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	<title>Bibbia - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>Bibbia - Riforma.it</title>
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		<title>Seguire Gesù</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/29/seguire-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gregorio Plescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[discepoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[pescatori]]></category>
		<category><![CDATA[seguire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Marco&#160;1, 17 &#160; &#160; Samuele disse a Saul:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Marco&nbsp;1, 17</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Samuele disse a Saul: «Tu fermati, e ti farò udire la parola di Dio»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>I Samuele 9, 27</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gesù disse a Simone e Andrea: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Marco&nbsp;1, 17</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=76065879&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è uno dei brani più conosciuti dei quattro Evangeli: Gesù che rivolge ai suoi futuri discepoli una chiamata forte, impossibile da ignorare. Dapprima Simon Pietro, Andrea e poi Giacomo, Giovanni… i primi quattro del drappello dei dodici che tra alti e bassi, slanci e fughe, seguiranno Gesù fino al Golgota e oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, questo passo così noto può riservare ancora alcune sorprese. Possiamo concentrarci sul groviglio di sentimenti presenti nel verbo “seguire”. È camminare insieme, lasciarsi coinvolgere in un percorso che non abbiamo scelto, ma che abbiamo deciso di condividere. È la sfida che i dodici coglieranno con un caleidoscopio di sentimenti facilmente riconoscibili da ogni credente: entusiasmo, delusione, fermezza, vigliaccheria… Gesù chiede di essere seguito, le persone che incontra per via rispondono in modo tentennante, più deciso a parole che nei fatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi un altro aspetto interessante: Gesù chiama quattro pescatori a fare qualcosa che avrà una grande attinenza con la loro attività quotidiana. Al di là del dato storico, cioè il legame tra Gesù e quella specifica zona della Palestina, il rapporto tra la prima predicazione del Nazareno e l’universo lacustre è una costante, dalla prima pagina fino all’ultima: pensiamo al 21°&nbsp;capitolo dell’Evangelo di Giovanni e le apparizioni, in cui l’incontro con il risorto è sottolineato da pesce arrostito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I quattro che seguono Gesù non abbandonano una volta per tutte il loro passato, mantengono un legame con il passato, come ovvio. Questo racconto parla di Gesù che chiama persone ordinarie da una vita ordinaria verso la possibilità di uno sprazzo di vita straordinaria. Questa “normalità” non indica che il Messia si è circondato di persone tutt’altro che eccezionali per esaltare la sua santità: al contrario, sottolinea come l’Evangelo sia rivolto a tutti, a tutte. Chiamando quattro pescatori a seguirlo, Gesù chiama anche noi a farlo, nonostante i nostri tentennamenti.&nbsp;Amen.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Lo sguardo amorevole di Gesù</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/28/lo-sguardo-amorevole-di-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gregorio Plescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 08:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[donna ricurva]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 13, 12-13 &#160; &#160; Benedici, anima mia,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 13, 12-13</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Benedici, anima mia, il Signore, che salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bontà e compassioni</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 103, 2; 4</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità». Pose le mani su di lei, e nello stesso momento ella fu raddrizzata e glorificava Dio</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 13, 12-13</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">La guarigione della donna ricurva è narrata in un contesto drammatico, estremamente doloso, sotto diversi aspetti. La donna è malata fisicamente, ripiegata nel corpo da quasi tutta la vita, 18 anni. Non conosciamo la sua età, ma possiamo immaginare quanto una condizione così debilitante distruggesse l’esistenza, soprattutto in una società pre-industriale, nella quale ogni lavoro si fondava sullo sforzo fisico, e soprattutto sulle donne, impegnate in occupazioni faticose, come il trasporto dell’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è di più: la donna sofferente non è accolta da quella simpatia – magari anche impotente – che ci si aspetterebbe. Frequenta la sinagoga, ma la immaginiamo in disparte, invisibile, forse anche un po’ molesta: dopo la guarigione, infatti, dovrà affrontare le critiche del capo sinagoga perché Gesù l’ha risollevata in un giorno che avrebbe dovuto essere dedicato allo spirito e non al corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù: si trova lì per insegnare, ma la sua non è una lezione astratta, “buona per ogni occasione”: è parola concreta, che sa dire, ma anche vedere. Quindi fa uscire la donna dal cono d’ombra in cui ha vissuto da sempre e la strappa dal suo dramma. La libera dallo “spirito” malvagio che la imprigionava. Il movimento di Gesù è parola che si fa sguardo, tocco che risolleva. La reazione della donna è raddrizzarsi nel corpo e nello spirito: riprende la giusta postura che le spetta in quanto figlia di Dio e ciò diventa preghiera di lode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse noi, che viviamo in un tempo scientifico, che spiega tutto razionalmente, leggiamo un racconto di questo tipo con scetticismo, un esempio di un lontano tempo superstizioso. Eppure, può esser capitato anche a noi di aver percepito lo sguardo amorevole di Gesù, che ci ha strappato da dolori palesi o nascosti, causati da forze senza nome – o facilmente riconoscibili – e ci rialzati, rialzate, finalmente persone libere, liberate per guardare al mondo con dignità e lodare Dio con gratitudine. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/28/lo-sguardo-amorevole-di-gesu/">Lo sguardo amorevole di Gesù</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’incontro che trasforma</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/27/lincontro-che-trasforma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gregorio Plescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Cornelio]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>
		<category><![CDATA[puro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 10, 34-35 &#160; &#160; Sorgi,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 10, 34-35</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Sorgi, o Dio, giudica la terra, poiché tutte le nazioni ti appartengono</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 82, 8</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Atti degli apostoli 10, 34-35</strong></em></p>
</blockquote>



<div class="wp-block-spacer" style="height: 30px;" aria-hidden="true"> </div>


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<div class="wp-block-spacer" style="height: 30px;" aria-hidden="true"> </div>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Pietro ci portano nel contesto del primo – e decisivo – conflitto tra Cristianesimo nascente ed Ebraismo. Il discepolo ha appena incontrato Cornelio, un ufficiale romano. È stato mosso da una visione in cui una voce celeste lo ammoniva di non considerare “impuro” – vale a dire irrimediabilmente lontano da Dio – ciò che Dio stesso definiva puro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione si fondava su immagini tipiche del suo tempo, cibi commestibili o vietati, uno tra i più tangibili e radicali tabù della cultura ebraica. Con quella visione il Signore rammenta che la questione non è mai legata alla ritualità in quanto tale, ma alla vita delle persone, e che non esiste un gruppo che di per sé è privilegiato rispetto a un altro: essere “popolo di Dio”, nella prospettiva cristiana, non è una condizione, è un cammino. Questo itinerario si fonda sul “timore” e sull’“operare giustamente”: non sono due azioni distinte, bensì la coppia di atteggiamenti che definisce i credenti anche nel linguaggio dei profeti, come per es. Michea 6, 8.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro non riconosce a Cornelio piena dignità solo in via di principio, va ben oltre, si ferma a casa sua, intavola con lui una relazione profonda, che porterà a una nuova Pentecoste. Questo versetto ci ricorda alcune verità: ciò che “smonta” il pregiudizio è la vicinanza, l&#8217;incontro precede sempre la teoria. L’accoglienza di Dio verso chi lo prende sul serio riguarda tutti, tutte, non esiste un metro etico diverso per ogni popolo, e noi siamo chiamati e chiamate sempre a rammentarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo brano ricorda che, in un incontro autentico, la conversione non è mai solo di una parte: Cornelio si converte, certo, ma anche Pietro è protagonista di un cambiamento fondamentale. Per vivere tutto questo concretamente serve costante attenzione: il principio va tradotto in scelte: a tavola, di amicizia, di ospitalità. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/27/lincontro-che-trasforma/">L’incontro che trasforma</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riconoscere la bontà di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/26/riconoscere-la-bonta-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gregorio Plescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 08:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[avere]]></category>
		<category><![CDATA[bontà di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[ravvedimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Romani 2, 4 &#160; &#160; Il Signore dice:...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/26/riconoscere-la-bonta-di-dio/">Riconoscere la bontà di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Romani 2, 4</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Signore dice: «Non ti annienterò; però, ti castigherò con giusta misura»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Geremia 30, 11</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non riconoscete&nbsp;che la bontà di Dio&nbsp;vi spinge al ravvedimento?&nbsp;</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Romani 2, 4</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Come considerare quel che si ha e quel che non si ha – beni, relazioni, opportunità?&nbsp;I modi per spiegare questo aspetto dell’esistenza sono diversi:&nbsp;possiedo per&nbsp;merito, per fortuna, per eventi imponderabili; non ho a causa della mia ignavia, malvagità altrui, sfortuna, destino “cinico e baro”… Difficile dire se&nbsp;c’è&nbsp;una risposta unica,&nbsp;definitiva, oppure se ci sentiamo meritevoli, fortunati o vittime di complotti:&nbsp;spesso la valutazione che diamo dipende da molti fattori:&nbsp;lo&nbsp;stato d’animo, le contingenze&nbsp;in cui ci poniamo la domanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’apostolo Paolo affronta la&nbsp;questione&nbsp;da un’altra prospettiva: ciò che abbiamo ricevuto e&nbsp;che abbiamo&nbsp;ha uno scopo: il ravvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa&nbsp;è&nbsp;una&nbsp;parola&nbsp;fondamentale,&nbsp;ma&nbsp;facile da fraintendere: spesso è stata interpretata come&nbsp;se fosse&nbsp;un atteggiamento tanto pio quanto astratto, un “moto del cuore” più che una visione del mondo. La parola originale è <em>metanoia,&nbsp;</em>cambiamento della mente,&nbsp;cambio della direzione della vita,&nbsp;che&nbsp;deriva&nbsp;dal riconoscimento&nbsp;che ciò che abbiamo viene da Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere o non avere, desiderare o rimpiangere, dunque, non&nbsp;è&nbsp;semplicemente qualcosa che capita, bensì un’occasione per andare oltre.&nbsp;Per esempio,&nbsp;riflettendo&nbsp;serenamente sull’itinerario che ci ha portato alla condizione in cui ci troviamo, cercando la luce della benedizione nelle pieghe dei giorni. Per esempio, domandandoci cosa abbiamo fatto, come usiamo&nbsp;ciò&nbsp;che abbiamo,&nbsp;oppure ancora&nbsp;quanto ci avvelena l’esistenza quel che desideriamo senza ottenerlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste righe della lettera ai Romani, un po’ nascoste tra riflessioni&nbsp;ampie e più&nbsp;note, sollevano una questione che riguarda ogni essere umano: soppesare ciò che abbiamo e ciò che ci manca. Non allo scopo di colpevolizzarci, né di farci sentire inadeguati, ma di aiutarci a riconoscere la bontà di Dio e la nostra responsabilità. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/26/riconoscere-la-bonta-di-dio/">Riconoscere la bontà di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guardare a Dio significa guardare al futuro</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/23/guardare-a-dio-significa-guardare-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 06:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[guardare]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Geremia 23, 5 &#160; &#160; «Ecco, i giorni...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/23/guardare-a-dio-significa-guardare-al-futuro/">Guardare a Dio significa guardare al futuro</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Geremia 23, 5</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>«Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale regnerà da re e prospererà, eserciterà il diritto e la giustizia nel paese»</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Geremia 23, 5</strong></em></p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Matteo 16, 16</strong></em></p></blockquote>
</div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le forti espressioni della predicazione di Geremia indicano che l’opera di liberazione di Dio non è confinata nel passato: non si dirà più che il Signore ha liberato il suo popolo dall’Egitto, perché una seconda liberazione sarà operata in un futuro più o meno prossimo, la liberazione da Babilonia. Il presente è difficile, ma ritornando al Signore, dice il profeta, ritroveremo il senso profondo della nostra esistenza. Infatti, «la mano di Dio non si è accorciata» e la liberazione è promessa anche per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardare a Dio significa guardare al futuro. Ce lo dice anche la parola di Paolo in Romani 13: amatevi, tanto più che ora viviamo in un tempo “accorciato” «perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo». Vivere la dimensione del Regno di Dio, di cui noi siamo chiamati ad essere testimoni e parabola, non significa pensare che sia inutile impegnarsi per il mondo qui e ora; al contrario, significa che dobbiamo operare per migliorare questa umanità ribelle. Si tratta di un cambiamento urgente a livello politico, economico e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utopia? Il pastore Tullio Vinay diceva giustamente che l&#8217;utopia non è un sogno irrealizzabile, una realtà impossibile, ma è ciò che non è <em>ancora </em>avvenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando così le cose, non si può pensare che dalle Chiese (o dalle religioni) possa venire una parola forte per costruire la giustizia sconfiggendo la violenza che spesso abita, in primo luogo, nei nostri cuori?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le religioni non devono pretendere di avere tutte le risposte, ma sicuramente devono saper porre le domande giuste al mondo. E le domande fondamentali sono: è per il bene comune quello che stiamo facendo o è solo per il nostro bene privato? Risponde al senso di umanità? Sono domande impegnative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I tempi vengono», dice il Signore per bocca del profeta: è questo il gioioso annuncio dell&#8217;Evangelo. Possiamo quindi lanciare con coraggio il nostro sguardo verso il Cristo che viene, confidando nella prossimità del Signore. Amen.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Gesù, il buon pastore</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/22/gesu-il-buon-pastore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 07:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Cura]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[gregge]]></category>
		<category><![CDATA[pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giovanni 10, 14 &#160; &#160; Il Signore è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Giovanni 10, 14</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Salmo 100, 3</strong></em></p>
</div>



<div>
<p><em><strong>&nbsp;</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me</strong></em></p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Giovanni 10, 14</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p>L’immagine del pastore e delle pecore forse oggi non è più “parlante” come un tempo; ma Gesù nel suo discorso illustra il significato profondo di questa similitudine, mostrando il volto del buon pastore con due espressioni ugualmente forti: <i>aver cura </i>e<i> dare la vita.</i></p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Marco 6, 34 ci viene detto che Gesù ebbe compassione della folla perché «erano come pecore senza pastore». Questo ci dà il senso <i>della cura </i>che Gesù ha per il popolo, evidentemente mal guidato da coloro che dovrebbero esserne la guida. Noi viviamo in una situazione non troppo distante da quella descritta nei Vangeli: ci troviamo in un momento di scoraggiamento e di disorientamento. E, di conseguenza,<i> </i>di<i> rabbia. </i>La conseguenza che vediamo è la mancanza di una prospettiva che orienti verso il futuro. E nuovi presunti pastori si impongono con la forza o con l&#8217;inganno a capo dei popoli.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella Passione vediamo la verità delle parole di Gesù, il quale è il nostro Signore e Salvatore non perché ha insegnato una filosofia di elevati contenuti morali, ma perché nella sua morte e nella sua resurrezione <i>ci ha donato la vita.</i></p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;immagine di Gesù come il <i>buon pastore</i> ci chiama dunque ad una dimensione inedita del nostro essere il gregge di Dio: non una massa di pecore che vaga senza meta, ma sorelle e fratelli che si amano, capaci di condividere ciò che hanno per la cura reciproca e per l&#8217;annuncio del Regno. Questa nuova dimensione del nostro rapporto con Dio, un Dio che «ci conosce per nome», che sa amare le sue creature fino a donarsi per loro, prospetta per noi un futuro per cui siamo disposti a lottare in prima persona al fine di smascherare i mercenari che vogliono prendere il posto del vero pastore, facendo in modo che il gregge di Dio non sia disperso e disperato, ma capace di annunciare <i>il nuovo</i> di Dio presente in Cristo. Amen.</p>
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		<title>Il pane quotidiano</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/21/il-pane-quotidiano-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
		<category><![CDATA[pane quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 11 &#160; &#160; Il Signore to...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 11</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Il Signore to guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Isaia 58, 11</strong></em></p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<p><em><strong>Dacci oggi il nostro pane quotidiano</strong></em></p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Matteo 6, 11</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p>Durante la devastante siccità che ha colpito il regno di Israele, Elia viene inviato dal Signore presso una vedova che abita oltre i confini, a Sarepta (I Re 17). Quando il profeta chiede alla donna di dargli un pezzo di pane, questa risponde che ha solo una manciata di farina e un po’ d&#8217;olio – mangeranno quel poco e poi lei e suo figlio attenderanno la morte per fame. Ma in quella casa, la farina e l’olio non mancheranno mai e saranno sufficienti per sfamare tre persone. È il racconto di un miracolo, forse ingenuo, ma dal profondo significato: la grazia del Signore non fa mancare il necessario per il suo servitore. È il pane quotidiano.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella preghiera che ha insegnato ai suoi discepoli, Gesù ci dice che, dopo aver pregato per la gloria di Dio, non solo possiamo ma dobbiamo pregare anche per la nostra vita quotidiana: il pane, il debito, la tentazione. Nel suo <i>Piccolo Catechismo</i>, Lutero fa un lungo elenco di tutte le cose che possono essere comprese nella menzione del pane: il cibo, le bevande, un buon matrimonio&#8230;</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In realtà, anche se può sembrare riduttivo limitare la nostra richiesta al pane, l’esempio del profeta Elia apre il nostro sguardo ad orizzonti più ampi – alla grazia di Dio che sostiene e rafforza la nostra esistenza. Inoltre, la parola pane si oppone alla parola <i>fame</i> – e nel pronunciarla, abbiamo presenti tutte quelle situazioni (e sono tante) in cui la fame è dominante tanto da portare a compiere azioni impensabili in situazioni normali.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, nella nostra preghiera riconosciamo che il pane è un <i>dono</i> – magari raggiunto col sudore della fronte, ma pur sempre un dono. E in più, nel pane per l’oggi leggiamo la <i>promessa</i> e l’anticipazione del banchetto del Regno di Dio.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, Gesù ci insegna che il pane non è mio: è <i>nostro</i>. La dimensione comunitaria è fondamentale e quindi anche il pane è condiviso. Così come lo spezziamo al momento della cena, dobbiamo spezzarlo anche per condividerlo con chi non ha di che vivere. Amen.</p>
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		<title>Quando la fede chiede una svolta</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/20/quando-la-fede-chiede-una-svolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Aeropago]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Predicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 17, 23 &#160; &#160; Mosè...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 17, 23</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><strong><i>Mosè dunque tornò al Signore e disse: «Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato!»</i></strong></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><strong><i>Esodo 32, 31-32</i></strong></p>
</div>



<div>
<p><strong><i>&nbsp;</i></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p><strong><i>Paolo disse: «Passando e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annuncio»</i></strong></p>
</div>
</blockquote>



<div>
<blockquote><p><strong>Atti 17, 23</strong></p></blockquote>
</div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p>L’umanità non è molto cambiata dai tempi dell’apostolo Paolo e i temi di ieri sono più o meno gli stessi di oggi. Ad Atene, centro della cultura antica, l’apostolo si trova dunque a dover predicare ad un uditorio che vive a metà fra un pensiero filosofico molto elevato e il gossip o la superstizione. Egli inizia dunque il suo discorso all’Aeropago facendo un collegamento fra ciò che è annunciato dalla fede biblica e ciò che dice la cultura del suo tempo. Ma ad un certo punto il suo discorso cambia registro. Non si può dire solo ciò che la gente si aspetta di sentire. Occorre fare il salto di qualità dalla religiosità popolare alla fede – cioè da quello che può essere un discorso sulla spiritualità umana all’annuncio liberante dell’amore di Dio per l’umanità. E così, Paolo, ad Atene come farà anche a Corinto (I Cor 2, 2), annuncia agli ateniesi il Cristo morto e risorto come l’atto che Dio ha compiuto per la salvezza del mondo. E nello stesso tempo richiama gli uditori alla necessità della conversione.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La predicazione può certamente cercare un linguaggio che le persone siano in grado di comprendere, ma ad un certo punto essa <i>deve</i> andare al cuore del messaggio cristiano.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A queste parole, come tutta risposta, gli ascoltatori se ne vanno dicendo: «su questo ti ascolteremo un’altra volta&#8230;». Vanno via, chiudono la porta perché la resurrezione annuncia un mondo nuovo, per accogliere il quale è necessaria <i>una conversione </i>della mente e dell’esistenza tutta. E la gente non ama la conversione.<i> </i>L’amore (di Dio per noi e l’amore reciproco) e la speranza non sono sentimenti mielosi, ma l’edificazione della propria vita su nuove basi – e non tutti sono disponibili a compiere una tale scelta.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli ateniesi se ne sono andati. La predicazione di Paolo è dunque un fallimento completo? Non c’è speranza per la predicazione di Cristo? Non necessariamente. Luca ci tiene a farci sapere che qualcuno accoglie il messaggio di Paolo. La semina ha comunque prodotto il suo frutto che durerà nei secoli. Amen.</p>
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		<title>Predicare «a tempo e fuor di tempo»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/19/predicare-a-tempo-e-fuor-di-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 07:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[annuncio]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[predicare]]></category>
		<category><![CDATA[salvezza]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a II Timoteo 4, 2 &#160; &#160; Le labbra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a II Timoteo 4, 2</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Le labbra del sacerdote sono le custodi della scienza e dalla sua bocca si ricerca la legge, perché egli è il messaggero del Signore degli eserciti</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Malachia 2, 7</strong></em></p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<p><em><strong>Predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza</strong></em></p>
</div>



<div>
<p><em><strong>II Timoteo 4, 2</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=75855438&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p>L&#8217;apostolo Paolo per descrivere la sua missione ha utilizzato una frase rimasta celebre: «Necessità me ne è imposta, guai a me se non evangelizzo» (I Corinzi 9, 16). Ed ora, verso la fine della sua vita, rivolge a Timoteo l&#8217;esortazione a predicare «a tempo e fuor di tempo», perché questa è l&#8217;essenza stessa della Chiesa. Se cessa di predicare, infatti, dimostra di aver perso la sua anima, il suo soffio vitale. Da tempo, però, si sente dire che soprattutto le Chiese storiche, cercando di rendersi più comprensibili per la gente, tralasciano i temi di fede e si esprimono piuttosto sui temi etici, tradendo al loro mandato. Il giudizio è severo, ma è un rischio che va preso sul serio.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In verità, quando parliamo della predicazione, come prima immagine ci viene in mente il pastore o la pastora in toga che fa il suo sermone all&#8217;assemblea riunita per il culto. In realtà essa è molto di più e investe tutti i campi della nostra vita, per questo deve essere pronunciata in ogni contesto in cui ci troviamo ad operare. I teologi ne hanno parlato usando in genere dei toni parecchio alti. Bonhoeffer, ad esempio, ha detto che la parola predicata, fondata biblicamente, è <i>il Cristo incarnato stesso</i> che è in cammino attraverso la sua comunità – tanto che Paolo poteva scrivere ai Galati che davanti ai loro occhi «Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo». Una parola vivente, dunque, non propaganda di una dottrina bensì annuncio gioioso di un fatto: la salvezza in Gesù Cristo.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paolo avverte però il suo discepolo Timoteo che «verranno tempi in cui la gente non vorrà ascoltare», perché accecata da messaggi ingannevoli. Questa è la dimensione in cui in tutti i tempi si è trovata la Chiesa; ma non per questo deve scoraggiarsi. Anzi, legata saldamente alla Parola, che è l&#8217;àncora (Ebr. 6, 19) che ci permette di non andare alla deriva, potrà annunciare ad ogni creatura, con schiettezza, il giudizio e il perdono che sono presenti nella croce e nella resurrezione di Cristo. Amen.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/19/predicare-a-tempo-e-fuor-di-tempo/">Predicare «a tempo e fuor di tempo»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L’agire meraviglioso di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/16/lagire-meraviglioso-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Anziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 06:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[agire]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 85, 9-10 &#160; &#160; Certo, la sua...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Salmo 85, 9-10</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Certo, la sua salvezza è vicina a quelli che lo temono, perché la gloria abiti nel nostro paese. La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 85, 9-10</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Efesini 5, 9</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=75819708&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura di questo Salmo ci permette di ascoltare e rivivere una antica parola appartenente all’agire di Dio: pace! Essa è una delle parole importanti per la nostra vita, ma così grande da correre il rischio di non riuscire a fermarsi tra noi. Ci sfugge e ci rimane solo una domanda: cosa è pace? E perché non c’è pace nel nostro mondo? Così proviamo a riascoltare il nostro Salmo e seguire il cammino che l’antico credente compie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, vi è un elenco che metto sotto il titolo: “Dio ha già fatto!”. Dio ha già compiuto la sua opera di pace. Il credente del Salmo confessa la propria fede nel Signore che ha compiuto opere di liberazione e di salvezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il credente sa di far parte di un popolo di peccatori e così non pretende nulla da Dio né vuole obbligare Dio a rispondere alla sua preghiera, ma chiede che Dio voglia mostrare la sua bontà in una nuova armonia di vita rinnovata. Armonia che raccoglie persone e creato, coinvolge i rapporti umani e la storia, raccoglie i sentimenti e le aspirazioni. Tutto in una nuova armonia, proprio come una nuova creazione dove tutti, in assoluto, sono raccolti nella “pace” di Dio!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A noi spetta ora di prendere in mano questo meraviglioso agire di Dio. Da una parte il Signore, l’Iddio e Padre del Signore Gesù Cristo che pone mano al creato per una nuova pace, integrità, armonia e per fare in modo che la giustizia possa “baciare” la verità! Da un’altra parte a noi tutti viene chiesto di vivere questo agire meraviglioso di Dio. Ci chiede di restare coinvolti nella sua pace, nel suo agire per la giustizia, nel suo fare verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, viviamo oggi nel costruire nel nostro tempo spazi di verità e relazioni di giustizia e di pace tra tutti gli esseri umani. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/16/lagire-meraviglioso-di-dio/">L’agire meraviglioso di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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