso di fronte alla violenza, di fronte all’odio dobbiamo unirci e non dividerci». Così è stato in piazza all’ombra della Ghirlandina, la torre simbolo della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio il primo cittadino, che è anche membro della locale chiesa metodista, raggiunto dall’agenzia stampa Nev &#8211; Notizie Evangeliche, ha voluto rimarcare come le sue parole volessero fermare ogni speculazione: «Sì, perché purtroppo quello che abbiamo visto in queste ore è il proliferare, soprattutto sui&nbsp;<em>social</em>&nbsp;ma anche alcune testate nazionali, di letture e interpretazioni che non fanno altro che alimentare incendi e generare rancore con interpretazioni e falsità. Io credo, e ne sono convinto, che si debba sempre guardare la realtà delle cose; per questo ho voluto convocare, raccogliere, tutta la comunità di Modena in Piazza grande, perché credo che di fronte a una violenza di questo genere, di cui ancora dobbiamo capire fino in fondo i contorni mentre procede il lavoro prezioso degli inquirenti, non fomentare odio sia necessario, seppur il fatto sia stato di natura criminale, terribile, orribile».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che sta emergendo è un profondo disagio mentale di El Koudri. Mezzetti a riguardo valuta come si tratti «di un dramma che attraversa il nostro Paese, che attraversa la società indipendentemente dalla nazionalità, dall&#8217;appartenenza etnica.&nbsp;Il disagio profondo, intimo, quello mentale, è&nbsp;condizione purtroppo molto diffusa, con vari livelli di gravità. Se non si decide di andare alla radice delle ragioni che possono generare reazioni criminali, non si risolve nulla».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mezzetti, come ricordato, ha un portato protestante evangelico, frequenta la chiesa metodista. Le chiese protestanti ed evangeliche sono solite avere al loro interno anche comunità di stranieri e progetti di integrazione. Il sindaco evidenzia che «Stamane, partecipando ad una trasmissione, si ragionava sul perché i processi di integrazione talvolta non funzionino e cosa bisognerebbe fare. Proprio perché vengo anche dalla nostra esperienza evangelica comune, di chiesa, che incontra e ingloba tante comunità straniere, penso sempre che non si debba parlare di integrazione: l&#8217;integrazione presuppone sempre che ci sia qualcuno superiore a un altro che deve integrarsi. A me piace usare la parola “condivisione”. Un&#8217;idea di condivisione ci dev&#8217;essere sempre in ogni progetto culturale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Via il noi e il loro insomma:<em> «</em>Noi chiediamo spesso di rispettare le regole di questo Paese, però poi non offriamo ad esempio il diritto di cittadinanza. Viceversa, se le persone giunte qui dovessero richiedere soltanto il diritto di cittadinanza, ma non rispettare le nostre leggi, non potrebbe funzionare il meccanismo. Quindi ecco che il processo di condivisione richiede che entrambi si faccia lo sforzo di riconoscere per gli uni e per gli altri questi due principali pilastri che devono essere le regole della convivenza civile, diritti e doveri».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso le istituzioni si sono dimostrate unite in tal senso, escluse le solite uscite fuori luogo. «L&#8217;essere venuti qui con la loro presenza per dimostrare solidarietà e vicinanza, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presenza della presidente Meloni, del ministro Piantedosi, ha dimostrato anche un&#8217;idea comune: quella di far abbassare la febbre, di guardare senza rigidità i problemi, e di puntare più all&#8217;unità invece che alla divisione. La loro presenza ha avuto un grande significato non solo simbolico» conclude Mezzetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<title>Continua l’ostilità anticristiana in tutta Europa</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/18/continua-lostilita-anticristiana-in-tutta-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mese di aprile si sono verificati attacchi violenti durante le celebrazioni pasquali, vandalismo contro...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Nel mese di aprile si sono verificati attacchi violenti durante le celebrazioni pasquali, vandalismo contro chiese, profanazioni, incendi dolosi e aggressioni a clero e fedeli</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un’analisi dell&#8217;Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (OIDAC Europe), il mese scorso sono stati registrati 38 crimini d’odio anticristiani, con episodi che hanno preso di mira chiese, cimiteri, simboli religiosi e gli stessi cristiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Francia ha registrato il numero più alto di casi (10), seguita da Germania e Italia, entrambe con 7.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’OIDAC Europe ha affermato che ad aprile si è registrato un notevole aumento degli episodi di violenza diretta e di interruzione delle funzioni religiose, in particolare durante la Settimana Santa e le celebrazioni pasquali. Tra gli episodi più gravi figurano gli attacchi a chiese in Germania e Italia, un’irruzione violenta in una chiesa francese durante le festività pasquali e le aggressioni a cristiani in Irlanda e Spagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto ha inoltre documentato ripetuti atti di vandalismo contro statue, crocifissi, altari, tabernacoli e croci tombali, oltre a graffiti anticristiani e slogan satanici, soprattutto in Francia e Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi episodi hanno coinvolto violenza fisica. Tra questi, l’aggressione a un sacerdote durante la messa in Irlanda, un attacco con un’ascia in Spagna, presumibilmente motivato da ostilità verso i cristiani, e un’aggressione a una donna cristiana a Barcellona, ​​motivata dalla sua identità religiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai crimini d’odio ufficialmente registrati, l’OIDAC Europe ha segnalato un numero maggiore di furti, effrazioni, atti di vandalismo e incendi sospetti che hanno colpito chiese e cimiteri in tutta Europa durante il mese, inclusi ripetuti furti e rapine in chiese in Germania e Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene molti di questi episodi non siano stati formalmente classificati come crimini d’odio per insufficienza di prove sul movente, l’organizzazione ha avvertito che essi evidenziano comunque «le persistenti vulnerabilità che colpiscono le comunità cristiane e i luoghi di culto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo la sua analisi, l’OIDAC Europe ha affermato che le cifre rappresentano probabilmente solo una parte del quadro generale, poiché molti episodi non vengono documentati. Ha inoltre evidenziato alcuni recenti sviluppi legislativi e politici riguardanti la libertà religiosa in Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l’OIDAC Europe ha accolto con favore una recente risoluzione adottata dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in materia di discriminazione religiosa e libertà di credo, che riconosce come «l’espressione della fede cristiana sia talvolta indebitamente limitata dalla legislazione e dalle politiche nazionali». Tuttavia, l’organizzazione ha espresso rammarico per il fatto che i crimini d’odio anticristiani non siano stati esplicitamente inclusi nel testo finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una dichiarazione conclusiva che accompagnava l’aggiornamento di maggio dell’organizzazione, la direttrice esecutiva dell’OIDAC Europe, Anja Tang, ha anche ricordato le vittime della violenza contro i cristiani al di fuori dell’Europa, comprese quelle uccise nei recenti attacchi pasquali nella Nigeria centrale. «Restiamo impegnati a far sentire la nostra voce in loro nome», ha affermato.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/18/continua-lostilita-anticristiana-in-tutta-europa/">Continua l’ostilità anticristiana in tutta Europa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Uccisi tre pastori battisti di etnia Kuki in Manipur</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/15/uccisi-tre-pastori-battisti-di-etnia-kuki-in-manipur/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Spanu]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[manipur]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Alleanza Battista Mondiale condanna il brutale attacco nello stato indiano e richiama alla pace e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>L’Alleanza Battista Mondiale condanna il brutale attacco nello stato indiano e richiama alla pace e alla riconciliazione. Il cordoglio del presidente dell’UCEBI <span class="whitespace-normal">Alessandro Spanu</span></h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div class="entry-content">
<p>Ieri mattina, in un agguato avvenuto in Manipur, sono stati <strong>uccisi tre pastori battisti</strong>, mentre rientravano a casa dopo un incontro comunitario. In Manipur, stato dell’India Nordorientale, è in corso un conflitto civile tra le comunità etniche Kuki e Meitei (i primi in maggioranza cristiana, i secondi di religione indù), che rende instabile la situazione, resa ancora più tesa dal coinvolgimento negli ultimi mesi della terza etnia presente nello stato, il popolo Naga.</p>
<p>In un comunicato pubblicato ieri, <strong>l’Alleanza Battista Mondiale<em> (BWA)</em>,</strong> comunione presente in 138 Paesi con più di 53 milioni di credenti battezzati, ha espresso solidarietà e vicinanza alla <em data-start="336" data-end="376"><strong>Asia Pacific Baptist Federation (APBF)</strong></em><strong>,</strong> una delle sei regioni della BWA, e al <em data-start="416" data-end="471"><strong>National Council of Baptist Churches in India (NCBCI)</strong></em>, che riunisce oltre 5 milioni di credenti battisti in tutta l’India.</p>
<p> </p>
<p>«Oggi la famiglia battista mondiale, insieme ai battisti in India, piange la tragica morte del Rev. Dr. Vumthang Sithlou, già Segretario Generale della <em data-start="789" data-end="817">Manipur Baptist Convention</em> e attuale Presidente della <em data-start="845" data-end="886">Thadou Baptist Association India (TBAI)</em>; del Rev. Kaigoulun Lhouvum, Segretario del Dipartimento Finanze, Giovani e Musica della TBAI; e del Pastore Paogoulen Sithlou. Continuiamo a pregare per gli altri leader della TBAI rimasti gravemente feriti in un agguato mentre rientravano da un incontro battista a Churachandpur, nel Manipur».</p>
<p> </p>
<p>«Questi fratelli in Cristo – prosegue il comunicato – sono stati servitori fedeli del Vangelo e si sono dedicati con amore alla guida del popolo di Dio. Le loro famiglie, le loro comunità e le chiese che hanno servito non sono sole. Essi appartengono all’unica grande famiglia battista mondiale, che oggi si stringe a loro nel dolore, nella preghiera e nella solidarietà.</p>
<p>Insieme, la BWA, l’APBF e il NCBCI <strong>condannano con fermezza questo brutale attacco</strong> contro pastori e innocenti che hanno vissuto secondo il comandamento di Cristo di amare Dio e il prossimo.</p>
<p> </p>
<p>Riaffermiamo la sacralità di ogni vita umana e respingiamo ogni forma di odio, vendetta e ostilità comunitaria. <strong>Chiediamo una pace giusta</strong>, fondata non sulla paura o sulla ritorsione, ma sulla verità, sulla responsabilità, sulla riconciliazione e sul dialogo.</p>
<p>Alla famiglia battista e all’intera comunità cristiana del Manipur rivolgiamo la nostra preghiera affinché possano sperimentare la presenza consolatrice dello Spirito Santo. Nei momenti di dolore, possa il Signore guidare il suo popolo oltre la paura e la disperazione, verso il cammino esigente ma salvifico dell’amore di Cristo, che ci chiama a una speranza salda, ad amarci gli uni gli altri e ad avere cura di ogni persona».</p>
<p>Il comunicato si chiude con l’appello alle autorità competenti affinché venga garantita un’indagine completa, imparziale e trasparente, e con l’esortazione a tutti i popoli e alle comunità a rifiutare le divisioni etniche e sociali, a impedire nuove escalation di violenza, e a impegnarsi nel difficile cammino dell’amore, della riconciliazione e della cura verso i più vulnerabili e sofferenti.</p>
<p> </p>
<p>Appresa la notizia,<strong> il presidente dell’UCEBI</strong>, <strong>pastore Alessandro Spanu, </strong>ha dichiarato: «Esprimiamo profondo sconcerto davanti all’ennesimo atto di violenza che colpisce persone inermi e servitori del Vangelo. Ancora oggi, in diverse parti del mondo, i cristiani e le cristiane vivono nella paura e nel pericolo a causa della loro fede. Ci stringiamo con cordoglio alle famiglie delle vittime, alle comunità battiste del Manipur e a tutte le chiese colpite da questo dolore. Preghiamo Dio affinché sostenga queste chiese sorelle nel non cedere all’odio e alla vendetta, ma nel continuare a testimoniare la pace, la riconciliazione e la speranza dell’Evangelo anche in mezzo alla sofferenza».</p>
</div>
<p> </p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da <a href="http://www.ucebi.org">www.ucebi.org</a></em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/15/uccisi-tre-pastori-battisti-di-etnia-kuki-in-manipur/">Uccisi tre pastori battisti di etnia Kuki in Manipur</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dibattito sul fine vita in Francia, una posizione protestante</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/15/dibattito-sul-fine-vita-in-francia-una-posizione-protestante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Krieger]]></category>
		<category><![CDATA[fine vita]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=81413</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un testo del pastore Christian Krieger, presidente della Federazione protestante di Francia, in relazione alle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un testo del pastore Christian Krieger, presidente della Federazione protestante di Francia, in relazione alle normi in discussione al Senato</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni, dall&#8217;11 al 13 maggio, in Francia le due proposte di legge relative alla fine della vita sono nuovamente esaminate al Senato. <strong>Christian Krieger</strong>, presidente della Federazione protestante di Francia, teme che questi testi non privilegiano la sola volontà degli individui a scapito di un quadro legislativo attento alla cura dei più vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui di seguito le parole del pastore Krieger a riguardo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="article-paragraph wp-block-paragraph">La proposta di legge sul fine della vita arriva in seconda lettura al Senato. Il dibattito non può più limitarsi a posizioni di principio. Al di là delle convinzioni, alcune disposizioni concrete del testo sollevano questioni importanti che impegnano la nostra responsabilità collettiva.</p>



<div id="gam-in-read" class="gam gam--in-read" data-gam="native" data-gam-sizes="{&quot;300&quot;:[&quot;fluid&quot;,[1,2]]}" data-gam-targeting="{&quot;pos&quot;:&quot;native&quot;}">&nbsp;</div>



<p class="article-paragraph wp-block-paragraph">In materia etica, gli approcci sono diversi all&#8217;interno della Federazione protestante di Francia. Le posizioni sul &#8220;diritto all&#8217;aiuto alla morte&#8221; sono varie. Le domande di fondo sono note. Sono state ampiamente discusse. Alcune voci esprimono grandi riserve, o addirittura opposizioni, di fronte a ciò che percepiscono come una <a href="https://www.la-croix.com/a-vif/fin-de-vie-l-argument-de-la-rupture-de-civilisation-installe-un-cadre-mental-qui-empeche-le-debat-20260504" data-tracking="inpage_click" data-tracking-action="lire un article" data-tracking-category="recirculation">rottura antropologica</a>, un indebolimento della solidarietà verso i più vulnerabili, o ancora un&#8217;affermazione di un diritto individuale a scapito delle responsabilità collettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri ritengono che non si possa porre una risposta definitiva su una domanda che riguarda l&#8217;intimo e l&#8217;ultimo di ogni vita e che ogni essere umano sia <a href="https://www.la-croix.com/societe/fin-de-vie-le-libre-choix-s-invite-dans-le-texte-20260219" data-tracking="inpage_click" data-tracking-action="lire un article" data-tracking-category="recirculation">libero di scegliere</a>, anche di fronte alla propria morte. Al di là di queste posizioni di principio, in considerazione di una proposta di legge la responsabilità del legislatore è oggi di esaminare con rigore le modalità concrete di applicazione di un «diritto all&#8217;aiuto a morire». E su questo punto diverse disposizioni si interrogano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo, il posto assegnato alla decisione medica. Il testo prevede che un medico possa decidere, dopo aver consultato un collegio pluriprofessionale sull&#8217;ammissibilità della domanda. Perché l&#8217;opinione di questo collegio non sarebbe determinante? La <a href="https://www.la-croix.com/societe/fin-de-vie-alain-claeys-et-jean-leonetti-l-entretien-inedit-20250912" data-tracking="inpage_click" data-tracking-action="lire un article" data-tracking-category="recirculation">legge Claeys Léonetti del</a> 2016 richiede una decisione collegiale per interrompere un trattamento. Tornare su questo principio di collegialità costituirebbe una regressione difficilmente comprensibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, la questione della temporalità. Il dispositivo prevede un <a href="https://www.la-croix.com/societe/fin-de-vie-le-texte-instaurant-un-droit-a-l-aide-a-mourir-adopte-en-commission-20260205" data-tracking="inpage_click" data-tracking-action="lire un article" data-tracking-category="recirculation">termine massimo di quindici giorni </a>per istruire la domanda, a cui si aggiungono due giorni di riflessione dopo un parere favorevole. In meno di tre settimane, una decisione irreversibile potrebbe essere presa. Questo ritmo contrasta con altre realtà mediche: alcuni trattamenti, in particolare gli antidepressivi, richiedono un tempo più lungo per produrre i loro effetti. Nei paesi che hanno legalizzato il suicidio assistito, il tempo è spesso considerato una garanzia essenziale per verificare la costanza della domanda. Per quale motivo il modello francese dovrebbe invece correre?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro punto singolare: l&#8217;introduzione di un reato di ostacolo. Se la proposta di legge si conclude, la Francia sarebbe l&#8217;unico paese a prevedere una tale disposizione. Bisogna temere così tanto che i parenti o gli assistenti invitino ripetutamente una persona a riflettere ancora, a dialogare, a prendersi il tempo? Il dibattito democratico presuppone anche la libertà di esprimere dubbi.</p>



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<p class="article-paragraph wp-block-paragraph">Anche il posto della famiglia o della persona di fiducia merita di essere più affermato. Il testo prevede la loro presenza all&#8217;interno del <a href="https://www.la-croix.com/politique/loi-fin-de-vie-les-deputes-verrouillent-la-procedure-d-aide-a-mourir-20260221" data-tracking="inpage_click" data-tracking-action="lire un article" data-tracking-category="recirculation">collegio pluriprofessionale </a>se il paziente lo desidera. Non sarebbe opportuno invertire la logica, prevedendo la loro partecipazione per principio, salvo opposizione esplicita del paziente? Le condizioni attuali potrebbero lasciare i parenti in disparte, con il rischio di generare incomprensioni o ferite durature per i lutto.</p>



<p class="article-paragraph wp-block-paragraph">Infine, la valutazione del carattere libero e informato della domanda non prevede sistematicamente l&#8217;intervento di uno psicologo o di uno psichiatra. Ora tutti sanno quanto le situazioni di fine vita possano essere segnate da profonde vulnerabilità psichiche.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">A ciò si aggiunge un&#8217;asimmetria inquietante: esercitare una pressione per indurre una persona a ricorrere all&#8217;aiuto a morire sarebbe punito la metà della metà rispetto al fatto di incoraggiarla a fare un passo indietro. Questo squilibrio mette in discussione i punti di riferimento che desideriamo collettivamente porre. Questo dibattito impegna la nostra concezione della dignità, della libertà e della solidarietà. Non può essere ridotto a un&#8217;opposizione semplicistica tra compassione e rifiuto. Chiede al contrario una particolare vigilanza sugli equilibri della proposta di legge.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Quale società vogliamo costruire? Una società in cui l&#8217;autonomia individuale si esercita in un quadro protettivo, attento ai più vulnerabili, o una società che santifica la sola volontà degli individui? Il legislatore ha oggi la responsabilità di fornire risposte giuste, equilibrate e pienamente consapevoli delle loro conseguenze. Il dibattito parlamentare che si apre al Senato è, a questo proposito, una tappa decisiva.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/15/dibattito-sul-fine-vita-in-francia-una-posizione-protestante/">Dibattito sul fine vita in Francia, una posizione protestante</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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