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	<title>Chiese e società - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Oct 2026 09:45:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Chiese e società - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Il Dio che Buzzati inseguì invano</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/16/il-dio-che-buzzati-insegui-invano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Corsani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 05:42:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[dino buzzati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da non credente, lo scrittore e giornalista bellunese visse una ricerca spirituale che ci parla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Da non credente, lo scrittore e giornalista bellunese visse una ricerca spirituale che ci parla ancora</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;anima in continua ricerca di Dino Buzzati si staglia sul profilo delle sue Dolomiti o sulla distesa di terra rossiccia del <em>Deserto dei Tartari</em> (il film di Valerio Zurlini è di cinquant&#8217;anni fa, 1976), non cessa di interrogarci, a 120 anni esatti dalla nascita del giornalista e scrittore (16 ottobre 1906). E ogni tanto, come un fiume carsico non troppo distante dai “suoi” luoghi, riaffiora la questione del suo rapporto con Dio. Un rapporto che non si realizzò mai, <a href="https://archivio.riforma.it/it/articolo/2022/01/28/linvocazione-di-buzzati-un-dio-non-conosciuto">anche se a volte evocato e forse segretamente invocato dall&#8217;autore stesso</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un rapporto mancato, che divise la critica all&#8217;epoca del <em>Deserto </em>(il libro è addirittura del 1940) che ha tuttavia meritato vent&#8217;anni fa, un libro espressamente dedicato, da parte di Lucia Bellaspiga, <em>«Dio che non esisti ti prego». Dino Buzzati, la fatica di credere</em> (Ancora, 2006), in cui l&#8217;autrice esamina essenzialmente un certo numero di racconti. In molte delle situazioni che Buzzati raffigurava, fra ambientazioni di natura (valli alpine, boschi, sentieri) e quelle urbane, c&#8217;è sempre un alone di incertezza che mette a disagio i personaggi. Con l&#8217;aggravante (per loro) che questo disagio si manifesta in genere sovvertendo la quotidianità delle loro esistenze e del loro lavoro. Lì si annida il malessere, come in certa narrativa di impronta esistenzialistica – Camus ma anche Sartre. C&#8217;è in molti racconti di Buzzati la percezione che esista qualcuno che sta più in alto, o che permea il mondo senza manifestarsi visibilmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà Dio? In un racconto, «Un mattino verso le dieci un pugno immenso comparve nel cielo sopra la città (&#8230;) Era Dio; e la fine del mondo» (“La fine del mondo”, in <em>Sessanta racconti</em>, 1958). Ma allora è un Dio che ha bisogno di manifestarsi con interventi soprannaturali. Eclatanti, dirompenti, certo. Ma non è il Dio della Bibbia, non è il Dio incarnato. È una presenza ineffabile da cui l&#8217;autore si è sentito attraversato, ma non sostenuto, interrogato ma non affiancato. Buzzati – spiega molto bene Bellaspiga – rifugge dagli atteggiamenti di facciata, anzi biasima chi si rivolge a Dio “solo all&#8217;ultimo”; lo scrittore cerca di capire che cosa sia la preghiera, ricorrente nei suoi testi, ma anche in questo caso si tratta di atteggiamenti che cercano il salvifico nel nostro mondo, non riconoscendovi un Parola altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Natura e soprannaturale, tran-tran e irrompere dell&#8217;assurdo: tutto ciò fa parte delle nostre vite, del mondo terreno. Di questo mondo il lavoro giornalistico di Buzzati, inscindibile dalla produzione letteraria, fu una grande opera di “scandaglio”. Nella cronaca nera e soprattutto in quella sportiva (impagabili le sue cronache dal Giro d&#8217;Italia del 1949) veniva fuori il divario che c&#8217;è tra le aspettative, la preparazione, lo studio e l&#8217;allenamento, e il senso di sconfitta che a dispetto di tutto ciò può sortirne come esito. Lo sport, di squadra o individuale, in questo è davvero metafora della vita. Buzzati smaschera, coglie la nostra piccineria e inconsistenza di fronte a ciò che non siamo in grado di spiegare, e in questo ci parla: abbiamo, proprio oggi, un gran bisogno di riconoscere i nostri limiti. Il passo della fede richiede un salto che a lui è stato precluso, come al sottotenentino Drogo, pieno di aspettative, in mezzo ad alti ufficiali paludati e pieni di prosopopea nella Fortezza Bastiani è sempre stato precluso l&#8217;incontro con il nemico. Drogo ne morì, e Buzzati ne soffrì con coerenza e dignità, ma lasciandoci testi di grande poesia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Foto di Giorgio Lotti / Mondadori Portfolio</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/16/il-dio-che-buzzati-insegui-invano/">Il Dio che Buzzati inseguì invano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cuba, una carezza di solidarietà</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/15/cuba-una-carezza-di-solidarieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta D'Auria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[cuba nel cuore]]></category>
		<category><![CDATA[luca bondi]]></category>
		<category><![CDATA[semi di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Ucebi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Luca Bondi, presidente di Semi di Pace, presente sull&#8217;isola da 28 anni con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Intervista a Luca Bondi, presidente di Semi di Pace, presente sull&#8217;isola da 28 anni con azioni di cooperazione che ha promosso il progetto a cui ha aderito l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cuba attraversa da decenni una grave crisi economica, aggravata dall’embargo statunitense e dalle difficoltà di approvvigionamento. Negli ultimi mesi, nuove misure degli Stati Uniti hanno ulteriormente stretto la pressione sull’isola, contribuendo a una drammatica emergenza energetica. Ne abbiamo parlato con <strong>Luca Bondi, presidente di <i>Semi di Pace</i> a Tarquinia</strong>, associazione presente a Cuba da 28 anni con azioni di cooperazione culturale e aiuti umanitari, che ha promosso il progetto “Cuba nel cuore”, a cui ha aderito l’<strong>Unione cristiana evangelica battista d’Italia</strong> (Ucebi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><i>– Quali difficoltà ha riscontrato durante la sua ultima visita fatta la scorsa estate?</i></strong></p>
<p><b><i></i></b>«Il 29 gennaio il governo statunitense ha emanato un ordine esecutivo che ha ulteriormente isolato Cuba, bloccando l’approvvigionamento di carburante. Da allora la situazione è precipitata. Sono stato sull’isola per 45 giorni e ho vissuto direttamente i disagi quotidiani. Dopo l’arrivo, a febbraio, di una petroliera russa, il sistema energetico nazionale è entrato sempre più in crisi. Ho assistito a cinque <i>blackout</i> nazionali: all’Avana si è rimasti anche 48 ore consecutive senza elettricità, nelle province periferiche fino a 60-72 ore. Per un Paese non attrezzato con fonti energetiche alternative, questo ha significato mettere in ginocchio l’intero sistema».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>– Dopo tante missioni a Cuba, ha trovato qualcosa di diverso nel modo in cui le persone stanno affrontando la situazione?</strong></em></p>
<p>«Mi ha sempre colpito la capacità di resistenza del popolo cubano, ma oggi ho avvertito anche tanta stanchezza e una diffusa perdita di speranza. Ascoltando le persone, incontri dolore e sofferenza, fisica e psicologica, soprattutto tra i più fragili, come gli anziani. Sono situazioni che ti attraversano e ti strappano il cuore».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>– Come si affronta la vita quotidiana senza elettricità?</strong></em></p>
<p>«Da mesi non è possibile conservare regolarmente gli alimenti in frigorifero. Le famiglie, e soprattutto le madri, faticano a garantire il necessario ai bambini e agli anziani. Si vive alla giornata, acquistando nei mercati ciò che si può consumare subito.  Si capisce bene che anche l’alimentazione è limitata e spesso inadeguata. Inoltre, muoversi è difficile: ci si affida alla bicicletta, quando disponibile, perché il carburante scarseggia. Pensate a cosa significhi dover accompagnare un malato in ospedale senza poter contare su un’ambulanza. E poi c’è il caldo: nelle case, senza ventilatori, si soffre con temperature che raggiungono i 40-45 gradi e un’umidità altissima».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>– L’Ucebi ha partecipato al progetto “Cuba nel cuore”, raccogliendo offerte per acquistare pannelli solari da inviare alle chiese della Federazione delle chiese battiste di Cuba (Fibac). Dopo molti ostacoli, un container pieno di aiuti è finalmente arrivato e la distribuzione è iniziata. Che cosa rappresenta questo progetto?</strong></em></p>
<p>«È una carezza per il popolo cubano. Quando abbiamo lanciato l’iniziativa, a febbraio, non immaginavamo che avrebbe mobilitato una rete così grande di generosità in tutta Italia: scuole, associazioni, istituzioni, famiglie, gruppi e chiese battiste dell’Ucebi.</p>
<p>Nel container abbiamo raccolto alimenti, prodotti igienico-sanitari, materiali didattici, apparecchiature sanitarie, vestiti, pannolini, pannoloni per anziani e biciclette destinate ai medici di famiglia, perché possano raggiungere i malati nei villaggi. A questo si aggiungono dieci kit di pannelli solari per le comunità battiste della Fibac: potranno alimentare frigoriferi e garantire elettricità per accogliere le persone e prendersi cura dei più fragili.</p>
<p>Il container è partito da Genova il 19 giugno, ma le nuove sanzioni statunitensi hanno indotto la compagnia navale a dirottarlo a Veracruz, in Messico, dove è rimasto per oltre un mese. Solo il 3 ottobre siamo riusciti a recuperarlo al porto di Mariel. Anche lo sdoganamento e il trasferimento della merce hanno subito ritardi a causa della crisi energetica.</p>
<p>Finalmente gli aiuti sono in un magazzino e la distribuzione è cominciata. I primi materiali consegnati sono stati proprio i kit solari destinati alla Fibac, insieme ad alcuni prodotti alimentari per le comunità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>– Di fronte a tanti ostacoli, perché è importante continuare a sostenere Cuba? Quale ruolo possono avere le chiese e le associazioni?</strong></em></p>
<p>«José Martí, al quale <i>Semi di Pace</i> si ispira spesso, scriveva: “Con i poveri della terra voglio condividere il mio destino”. Questo pensiero ci ha motivati e sostenuti anche nei momenti più difficili. Non è mai stato facile operare a Cuba, ma non ci siamo arresi. Anche il Vangelo ci indica la strada: in Matteo 25 Gesù si identifica con chi ha fame, sete e bisogno.</p>
<p>È un invito a stare dalla parte dei poveri e a non fermarci davanti alle difficoltà. Certo, non possiamo abbracciare il mondo intero, ma possiamo scegliere di accompagnare un popolo. Noi, da 28 anni, abbiamo scelto Cuba. Oltre agli aiuti materiali, vogliamo offrire una carezza di tenerezza. Spesso chi ha ricevuto il nostro sostegno ci ha detto: “Sentiamo che non siamo soli e che non siamo dimenticati”.</p>
<p>È questo che ci incoraggia a continuare: piccoli gesti possono fare la differenza nella vita delle persone.Semi di Pace e Ucebi è stata una testimonianza di ecumenismo della carità e della fraternità. Ha trasmesso speranza anche a tante persone non credenti, che hanno apprezzato questa collaborazione. Con <i>Cuba nel cuore</i> abbiamo reso concreto ciò che spesso affermiamo nei discorsi e nei propositi.</p>
<p>Certo, c’è ancora molto da fare, ma andiamo avanti confidando nell’aiuto di Dio!».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/15/cuba-una-carezza-di-solidarieta/">Cuba, una carezza di solidarietà</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il Festival delle Luci di Lipsia commemora la rivoluzione pacifica del 1989.</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/15/il-festival-delle-luci-di-lipsia-commemora-la-rivoluzione-pacifica-del-1989/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[1989]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Lipsia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa di San Nicola a Lipsia è stata un centro del movimento pacifista della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span dir="auto">La chiesa di San Nicola a Lipsia è stata un centro del movimento pacifista della Germania dell&#8217;Est negli anni &#8217;80</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Il 37° anniversario della rivoluzione pacifica nella Germania dell&#8217;Est è stato commemorato venerdì scorso 9 ottobre a Lipsia con numerosi eventi. Circa 1.000 persone hanno partecipato a una funzione religiosa per la pace nella chiesa di San Nicola. Al termine, la politologa tedesco-americana Cathryn Clüver Ashbrook, nel suo &#8220;Discorso sulla democrazia&#8221;, ​​ha lanciato un appello per un impegno attivo a favore della libertà: </span><span dir="auto">«Le democrazie liberali sono alle corde; in alcuni casi, sono ferite nel profondo. È di nuovo fondamentale difendere le conquiste dell&#8217;autunno del 1989. Ora più che mai, il momento impone la protezione della vita ebraica. La democrazia ha bisogno ora più che mai di «coraggio collettivo e impegno individuale».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Il momento cruciale delle elezioni in Sassonia-Anhalt e altri recenti sviluppi politici, come la temporanea scomparsa di un importante partito come la Cdu nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dovrebbero bastare a riconoscere che il terreno fertile in cui prosperano le paure è proprio ciò che permette l&#8217;indebolimento della democrazia liberale. Ashbrook è un&#8217; esperta di politica statunitense e relazioni internazionali ed è considerata una delle voci transatlantiche più autorevoli del nostro tempo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">In serata, nel centro città si è svolto il &#8220;Festival delle Luci di Lipsia&#8221;. Lungo un &#8220;percorso illuminato&#8221; che dalla chiesa di San Nicola conduce all&#8217;ex quartier generale della Stasi nel sagrato di San Matteo, si potevano ammirare installazioni, musica e spettacoli di danza, nonostante la pioggia incessante. In <em>Grimmaische Straße</em>, l&#8217;Archivio del Movimento Cittadino di Lipsia ha esposto dieci fotografie di grande formato del 1989. Ritratti d&#8217;archivio di persone coinvolte negli eventi di quell&#8217;autuno sono stati proiettati sulla facciata del Forum di Storia Contemporanea di Lipsia.</span></p>
<p><span dir="auto">Tradizionalmente, per la Festa delle Luci viene creata un&#8217;installazione di candele a forma del numero 89. I visitatori hanno acceso candele e si sono fermati per un momento di riflessione. Sul palco della chiesa di San Tommaso, alcuni testimoni oculari hanno condiviso le loro esperienze dell&#8217;autunno del 1989. Tra le altre cose, hanno affrontato la questione allora molto dibattuta: «Restare o andarsene?».</span></p>
<p><span dir="auto">Il 9 ottobre 1989, oltre 70.000 persone manifestarono a Lipsia. Questa protesta di massa è considerata una tappa fondamentale della rivoluzione d&#8217;autunno nella Germania dell&#8217;Est. Poche settimane dopo, cadde il Muro di Berlino.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">A Lipsia, in Wilhelm-Leuschner-Platz, è prevista la costruzione di un monumento alla libertà e all&#8217;unità, il cui completamento è previsto per il 2029. La prima pietra è stata posata lo scorso anno. Il progetto prevede anche la realizzazione di un parco con circa 50 striscioni, bandiere e cartelli in acciaio inossidabile di colore bianco, a commemorazione della rivoluzione pacifica dell&#8217;autunno 1989.</span></p>
<p><span dir="auto">La chiesa di San Nicola a Lipsia è stata un centro del movimento pacifista della Germania dell&#8217;Est negli anni &#8217;80. Nell&#8217;autunno del 1989, ogni lunedì, dopo una preghiera per la pace, le persone si riunivano nel sagrato della chiesa. Da molti anni, un monumento commemora quegli eventi e il ruolo delle chiese in quel periodo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Adattamento da sito ekd.de </em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/15/il-festival-delle-luci-di-lipsia-commemora-la-rivoluzione-pacifica-del-1989/">Il Festival delle Luci di Lipsia commemora la rivoluzione pacifica del 1989.</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Possiamo chiedere conto del male senza diventare ciò a cui ci opponiamo»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/15/possiamo-chiedere-conto-del-male-senza-diventare-cio-a-cui-ci-opponiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 05:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Metodista]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa presbiteriana]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Umc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dichiarazioni delle chiese protestanti statunitensi in reazione all&#8217;annunciata esecuzione pubblica di un uomo condannato a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Dichiarazioni delle chiese protestanti statunitensi in reazione all&#8217;annunciata esecuzione pubblica di un uomo condannato a morte</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Trasformare la morte di un essere umano in una trasmissione pubblica non onora le vittime. Imbarbarisce la coscienza di un popolo e contraddice il Vangelo che proclamiamo». Recita così una lettera pastorale scritta dal  <strong><span dir="auto">Consiglio dei Vescovi della Chiesa Metodista Unita</span></strong> negli Stati Uniti e firmata dal suo presidente, il vescovo <strong>Ruben Saenz Jr</strong>..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il riferimento è all&#8217;annuncio shock fatto dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti <strong>Pete Hegseth</strong> di voler trasmettere l&#8217;esecuzione di un uomo in diretta televisiva.</p>
<p>La data fissata per la <strong>fucilazione</strong> di <strong>Nidal Malik Hasan</strong> è il 3 dicembre. L’uomo, dopo un processo in cui si difese da solo, nel 2013 è stato condannato a morte da una corte marziale per l’uccisione di 12 militari e un dipendente civile dell’esercito. Più di 30 persone rimasero ferite all’interno di una base militare americana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">«Scriviamo &#8211; recita ancora la lettera dei vescovi metodisti &#8211;  di un evento accaduto in una nazione perché esso ci pone di fronte a uno specchio. Ogni società, in ogni continente in cui la nostra chiesa è presente, è tentata di rispondere alla violenza con lo spettacolo, di benedire il potere nazionale nel nome di Dio e di far pagare a un intero popolo il crimine di uno solo. Ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è una prova locale di una fedeltà globale».</span></p>
<p>«<span dir="auto">Il 5 novembre 2009, 13 persone sono state uccise e più di 30 ferite a Fort Hood, una base dell&#8217;esercito americano in Texas. Ci uniamo al dolore delle famiglie delle vittime e dei sopravvissuti che portano ancora le ferite nel corpo e nello spirito. Nidal Hasan ha confessato questi omicidi. Deve essere ritenuto pienamente responsabile e nulla di ciò che diciamo giustifica ciò che ha fatto».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi una testimonianza: «<span dir="auto">Il sopravvissuto Alonzo Lunsford, che quel giorno fu colpito da sette proiettili, appoggia la sentenza e intende essere presente. Tuttavia, ha affermato che il pubblico non dovrebbe guardare, per timore di ciò che potrebbe insegnare ai giovani ( </span><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cmy0r96xygx6o"><span dir="auto">BBC</span></a><span dir="auto"> ). Noi onoriamo la sua testimonianza. La giustizia per i sopravvissuti non richiede una trasmissione a milioni di persone».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">«Attraverso la nostra rete, conosciamo questa tentazione in molte forme: folle che si radunano per assistere a esecuzioni pubbliche, guerre della droga condotte con uccisioni senza processo, giustizia sommaria per le strade e leader che si professano cristiani mentre dividono i vicini per fede, tribù o origine. Ovunque la morte diventi teatro, le persone imparano che uccidere è il modo in cui il potere regola le cose. E una diretta streaming raggiunge ogni schermo del mondo. Ciò che una nazione trasmette, il mondo intero è invitato a guardare.</span></p>
<p><span dir="auto">&#8220;Occhio per occhio&#8221; è stato detto per limitare la vendetta, non per autorizzarla. In Matteo 5:38-48, Gesù ci chiama ancora oltre: non rispondete al male con la stessa moneta; amate i vostri nemici; pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli di un Dio che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.</span></p>
<p><span dir="auto">Nostro Signore stesso morì per esecuzione pubblica, orchestrata da un impero per mostrare il suo potere e spaventare la folla che assisteva. I cristiani, più di chiunque altro, dovrebbero rifiutarsi di riunirsi nuovamente attorno a un simile spettacolo.</span></p>
<p><span dir="auto">La Chiesa Metodista Unita si è a lungo opposta alla pena di morte, perché ogni vita porta l&#8217;immagine di Dio e rimane alla portata della grazia. Siamo grati che i leader cristiani di molte tradizioni abbiano definito questo piano &#8220;una barbara promozione di una cultura della morte&#8221; ( </span><a href="https://www.ncronline.org/news/religious-and-political-leaders-object-hegseths-proposal-livestream-execution"><span dir="auto">National Catholic Reporter).</span></a><span dir="auto">e uno &#8220;spettacolo pubblico&#8221; che non riesce a sostenere &#8220;la dignità di ogni essere umano&#8221; ( </span><a href="https://www.cbc.ca/news/world/vance-reaction-pentagon-execution-livestream-hegseth-9.7376261"><span dir="auto">CBC</span></a><span dir="auto"> ).</span></p>
<p><span dir="auto">Negli Stati Uniti e in molte nazioni, alcune voci fondono la fede cristiana con il potere nazionale, trattando la croce come uno stendardo della nazione piuttosto che come il segno di un Signore crocifisso che ha amato i suoi nemici. La chiesa di Gesù Cristo non appartiene a nessuna nazione. La nostra prima cittadinanza è nel regno di Dio, che raduna persone di ogni tribù e lingua.</span></p>
<p><span dir="auto">Laddove i cristiani subiscono violenza per la loro fede, siamo al loro fianco con la preghiera e la solidarietà. Laddove i cristiani detengono il potere, non dobbiamo mai usarlo per far soffrire gli altri. Hasan ha affermato di agire in nome dell&#8217;Islam, e i nostri vicini musulmani non devono essere incolpati per il crimine di un solo uomo. Né i migranti e le minoranze, ovunque si trovino, dovrebbero diventare i capri espiatori della paura di una nazione.</span></p>
<p><span dir="auto">John Wesley chiamava il mondo la sua parrocchia, e non ha aspettato che la schiavitù diventasse impopolare prima di nominarla. In </span><em><span dir="auto">Pensieri sulla schiavitù</span></em><span dir="auto"> (1774), la dichiarò &#8220;inconciliabile con la giustizia quanto con la misericordia&#8221;. Pochi giorni prima della sua morte, esortò William Wilberforce a continuare a opporsi a &#8220;quella esecrabile malvagità, che è lo scandalo della religione&#8221; ( </span><a href="https://christianhistoryinstitute.org/magazine/article/wesley-to-wilberforce"><span dir="auto">Christian History Institute</span></a><span dir="auto"> ). Wesley sapeva che quando i cristiani benedicono la crudeltà, lo scandalo ricade sulla religione stessa.</span><br />
<span dir="auto">Esortiamo i leader statunitensi a porre fine ai piani per un&#8217;esecuzione trasmessa in diretta streaming.</span></p>
<p><span dir="auto">Invitiamo ogni congregazione metodista unita, in ogni paese, a pregare per le famiglie dei caduti e per i sopravvissuti, per i nostri vicini musulmani e migranti e per tutti coloro che detengono l&#8217;autorità. Possiamo chiedere conto del male senza diventare ciò a cui ci opponiamo».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la Chiesa presbiteriana (PcUsa) è intervenuta sul tema, con una nota della segretaria generale <strong>Jihyun Oh </strong>e dai pastori <strong>Marta Pumroy-Cordero</strong> e <strong>Kris Schondelmeyer</strong>, co-moderatori della 227ª Assemblea Generale della denominazione. Lo racconta<a href="https://www.nev.it/nev/2026/10/14/esecuzione-in-diretta-la-condanna-della-chiesa-presbiteriana/"><strong> l&#8217;agenzia stampa Nev &#8211; Notizie evangeliche</strong></a>: «Ci sono momenti in cui il silenzio rischia di diventare accettazione, e in cui la chiesa è chiamata a parlare con chiarezza morale. Crediamo che questo sia uno di quei momenti. In qualità di leader dell’assemblea generale della Chiesa Presbiteriana (U.S.A.), ci sentiamo costretti a parlare perché la soppressione di una vita umana come spettacolo pubblico, sia storicamente che attualmente, è un’atrocità dalla quale siamo chiamati a pentirci e che siamo chiamati a contribuire a riparare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esprimiamo il nostro profondo dolore, il nostro sdegno morale e la nostra profonda preoccupazione per il piano di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione della persona responsabile degli orribili omicidi di Fort Hood.</p>
<p>Ricordiamo le vite perdute, le famiglie il cui dolore continua e i sopravvissuti che portano ferite che nessun passaggio del tempo potrà mai cancellare del tutto. La loro sofferenza merita la nostra compassione, le nostre preghiere e il nostro incrollabile impegno per la giustizia e la guarigione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 1959, le Assemblee Generali della Chiesa Presbiteriana (U.S.A.) e delle confessioni nostre cugine antecedenti si oppongono alla pena di morte. Questa posizione si fonda sulla nostra convinzione che ogni vita umana porti l’immagine di Dio, che il comandamento di Dio di non uccidere sia ancora valido, che la chiamata di Cristo ad andare oltre l’«occhio per occhio» sia ancora parte della nostra vocazione e che la giustizia non debba mai essere confusa con la vendetta. Trasformare un’esecuzione in uno spettacolo pubblico riduce ulteriormente la dignità della vita umana e rischia di approfondire le ferite di una nazione già sofferente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Assemblee Generali della Chiesa Presbiteriana (U.S.A.) hanno inoltre costantemente riaffermato l’impegno per la pace e la nonviolenza nella chiesa e nel mondo, inclusa l’affermazione che l’opera di pace è essenziale per la nostra fede nell’opera riconciliatrice di Dio in Gesù Cristo, che la chiesa testimonia Cristo quando nutre la vita morale della nazione per il bene della pace, e che la nostra chiamata è quella di praticare in tutti gli aspetti della vita e della testimonianza le cose che portano alla pace.</p>
<p>Invitiamo i membri della Chiesa Presbiteriana (U.S.A.) e tutte le persone di coscienza a contattare i propri membri del Congresso per esortarli a schierarsi contro la trasmissione pubblica delle esecuzioni. Qualunque siano le nostre differenze, dobbiamo chiederci che tipo di nazione siamo quando la soppressione di una vita umana viene trasformata in uno spettacolo pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nostri leader eletti hanno bisogno di sentire che la giustizia deve essere guidata dalla dignità umana, non dal desiderio di punizione, e che la nostra nazione ha bisogno di guarigione piuttosto che di un’ulteriore desensibilizzazione alla violenza.</p>
<p>Alla chiesa offriamo questa parola di speranza: la morte e la violenza non hanno l’ultima parola. Come seguaci del Cristo risorto, siamo chiamati a testimoniare una via diversa: una via di compassione, amore coraggioso e guarigione. Possiamo essere strumenti della pace di Dio in una nazione che desidera ardentemente essere risanata».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/15/possiamo-chiedere-conto-del-male-senza-diventare-cio-a-cui-ci-opponiamo/">«Possiamo chiedere conto del male senza diventare ciò a cui ci opponiamo»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dal dolore alla pace: Elhanan e Aramin a Torino</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/14/dal-dolore-alla-pace-elhanan-e-aramin-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Claudiana Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Rami Elhanan e Bassam Aramin]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=84882</guid>

					<description><![CDATA[<p>I due padri, un palestinese e un israeliano, che dal dolore per la perdita delle...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/dal-dolore-alla-pace-elhanan-e-aramin-a-torino/">Dal dolore alla pace: Elhanan e Aramin a Torino</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>I due padri, un palestinese e un israeliano, che dal dolore per la perdita delle figlie, hanno avviato un percorso di dialogo e riconciliazione, saranno a Torino per alcuni appuntamenti pubblici</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tornano in Italia Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese</strong>, i due padri protagonisti di <em>Apeirogon</em> (scritto da Colum McCann), e del più recente “Mio padre, tuo padre – Due uomini contro l’odio israelopalestinese” delle giornaliste piemontesi Carola Benedetto e Luciana Ciliento.</p>
<p><strong>Rami e Bassam, uniti dal dolore per la perdita violenta delle proprie figlie e dalla convinzione che riconoscere l’umanità dell’altro sia il primo passo verso la pace, hanno trasformato nel tempo una tragedia personale insostenibile in un percorso di dialogo e riconciliazione per le due comunità </strong>insieme con le rispettive famiglie e le associazioni binazionali <em>Combatants for peace</em> e <em>Parents Circle</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo impegno è valso la candidatura dei due padri al Premio Nobel per la Pace</strong> sostenuta da un comitato presieduto da Paolo Verri e da numerose associazioni e realtà di fede, tra cui la <strong>Chiesa Valdese di Torino.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><sub>** </sub></strong><strong>Giovedì 15 ottobre, alle 15</strong>, saranno a palazzo Ceriana Mayneri per un corso di formazione sulle prospettive di pace in Medioriente. Conduce l’incontro il Presidente <strong>Stefano Tallia</strong>, con Rami Elhanan e Bassam Aramin intervengono Carola Benedetto e Luciana Ciliento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong><sub>** </sub>Sabato 17 ottobre</strong></div>
<div>– alle ore 10.00 incontro presso <strong>Teatro San Giuseppe di Torino</strong>, in via Via Andrea Doria 18. Modera Eugenio Giannetta</div>
<div>Introducono Giampiero Leo, portavoce del Coordinamento Interconfessionale e Paolo Verri, presidente pro bono del Comitato Promotore per la candidatura di R. Elhanan e B. Aramin al Nobel per la Pace 2027.</div>
<div></div>
<div>Costo biglietto: 5 euro – Prenotazioni e info <a id="m_-3051251080896562574OWA4e0e367f-f85a-832d-4431-2a7cabac5bcb" href="https://www.torinospiritualita.org/programma-2026/17-ottobre-programma-2026/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.torinospiritualita.org/programma-2026/17-ottobre-programma-2026/&amp;source=gmail&amp;ust=1790431849164000&amp;usg=AOvVaw3tFPNMB2O5mrn1VRVjWce7">https://www.<wbr />torinospiritualita.org/<wbr />programma-2026/17-ottobre-<wbr />programma-2026/</a> – Per info sulle riduzioni, contattare la Fondazione Circolo dei lettori al numero 011 8904401 o scrivere a <a href="mailto:info@circololettori.it" target="_blank" rel="noopener">info@circololettori.it</a></div>
<div></div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation">– alle ore 17.00 firmacopie presso Libreria La Torre di <a href="https://www.google.com/maps/search/Chieri,+Via+Vittorio+Emanuele+II,+34?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Chieri,%2BVia%2BVittorio%2BEmanuele%2BII,%2B34?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1790431849164000&amp;usg=AOvVaw1aWEu0aB7zOfbRZN9hXxWH">Chieri, Via Vittorio Emanuele II, 34</a>. Ingresso libero</div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation">– alle ore 21.00 incontro pubblico a Trofarello, presso il Polo Culturale Marzanati, <a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Cesare+Battisti+25.+Trofarello?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BCesare%2BBattisti%2B25.%2BTrofarello?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1790431849164000&amp;usg=AOvVaw3GAS_eflH_vFXvIAsJpDTB">Via Cesare Battisti 25. Trofarello</a>, modera Sara Bauducco.</div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation">Interventi musicali di Elisabetta Piras, letture e canto di Susanna Paisio. Ingresso libero senza prenotazione. Si consiglia di arrivare un pochino prima.</div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation"></div>
<div></div>
<div><strong><sub>** </sub>Domenica 18 ottobre</strong></div>
<div role="presentation">– alle ore 18.00 presentazione del libro con <strong>Sara Platone della Libreria Claudiana presso la Casa del Quartiere di San Salvario</strong>, <a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Oddino+Morgari,+14?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BOddino%2BMorgari,%2B14?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1790431849164000&amp;usg=AOvVaw13f55b2oPjqKejSWedxFqw">Via Oddino Morgari, 14</a>. Ingresso libero</div>
<div role="presentation"></div>
<div></div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation">– alle ore 20.00 cena multiculturale<strong><em>, halal-kosher</em></strong> con i rappresentanti delle varie comunità di San Salvario, <strong>prenotazione obbligatoria a partire da martedì 29 settembre contattando il numero 329 1039730 o scrivendo a <a href="mailto:ristorante@casadelquartiere.it" target="_blank" rel="noopener">ristorante@casadelquartiere.it</a></strong> – Costo della cena 15,0 €.</div>
<div role="presentation">Introduce Augusto Montaruli, Presidente ANPI Nicola Grosa, introduce Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte e del Comitato Regionale per i Diritti Umani.</div>
<div role="presentation"></div>
<div role="presentation"></div>
<div><strong><sub>** </sub>Lunedì 19 ottobre</strong></div>
<div></div>
<div>– alle ore 18.00 per Festival Bang OFF, presso Biblioteca Alliaudi di Pinerolo, in <a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Cesare+Battisti,+11?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BCesare%2BBattisti,%2B11?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1790431849164000&amp;usg=AOvVaw0N60Jxx-OpKlGO3lznr6bc">Via Cesare Battisti, 11</a>.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Modera Monsignor Derio Olivero</div>
<div>Ingresso libero, no prenotazione</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/dal-dolore-alla-pace-elhanan-e-aramin-a-torino/">Dal dolore alla pace: Elhanan e Aramin a Torino</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chiese metodiste del Mediterraneo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/14/chiese-metodiste-del-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa metodista albania]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Opcemi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista al pastore Luca Anziani, di ritorno dal viaggio in Albania per rafforzare le relazioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="entry-title">Intervista al pastore Luca Anziani, di ritorno dal viaggio in Albania per rafforzare le relazioni e la comunione con le chiese sorelle</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Nel mese di settembre, il pastore </span><b><span data-contrast="auto">Luca Anziani</span></b><span data-contrast="auto">, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), ha visitato le chiese metodiste di Albania, nell’ambito di Euromed (Euro Mediterranean Project), un progetto volto a rafforzare le relazioni e la comunione tra le chiese metodiste del bacino del Mediterraneo. Stiamo parlando di Italia, Spagna, Portogallo, Algeria, Tunisia e appunto Albania, chiese di minoranza che condividono molto più di quanto ci si potrebbe aspettare. Non solo ponti mediterranei che guardano al nord Africa e al Medio Oriente, ma anche sponde di dialogo in punti nevralgici dell’Europa meridionale e balcanica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">L’iniziativa nasce nell’ambito delle relazioni internazionali dell’OPCEMI e coinvolge chiese che hanno anche attraversato esperienze di dittatura e repressione. Euromed è stato presentato all’inizio di ottobre a Londra, durante l’incontro dell’European Methodist Council, e il progetto è stato accolto dal Consiglio.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La visita in Albania si è articolata in due momenti: uno più istituzionale e sociale del paese, l’altro più ecclesiastico. Insieme al pastore Anziani erano presenti il pastore </span><b><span data-contrast="auto">Maliq Meda</span></b><span data-contrast="auto">, </span><b><span data-contrast="auto">Claudio Paravati</span></b><span data-contrast="auto">, direttore di Confronti e </span><b><span data-contrast="auto">Rando Devole</span></b><span data-contrast="auto">, sociologo, giornalista e scrittore.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Perché l’Albania è una tappa importante del progetto Euromed?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La visita si è inserita in un progetto più ampio di approfondimento delle relazioni tra le chiese metodiste del Mediterraneo. L’obiettivo è sviluppare una comunione più concreta tra chiese che vivono situazioni differenti, ma condividono sfide comuni: essere minoranze, confrontarsi con il pluralismo religioso, costruire rapporti con le istituzioni e trovare il proprio spazio nella società.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il progetto, accolto dall’European Methodist Council, intende affiancare alle relazioni già esistenti con le chiese del Nord Europa una rete di rapporti orizzontali tra i paesi mediterranei.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali aspetti della situazione politica e sociale albanese sono emersi durante il viaggio?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Abbiamo visitato Tirana, Elbasan, Durazzo e Pogradec. La situazione del paese presenta profonde contraddizioni. Da un lato, il turismo e gli investimenti hanno trasformato soprattutto le città e le zone costiere; dall’altro, il costo della vita è aumentato, gli affitti sono diventati più difficili da sostenere e le opportunità di lavoro rimangono limitate, con stipendi medi di circa 600 euro mensili.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un altro problema rilevante è la corruzione che, secondo diverse agenzie e indagini, attraversa molti settori dello Stato, compresa la magistratura. È emersa anche la debolezza della rappresentanza sociale: i sindacati hanno un ruolo limitato e manca una consolidata cultura della mobilitazione organizzata.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Abbiamo assistito alle manifestazioni contro il governo di </span><b><span data-contrast="auto">Edi Rama</span></b><span data-contrast="auto">, che coinvolgono soprattutto giovani, studenti e gruppi con orientamenti differenti, movimenti ecologisti, il “movimento dei fenicotteri” legato alle proteste nate per gli scandali sui resort. Tra le richieste ci sono modifiche alla legge elettorale e alla normativa sui referendum.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La crescita edilizia, particolarmente evidente a Tirana, suscita preoccupazioni per il ruolo del denaro legato alle attività criminali nell’economia del paese e per la fragilità di un modello di sviluppo fondato in parte sulla speculazione immobiliare.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quale ruolo hanno avuto le religioni nella ricostruzione dell’Albania dopo la dittatura comunista?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La dittatura comunista albanese è stata tra le più repressive. La Costituzione sanciva l’ateismo dello Stato e le comunità religiose furono perseguitate: vennero distrutte o chiuse chiese cattoliche, ortodosse e moschee; sacerdoti e imam furono uccisi o imprigionati. Possedere una Bibbia o un Corano, o anche soltanto nominare Dio, poteva comportare la reclusione nei campi di rieducazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il controllo sulla società era capillare. Abbiamo visitato la Casa delle foglie, oggi museo che conserva strumenti e testimonianze dei sistemi di sorveglianza del regime.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dopo la caduta della dittatura, alla fine del 1990, le comunità religiose hanno avuto un ruolo importante nella ricostruzione del tessuto sociale e dello Stato. Il fatto che tutte le fedi fossero state perseguitate ha contribuito a creare solidarietà tra le diverse comunità.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi il rapporto tra le religioni e le istituzioni è positivo e il dialogo interreligioso rappresenta una componente importante della vita pubblica albanese. Come OPCEMI possiamo parlare del Patto di Unione delle chiese valdesi e metodiste che, all’estero, suscita molto interesse. Così come l’esperienza italiana della CCERS.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali comunità religiose convivono oggi nel paese?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Accanto ai musulmani sunniti e ai cristiani ortodossi e cattolici, sono presenti comunità cristiane minoritarie e il bektashismo, un ordine mistico sufi di origine islamica, influente nella cultura albanese e caratterizzato da una tradizione spirituale aperta e moderata.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Siamo stati in visita al patriarca della Chiesa ortodossa d’Albania, una chiesa autocefala, e abbiamo visitato il centro del bektashismo.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il patriarca ci ha ricordato un’esperienza fondamentale della storia albanese: «Noi abbiamo sperimentato che cosa significa togliere Dio dalla società». Il riferimento non era a una particolare confessione, ma alla cancellazione della dimensione religiosa attraverso la repressione totalitaria.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi, in Albania, la grande moschea può trovarsi accanto alla chiesa ortodossa: il richiamo alla preghiera del muezzin e il suono delle campane convivono nella quotidianità.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel centro del bektashismo abbiamo trovato una frase significativa: «La tolleranza religiosa nel nostro paese è un miracolo. Il fatto che le quattro fedi tradizionali vivano in piena armonia è unico, non soltanto nei Balcani, ma ovunque». La citazione è attribuita a </span><b><span data-contrast="auto">Dede Reshat Bardi</span></b><span data-contrast="auto">, guida spirituale dell’ordine bektashi.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il dialogo interreligioso, dunque, non è soltanto una pratica di incontro tra comunità diverse: è alla base della ricostruzione della società albanese. Dove inoltre il sincero amore per Dio attraversa i secoli e si intreccia con l’amore per il destino della nazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è la situazione attuale della Chiesa metodista in Albania?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La missione metodista austriaca ha rifondato le chiese metodiste in Albania nel 2008. Oggi sono presenti cinque comunità, tra cui quelle di Tirana, Durazzo, Elbasan e Pogradec, oltre a una realtà in una zona rurale montana.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono comunità piccole, ma molto giovani. Durante il culto a Tirana mi ha colpito la presenza di tanti bambini e ragazzi: quando sono usciti per andare alla scuola domenicale, il numero dei presenti si è praticamente dimezzato. È un’immagine che contrasta con quanto accade spesso nelle nostre chiese. Le liturgie sono vivaci, con una presenza importante della musica.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">In che modo le comunità metodiste sono presenti nella società?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un aspetto importante è l’impegno sociale. A Durazzo abbiamo incontrato due professioniste, tra cui una logopedista, impegnate in un progetto rivolto ai bambini del quartiere con difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’attività è rivolta al territorio: un esempio concreto di come una chiesa piccola possa costruire relazioni e rispondere ai bisogni nel luogo dove si trova.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali sono le principali sfide nel rapporto con le istituzioni?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le chiese metodiste sono riconosciute dal governo albanese, ma non partecipano direttamente ai tavoli di confronto con lo Stato nei quali sono rappresentate altre realtà religiose.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esiste un’Alleanza evangelica che riunisce comunità ad esempio pentecostali. La Chiesa metodista sta valutando la possibilità di entrarvi, perché questa partecipazione potrebbe facilitare il dialogo con le istituzioni e dare maggiore visibilità alla propria presenza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esistono differenze teologiche e culturali, anche su questioni come il ministero pastorale delle donne e il riconoscimento delle persone omosessuali. Tuttavia, l’adesione all’Alleanza evangelica non richiede necessariamente un reciproco riconoscimento ecclesiologico tra tutte le comunità. È una situazione diversa da quella della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che ha anche una dimensione ecclesiologica, oltre alla funzione di rappresentanza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali prospettive apre Euromed per la Chiesa metodista albanese?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il sovrintendente della Chiesa metodista in Albania, che è anche pastore a Tirana, ha accolto molto favorevolmente la proposta. Le comunità albanesi sentono il bisogno di sviluppare relazioni con le chiese del Mediterraneo, come quelle di Spagna, Portogallo e Italia, oltre ai rapporti già esistenti con il Nord Europa.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’Albania si percepisce fortemente legata al Mediterraneo e all’Italia, anche per ragioni storiche e culturali. L’idea è creare uno spazio nel quale condividere esperienze e riflessioni attraverso incontri online e, possibilmente, appuntamenti in presenza.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I temi comuni sono numerosi: la condizione delle chiese di minoranza, il dialogo interreligioso, i rapporti con le istituzioni, la partecipazione dei giovani alla vita ecclesiale e il modo di essere chiesa nello spazio pubblico. I contesti sono molto differenti: in Portogallo la situazione è diversa da quella albanese, mentre in Algeria i pastori possono arrivare a essere incarcerati. Proprio queste differenze rendono importante la conoscenza reciproca.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quali saranno i prossimi passi?</span></b><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A novembre è previsto un primo incontro online con le chiese coinvolte. Da lì cominceremo a costruire un percorso comune, individuando progressivamente i temi da approfondire e le modalità di collaborazione.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’obiettivo è rafforzare la comunione tra le chiese metodiste del Mediterraneo, mettendo in relazione esperienze differenti e cercando insieme risposte alle sfide che riguardano la presenza delle comunità cristiane nella società contemporanea.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da Nev &#8211; Notizie evangeliche</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/chiese-metodiste-del-mediterraneo/">Chiese metodiste del Mediterraneo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Mariann Budde pronta a dimettersi per limiti di età</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/14/mariann-budde-pronta-a-dimettersi-per-limiti-di-eta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Mariann Budde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vescova episcopale, salita alla ribalta della cronaca per le critiche dal  pulpito al presidente...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La vescova episcopale, salita alla ribalta della cronaca per le critiche dal  pulpito al presidente Trump, ha annunciato l&#8217;avvio dell&#8217;iter per individuare chi guiderà la diocesi di Washington dopo di lei</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La vescova <strong>Mariann Budde</strong>, diventata famosa per aver esortato il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump ad avere pietà degli immigrati e dei più disagiati, ha annunciato giovedì 1° ottobre le sue dimissioni da capo della diocesi episcopale di Washington. La decisione dà il via a un processo che durerà quasi due anni per trovare il suo successore, mentre conclude il suo lungo mandato come una delle figure religiose più in vista del Paese.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Budde rimarrà vescova di Washington fino a giugno 2028, data in cui verrà consacrato il suo successore.</span></p>
<p><span dir="auto">La guida della diocesi episcopale di Washington è considerata una posizione influente all&#8217;interno della Chiesa episcopale: il mandato di Budde è stato lungo (avrà guidato la diocesi per 17 anni al momento del suo ritiro) e insolitamente di spicco. Ha fatto notizia fin dall&#8217;inizio: quando è stata eletta a tale carica nel 2012, è diventata la <strong>prima donna</strong> a ricoprirla, ispirando le donne di tutta la Comunione anglicana, alcune delle quali </span><span dir="auto">si sono recate a Washington</span><span dir="auto"> per imparare da lei.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Budde è ancor più nota per il suo ruolo nella politica statunitense, che le ha procurato un livello di attenzione nazionale atipico per un vescovo episcopale. Come molti leader religiosi di Washington, Budde ha partecipato ad azioni di attivismo, come ad esempio </span><a href="https://religionnews.com/2019/08/06/clergy-protest-outside-mitch-mcconnells-office-demand-action-on-gun-violence/"><span dir="auto">una protesta</span></a><span dir="auto"> davanti all&#8217;ufficio del senatore repubblicano del Kentucky Mitch McConnell nel 2019 per chiedere una legge contro la violenza armata. Ha anche recitato una preghiera alla Convention Nazionale Democratica del 2020.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Ma sono stati i suoi scontri con il presidente Donald Trump a renderla una figura nota a livello nazionale. Inizialmente, la vescova aveva adottato un tono conciliante quando Trump fu eletto nel 2016, accettando di ospitare la tradizionale funzione religiosa nazionale nella Cattedrale Nazionale per il presidente entrante, nonostante le richieste di </span><span dir="auto">cancellare</span><span dir="auto"> l&#8217;evento. Ma fu comunque coinvolta nelle proteste contro il presidente durante il suo primo mandato e, quando la polizia federale, su ordine dell&#8217;amministrazione Trump, allontanò con la forza i manifestanti per la giustizia razziale da Lafayette Square nel giugno 2020 – espellendo anche un sacerdote episcopale e un seminarista dal patio della chiesa episcopale di St. John – Budde </span><span dir="auto">espresse la sua indignazione</span><span dir="auto"> sui media nazionali, condannando l&#8217;azione della polizia e il servizio fotografico del presidente davanti alla chiesa subito dopo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto"><a href="https://riforma.it/2025/01/23/eravamo-tutti-stranieri-in-questa-terra/">Lo scambio di battute tra i due culminò in un momento drammatico</a> il primo giorno del secondo mandato di Trump, quando il presidente sedeva tra i banchi della Cattedrale Nazionale di Washington mentre Budde pronunciava un sermone in cui lo esortava ad «avere pietà» degli immigrati e dei bambini LGBTQ. Il sermone, che scatenò una feroce condanna da parte di Trump e dei suoi alleati, trasformò Budde in una figura internazionale da un giorno all&#8217;altro: i suoi sostenitori crearono </span><span dir="auto">magliette con la scritta &#8220;Bishop Budde Fan Club&#8221;</span><span dir="auto"> e il libro di Budde, &#8220;How We Learn to Be Brave: Decisive Moments in Life and Faith&#8221; (Come impariamo ad essere coraggiosi: momenti decisivi nella vita e nella fede), divenne improvvisamente un successo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Ma quando le è stato chiesto quali fossero i momenti salienti del suo mandato come vescovo, Budde ha glissato, affermando di «non essere pronta a fare un bilancio retrospettivo» perché rimane concentrata sui prossimi due anni del suo mandato.</span></p>
<p><span dir="auto">Ha infine scherzato sul fatto che alcuni dei suoi critici potrebbero reagire diversamente alla notizia: «</span><span dir="auto">Penso che ci saranno alcune persone che diranno: &#8220;Oh, ok finalmente&#8221;», ha detto ridendo.</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/mariann-budde-pronta-a-dimettersi-per-limiti-di-eta/">Mariann Budde pronta a dimettersi per limiti di età</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Hiv e l&#8217;impegno delle chiese cristiane</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/13/lhiv-e-limpegno-delle-chiese-cristiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[fast-track cities]]></category>
		<category><![CDATA[Hiv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Protocollo di intesa fra Consiglio Ecumenico delle Chiese e la rete Fast-Track Cities per affrontare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Protocollo di intesa fra Consiglio Ecumenico delle Chiese e la rete Fast-Track Cities per affrontare il tema delle malattie sessualmente trasmissibili</h5>
<p class="v1gmail-p1">
<p class="v1gmail-p1">Nel mese di luglio, il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) e <i>Fast-Track Cities</i> hanno siglato un protocollo d&#8217;intesa per promuovere la salute urbana in un&#8217;ottica ispirata alla fede.</p>
<p class="v1gmail-p1">Durante un evento collaterale svoltosi l&#8217;11 ottobre, in concomitanza con la conferenza di Fast-Track Cities a Berlino, <b>Gracia Violeta Ross</b> – responsabile del programma del Cec per l&#8217;HIV, la salute riproduttiva e le pandemie – ha presentato il protocollo d&#8217;intesa alla rete Fast-Track Cities, composta da sindaci, autorità cittadine, leader della sanità pubblica e rappresentanti delle comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Fast-Track Cities</i> è un&#8217;organizzazione globale senza scopo di lucro che collabora con oltre 600 municipalità in tutto il mondo per accelerare risposte eque, basate sui dati e incentrate sulla persona alle malattie trasmissibili e non trasmissibili, per rafforzare i sistemi sanitari urbani e per affrontare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute attraverso la scienza dell&#8217;implementazione, partnership strategiche e il coinvolgimento delle comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1gmail-p1">Il protocollo è corredato da un piano attuativo che prevede lo sviluppo di strumenti operativi (<i>toolkit</i>), attività di rafforzamento delle competenze e altre iniziative di collaborazione.<span class="v1gmail-Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="v1gmail-p1">«Questa conferenza<span class="v1gmail-Apple-converted-space">  </span>&#8211; ha detto Violeta Ross &#8211; segna un primo passo importante per trasformare l&#8217;accordo in azioni concrete e favorire il coinvolgimento all&#8217;interno della rete Fast-Track Cities. Troppo spesso &#8211; ha proseguito &#8211;<span class="v1gmail-Apple-converted-space">  </span>le chiese parlano di guarigione dei singoli individui trascurando le comunità e le città in cui le persone vivono».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1gmail-p1">Ross ha poi sottolineato come, oggi, «le città debbano affrontare sfide interconnesse: malattie trasmissibili e non trasmissibili, problemi di salute mentale, solitudine, sfollamento e minacce legate al clima». E ancora che «I sistemi sanitari pubblici non possono affrontare queste sfide da soli. Le comunità di fede possiedono qualcosa che non si può facilmente creare artificialmente: un capitale, quello della fiducia, della fede».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1gmail-p1">La visione alla base della <i>partnership</i> tra il Cec e <i>Fast-Track Cities</i> è quella di far sì che le comunità di fede non siano viste semplicemente come portatori di interesse, ma riconosciute come veri e propri <i>partner </i>nella salute urbana.</p>
<p class="v1gmail-p1">«Non si tratta semplicemente di un accordo di partenariato &#8211;<span class="v1gmail-Apple-converted-space">  </span>ha proseguito -, è un processo per imparare insieme in che modo le comunità di fede possano contribuire a creare città più sane e resilienti».</p>
<p class="v1gmail-p1"><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/13/lhiv-e-limpegno-delle-chiese-cristiane/">L’Hiv e l’impegno delle chiese cristiane</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un’esplosione di talenti</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/13/unesplosione-di-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara E. Tourn]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[maria teresa pizzulli]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula Caporali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ursula Caporali, donna di fede, pianista, compositrice, ricercatrice, inventrice: ne parliamo con Maria Teresa Pizzulli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Ursula Caporali, donna di fede, pianista, compositrice, ricercatrice, inventrice: ne parliamo con Maria Teresa Pizzulli</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 17 ottobre a <strong>Napoli</strong>, nella III edizione di «Piano Donna», ci sarà un evento dedicato a <strong>Ursula Caporali</strong>: interverrà, con le pianiste Chiara Piomboni, Lilia Krav e Maria Grazia Ritrovato, promotrice e ideatrice di «Piano Donna», <strong>Maria Teresa Pizzulli</strong>, docente al Conservatorio «G. Verdi» di Torino, che da alcuni anni ne cura e promuove l’opera. Un suo saggio, in uscita per Milella, ha ricevuto il I premio nella sezione saggistica al concorso «Pluriverso Femminile 2026» di Lecce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A lei chiediamo di raccontarci chi è stata Ursula Caporali, scomparsa nel 2022 a 51 anni: «Una compositrice, una pianista, una donna di fede, una ricercatrice, che mi ha “avvinta” mentre scrivevo <em>Compositrici tra vita, arte e spiritualità. Musica sacra ritrovata,</em> pubblicato nel 2022. Cercavo delle figure contemporanee da inserire e mi sono imbattuta in lei: ho visto subito la sua grandezza, era una figura internazionale che poteva dire tanto anche al nostro mondo di fede. Quindi ho provato a contattarla: viveva in Australia e (non lo sapevo) erano gli ultimi mesi della sua vita; ho chiesto all’editore di aspettare, perché ci tenevo davvero a conoscerla. Con Ursula è nata subito un’amicizia, un’unione di intenti, una voglia di fare delle cose insieme. Ci siamo un po&#8217; riconosciute nella nostra vitalità, nella nostra passione per il pianoforte, la composizione, il mondo della fede. Lei era avventista, ci siamo ritrovate in un messaggio autentico, quello dell’Evangelo, ed è iniziato un carteggio. Mi ha mandato il suo curriculum, mi ha messa in contatto con i suoi genitori in Toscana, che mi hanno consegnato altre sue opere».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con loro Pizzulli ha avviato il progetto, sostenuto dall’Otto per mille avventista, di raccolta della produzione di Caporali, tra Firenze, dove era nata e cresciuta, dirigendo i cori, arrangiando canti nella comunità avventista, studiando alla scuola di Lucia Passaglia, e Sidney, dove ha vissuto e lavorato dopo l’Università.</p>
<p>«Ursula aveva una vitalità unica, rompeva le gabbie all’interno delle confessioni, ma anche nell’arte, per quanto riguarda l’opera delle donne: aveva una visione del futuro autentica e si spendeva per raccontare attraverso le note una forte spiritualità che emerge in tutta la sua opera».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attorno alla figura di Ursula Caporali stanno nascendo diversi progetti,</strong> per promuovere giovani talenti e un repertorio femminile ancora “oscurato”. Non a caso il titolo dell’incontro di Napoli, a Palazzo Mastelloni, sarà «Oltre il silenzio, Ursula Caporali e le compositrici invisibili», tema caro a Pizzulli, che da anni si occupa di rivalutare le opere delle donne: «Le compositrici nella storia, spesso mogli o sorelle di compositori, sono state un po&#8217; invisibili, perché l’opera compositiva era al maschile. Cerco di valorizzare questo repertorio che credo possa dare anche forza alle donne, un messaggio di resilienza e di speranza perché possano riappropriarsi ed esprimere i loro talenti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E di talenti, per tornare a Ursula Caporali, ne aveva molti, non ultimo quello scientifico!</p>
<p>«Era geniale: appassionata di fisica, che aveva coltivato negli studi liceali, fino a iscriversi all’Università in Inghilterra, aveva poi scelto la musica e la composizione. Preparando una tesi di dottorato in Composizione nel 2007, ha creato con l’ingegnere Pierpaolo Cavasin un dispositivo che permette al pianoforte di generare degli armonici, prendendo un semplice pedale di batteria e collegandolo al pianoforte. Nel 2015 è stato brevettano come Hdpiur (<em>Harmonics Device Pedal</em>). L’idea era di imitare il suono del <em>didgeridoo</em>, uno strumento aborigeno con un suono molto profondo, per far nascere dalla pancia del pianoforte questo suono che la ricollegava a Dio. Questo dispositivo è stato utilizzato in alcune sue opere, oltre che nella sua tesi di dottorato a Sydney: sarà bello poterlo utilizzare nell’esecuzione dei suoi lavori, per fare ascoltare il risultato di queste sonorità che nascono dalla profondità della terra».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi vuole conoscere meglio le opere di Ursula può andare sul sito dell’Australian Music Centre (<a href="http://www.australianmusiccentre.com">www.australianmusiccentre.com</a>) oppure nella <a href="https://www.pizzullimt.com/portfolio-collections/my-portfolio/progetto-ursula-caporali-la-vita-le-opere">pagina dedicata sul sito</a> di Maria Teresa Pizzulli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>&#8220;La magia delle note dorate&#8221;: immagine creata con ChatGPT a partire da una fotografia di Ursula Caporali</h6>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/13/unesplosione-di-talenti/">Un’esplosione di talenti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Diaconia Valdese e Servizio Civile Ambientale per un secondo anno insieme</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/13/diaconia-valdese-e-servizio-civile-ambientale-per-un-secondo-anno-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aperte le candidature al progetto “È il cerchio della vita, ogni scelta conta” &#160; Di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Aperte le candidature al progetto “È il cerchio della vita, ogni scelta conta”</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di Alessia Colombari e Stefano Bertuzzi, Diaconia valdese</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il successo del primo bando di Servizio Civile Ambientale della Diaconia Valdese, da pochi giorni è possibile candidarsi ad un nuovo progetto nel pinerolese, che vede nuovamente la partnership con Legambiente Valpellice, CAI UGET Valpellice e Chiesa Valdese di Torre Pellice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Servizio Civile Ambientale, programma quadro sviluppato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, permette a giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni di cittadinanza italiana, di uno dei paesi dell’Unione Europea o presenti legalmente in Italia, di svolgere un anno di attività nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile e della transizione energetica in enti pubblici o privati no-profit.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il servizio dà diritto ad un rimborso di circa 520 € mensili a fronte di un impegno di 25 ore medie settimanali.</p>
<p>La Diaconia Valdese offre 4 posizioni a Pinerolo con l’idea che i/le volontari/e potranno svolgere il loro servizio in tutto il territorio delle valli valdesi con tre principali obiettivi: 1) promuovere, insieme ai partner di progetto, percorsi di salvaguardia ambientale aperti alla cittadinanza; 2) sviluppare attività per aumentare la consapevolezza su tali argomenti nelle sue strutture e nei suoi servizi, quindi con una ricaduta diretta per centinaia di utenti; 3) potenziare best practices aziendali sui temi dello sviluppo sostenibile e della transizione energetica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’anno di servizio in corso questi obiettivi si sono concretizzati in azioni molto diverse tra loro, per utenza e tipologia, che hanno permesso ai volontari di acquisire competenze molto variegate.</p>
<p>Per raccontare solo alcune delle attività tra quelle realizzate all’interno dei servizi e delle strutture della Diaconia Valdese, tra le prime collaborazioni messe in atto c’è  quella con i Servizi Inclusione, che si occupano dell’accoglienza di persone con background migratorio, tramite i quali i volontari e le volontarie hanno potuto incontrare i beneficiari nei loro appartamenti e in occasione dei corsi di italiano ed aiutarli a sistematizzare e nominare il corretto conferimento dei rifiuti; hanno collaborato alla realizzazione di incontri nelle scuole relativi alle migrazioni climatiche, raccogliendo le testimonianze di alcuni beneficiari; hanno partecipato insieme a loro a mostre, laboratori ed eventi a tema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con Giovani e Territorio, che gestisce attività educative per minori, si sono formati in tecniche di animazione per poter proporre attività a tematica ambientale a bambine e bambini, cosicché attraverso il gioco sono stati veicolati messaggi di salvaguardia ambientale, in occasione di gite, feste e cacce al tesoro, di centri estivi e attività delle biblioteche sul territorio, di laboratori aggregativi e creativi, di swap parties.</p>
<p>All’Asilo dei Vecchi di San Germano Chisone i volontari e le volontarie hanno potuto conoscere gli ospiti collaborando alle varie attività di animazione, tra cui alcune occasioni di incontro tra anziani e bambini; grazie alle relazioni createsi, hanno portato avanti un importante lavoro di raccolta di testimonianze e di storie di persone che hanno vissuto <em>ecologicamente</em> ante litteram, lasciando emergere alcuni importanti filoni tematici: rapporto con la natura e i suoi ritmi, l’alimentazione, il vestiario, le pulizie, gli spostamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con i beneficiari del Servizio Adulti e Territorio, che supporta persone con fragilità, stanno invece curando alcuni orti comunitari e sociali con finalità di sviluppo delle autonomie, integrazione, educazione e autoconsumo.</p>
<p>Trasversalmente ai diversi ambiti di intervento della Diaconia, i volontari e le volontarie nel 2026 si sono formati nell’ambito della comunicazione e dell’organizzazione di azioni efficaci anche con utenti dalle capacità comunicative ridotte; supportano il Gruppo Lavoro Ambiente in occasione di formazioni e campagne social; curano la rubrica Gocce di Ecodiaconia e scrivono articoli tematici; approfondiscono ricerche relative a tematiche quali sostenibilità accessibile e parità di genere ambientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda le azioni realizzate insieme ai partner territoriali, con Legambiente Val Pellice e Chiesa Valdese di Torre Pellice si sono svolte e si svolgono tuttora azioni di comunicazione e sensibilizzazione attraverso post di approfondimento, articoli, cartellonistica in occasione di grandi eventi quali il Sinodo, contribuendo inoltre ad attività quali “Puliamo il mondo” e trekking per famiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si segnalano infine le collaborazioni con Acea, che ha messo a disposizione alcuni moduli formativi su comunità energetiche e filiere di corretto conferimento rifiuti, e Rotary Club, in occasione della mostra “Becoming Climate” svoltasi a Pinerolo.</p>
<p>Tutte attività che ci auguriamo potranno essere efficacemente proseguite da coloro che si candideranno per essere i prossimi e le prossime volontari/e, anche in considerazione dell’importante ricaduta sul territorio, avendo complessivamente coinvolto più di 2.000 beneficiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maggiori informazioni sul nuovo bando possono essere trovate alla pagina dedicata al Servizio Civile nel sito della Diaconia Valdese: <a href="https://diaconiavaldese.org/csd/pagine/servizio-civile.php">https://diaconiavaldese.org/csd/pagine/servizio-civile.php</a>, oppure contattando l’ufficio volontariato e mobilità giovanili.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/13/diaconia-valdese-e-servizio-civile-ambientale-per-un-secondo-anno-insieme/">Diaconia Valdese e Servizio Civile Ambientale per un secondo anno insieme</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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