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	<title>Luca Maria Negro - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>Luca Maria Negro - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>L’acqua viva del Tempo del Creato</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/18/lacqua-viva-del-tempo-del-creato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultoradio]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo del creato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica del Cultoradio dedicata ai materiali per il tempo liturgico dedicato alla cura del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La rubrica del Cultoradio dedicata ai materiali per il tempo liturgico dedicato alla cura del Creato</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tempo del Creato: si chiama così, in ambito ecumenico, il periodo che va dal 1° settembre al 4 ottobre, durante il quale – da più di un quarto di secolo – chiese di ogni confessione pregano per l’ambiente e riflettono sulla loro responsabilità di amministratori (e non di dominatori!) del Creato di Dio. Un nuovo tempo liturgico, insomma, per riscoprire Dio come Creatore e nel contempo il nostro dovere di custodire il Creato buono di Dio. La seconda Assemblea ecumenica europea, riunita a Graz, in Austria, nel 1997, motivava così la proposta: «È molto importante che le chiese risveglino e rafforzino la coscienza che l’impegno per la salvaguardia del Creato non rappresenta un qualsivoglia campo di azione accanto ad altri, ma deve costituire una dimensione <em>essenziale</em> della vita della Chiesa».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Tempo del Creato inizia il 1° settembre, che per i cristiani ortodossi è la Festa del Creato, e termina con il 4 ottobre, ricorrenza di Francesco d’Assisi. Ma da alcuni anni la Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia anticipa la presentazione del suo <strong><a href="https://www.nev.it/nev/2026/06/05/acqua-viva-dossier-della-commissione-glam-per-il-tempo-del-creato-2026/">dossier di materiali liturgici, biblici e di approfondimento</a></strong> al 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente. Quest’anno la Commissione ha fatto suo il tema proposto dal Consiglio ecumenico delle chiese, «Acqua viva». Abbiamo chiesto di illustrarcelo alla coordinatrice della Glam, Maria Elena Lacquaniti.</p>
<p>«Un’immersione in “Acqua viva” è il tema proposto dal Consiglio ecumenico delle Chiese per il Tempo del Creato di quest’anno. La riflessione biblica parte dal capitolo 47 del profeta Ezechiele, in cui il Signore descrive l’effetto benefico delle acque che scorrono dal tempio, capaci di portare vita e gioia, fioritura, salute ed abbondanza. Ovunque, tranne che nelle paludi dove l’acqua stagnante sarà abbandonata al sale. Anche oggi ci sono luoghi del mondo in cui l’acqua, fonte di vita, necessita di aiuto per resistere e non morire, per non marcire o evaporare, completamente mangiata dal sale. Il dossier 2026 offre materiali che invitano a immergerci nell’”Acqua viva”, per far germogliare speranza dai luoghi paludosi dell’anima, dove sentimenti di abbandono e indifferenza possono farsi spazio in un momento così difficile per la storia dell’umanità. Occorre immergersi nell’acqua viva per guarire, per ritrovare la purezza dell’origine, per collaborare con fede al rinnovamento del mondo e vedere in ogni goccia d’acqua lo splendore della gloria di Dio».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torniamo al 1° settembre che, come abbiamo detto, è la festa ortodossa della Creazione, per registrare un piccolo ma significativo progresso ecumenico: alla fine di maggio i responsabili del <em>Lezionario Comune Riveduto</em> (un lezionario ecumenico, cioè una raccolta di testi biblici per la liturgia, adottata da buona parte delle chiese protestanti e anglicane del mondo), hanno deciso di aggiungere ufficialmente la Festa del Creato al calendario liturgico. Il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese, ha affermato che «l’adozione ufficiale della Festa del Creato nel Lezionario Comune Riveduto è una pietra miliare nel cammino verso l’unità cristiana. È una scelta teologicamente profonda, liturgicamente valida, pastoralmente urgente e senza precedenti in ambito ecumenico».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria </em><em>Negro è andata in onda domenica 14 giugno </em><em>durante il «Culto evangelico», trasmissione </em><em>(e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a </em><em>cura della Federazione delle chiese evangeliche </em><em>in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si </em><em>può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p>
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			</item>
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		<title>La Bibbia: non basta più stampare</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/21/la-bibbia-non-basta-piu-stampare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza biblica universale]]></category>
		<category><![CDATA[Società Biblica in Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto della grande conferenza dei rappresentanti delle società bibliche di tutto il mondo &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il racconto della grande conferenza dei rappresentanti delle società bibliche di tutto il mondo</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa 300 rappresentanti delle <strong>Società bibliche</strong> di tutto il mondo si sono riuniti a Jakarta (Indonesia) dal 7 all’11 maggio 2026 per una conferenza sul tema «Un’eredità di scopo, un futuro di possibilità» per celebrare gli <strong>80 anni dell’Alleanza biblica universale</strong> (ABU &#8211; in inglese <em>United Bible Societies</em>, UBS). La conferenza si è aperta con i saluti della pastora Henriette Hutabarat-Lebang, presidente della Società biblica indonesiana e co-presidente del Consiglio ecumenico delle chiese, che ha sottolineato come, in un paese che ha una lingua nazionale – il bahasa, una variante <em>standard</em> del malese – e oltre 700 lingue locali, esiste un’unica traduzione ecumenica della Bibbia nella lingua nazionale, approvata e usata da tutte le chiese; eppure la Società biblica continua instancabilmente a tradurre le Sacre Scritture nelle lingue locali (finora solo un centinaio di esse dispongono di una traduzione totale o parziale); la Bibbia, insomma, come segno di quella «unità nella diversità» (e non in una uniformità imposta dall’alto) che caratterizza l’autentica unità cristiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima relazione della conferenza, tenuta da Steve Berneking, direttore del settore dell’Alleanza biblica dedicato a «Uditorio mirato e ministero integrato», ha dato il tono all’intero incontro. Per parafrasare il titolo di un film cileno degli anni ’70, «Non basta più pregare», che raccontava il passaggio di un prete dalla religione tradizionale all’impegno rivoluzionario, oggi per le società bibliche potremmo dire: “Non basta più stampare”. Non è possibile, cioè, limitarci a stampare la Bibbia ma occorre una rivoluzione, un nuovo approccio «multimodale», con un «ministero integrato» che proponga, accanto alla Bibbia di carta, anche &nbsp;altre modalità di trasmissione: prima fra tutte quella <em>digitale</em>, attraverso la creazione «app bibliche» per cellulari e computer, senza dimenticare la modalità originaria, che è quella <em>orale</em>: la Bibbia memorizzata e narrata, letta ad alta voce. Fino alla Bibbia in formato <em>visuale</em>: in video (con parola, immagini e musica) oppure raccontata attraverso la lingua dei segni, o ancora illustrata attraverso diversi approcci artistici. Senza dimenticare l’importanza di podurre «Bibbie da studio», con commenti e introduzioni adatti a specifici gruppi di uditori: giovani, donne, persone con disturbi specifici dell’apprendimento e così via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima giornata della conferenza mondiale delle Società bibliche è stata dedicata al futuro della traduzione biblica. La pastora Brigitte Rabarijaona, del Madagascar, si è chiesta: in un mondo sempre più multilingue, in cui molte persone parlano più di una lingua, c’è davvero bisogno di tradurre la Bibbia in tutte le lingue locali, anche quelle che magari hanno solo poche migliaia di madrelingua? La risposta è senz’altro sì, perché la Parola di Dio deve raggiungere al cuore ogni persona e quindi essere disponibile nella lingua materna di tutte e tutti. «Quando la Bibbia si ascolta nella propria lingua – ha detto Annelisse Palma della Società biblica del Guatemala – cessa di essere il messaggio di un Dio straniero». Parlando dello sviluppo di traduzioni bibliche attraverso il linguaggio dei segni, lo statunitense Marlon Winedt ha affermato che si tratta anzitutto di una questione di giustizia verso la «comunità sorda», ma non solo: a sua volta la comunità sorda ci aiuta a liberarci dal monopolio dell’ascolto, ci ricorda che non siamo persone prive di corpo, ci aiuta a riscoprire l’importanza di visualizzare la Parola di Dio, come testimonia la Bibbia stessa con la domanda divina rivolta ai profeti Geremia e Amos: «Che cosa vedi»? In tal modo la comunità sorda ci aiuta a scoprire nuove forme di comunicazione, a vivere la Bibbia non in bianco e nero ma in una ricchezza multicolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria Negro è andata in onda domenica 17 maggio durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/21/la-bibbia-non-basta-piu-stampare/">La Bibbia: non basta più stampare</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luce da luce, per la luce</title>
		<link>https://riforma.it/2026/01/16/luce-da-luce-per-la-luce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 10:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[culto evangelico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica «Il cammino verso l’unità», andata in onda domenica 11 gennaio Doppio anniversario, quest’anno,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rubrica «Il cammino verso l’unità», andata in onda domenica 11 gennaio</h5>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Doppio anniversario, quest’anno, per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra come ogni anno dal 18 al 25 gennaio. Cento anni fa, nel 1926, il movimento ecumenico «Fede e Costituzione», prima ancora della sua costituzione formale (che sarebbe avvenuta con la Conferenza mondiale di Losanna del 1927) iniziava la pubblicazione regolare dei «Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani». Così facendo si recepiva una proposta avanzata nel 1908 dal pastore episcopaliano statunitense (poi diventato cattolico) Paul Wattson: otto giorni di preghiera per l’unità scelti non a caso, ma tra due date simbolo dell’universalità della fede cristiana: il 18 gennaio, commemorazione della confessione di fede di Pietro, apostolo dei credenti di origine ebraica, e il 25 gennaio, festa della conversione di Paolo, apostolo delle nazioni.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma quest’anno l’anniversario è doppio, perché mentre nei primi quarant’anni i materiali per la Settimana di preghiera sono stati pubblicati solo da «Fede e Costituzione» (quindi da protestanti e ortodossi), proprio a partire dal 1966 – dunque sessant’anni fa – con l’apertura della Chiesa cattolica all’ecumenismo, operata dal Concilio Vaticano II, si decide di preparare congiuntamente il testo ufficiale della Settimana per l’unità tra «Fede e Costituzione» (che nel frattempo era diventata la Commissione teologica del Consiglio ecumenico delle chiese) e il Segretariato vaticano per la promozione dell’unità dei cristiani (oggi Dicastero per la promozione dell’unità).&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per il 2026, il testo biblico della Settimana è tratto dalla lettera di Paolo agli Efesini: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza a cui Dio vi ha chiamati” (Ef. 4,4). La liturgia ecumenica è stata preparata in Armenia da un gruppo ecumenico locale, composto da esponenti della confessione di maggioranza del Paese, la Chiesa apostolica armena (che fa parte del gruppo delle cosiddette chiese ortodosse orientali, che si distinguono dalla maggioranza delle altre chiese ortodosse perché fanno riferimento unicamente ai primi tre Concili ecumenici, quelli di Nicea, Costantinopoli ed Efeso), e da rappresentanti delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Armenia è la stata la prima nazione del mondo a dichiarare il cristianesimo come sua religione ufficiale, grazie all’impegno del vescovo Gregorio, che convertì il re pagano Tiridate nel 301 dopo Cristo: questo vescovo è noto come «San Gregorio Illuminatore» perché portò la luce di Cristo al popolo armeno. E la liturgia proposta per la preghiera ecumenica è proprio incentrata sul tema della luce: «Luca da Luce per la Luce». Si tratta di un adattamento della «Celebrazione all’alba», una delle ore di preghiera quotidiana composte da un altro grande vescovo armeno vissuto nel XII secolo: san Narsete il Grazioso, che fu non solo il Catholicòs (cioè Patriarca) degli Armeni ma anche un grande poeta e innografo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché tanta insistenza sul tema della luce? Nel materiale della Settimana si afferma che san Narsete ha «composto queste preghiere, che non hanno riscontro in nessun’altra chiesa, con un intento specificamente ecumenico»: quello di condurre a Cristo un gruppo pagano di adoratori del Sole. Per questo san Narsete sottolinea la luce di Cristo, per annunciare il Vangelo «non per mezzo dell’intimidazione, ma offrendo in modo creativo e amorevole il meglio che la testimonianza cristiana aveva da offrire»; un approccio che anche oggi «può fungere da modello per tutti noi, che aspiriamo alla comunione cristiana voluta da Dio».&nbsp;</strong></p>



<h6 class="wp-block-heading">La rubrica «Il cammino verso l’unità» è andata in onda domenica 11 gennaio durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito <a href="http://www.raiplayradio.it" target="_blank" rel="noopener" title="">www.raiplayradio.it</a></h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/01/16/luce-da-luce-per-la-luce/">Luce da luce, per la luce</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bene son le persone indottrinate&#8230;</title>
		<link>https://riforma.it/2025/12/18/bene-son-le-persone-indottrinate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 06:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[ordinazione femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più donne alla guida delle chiese protestanti &#160; Oggi vorrei attirare la vostra attenzione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Sempre più donne alla guida delle chiese protestanti</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Oggi vorrei attirare la vostra attenzione su due recenti notizie dal mondo ecumenico a cui, specie nel nostro Paese, non è stato dato il rilievo che meritavano. Si tratta della nomina di due donne al vertice di due importanti “comunioni cristiane” mondiali. La prima nomina, del 3 ottobre scorso, è quella di <strong>Sarah Mullally</strong> a 106° arcivescovo (e prima arcivescova!) di Canterbury, dunque primate della Chiesa d’Inghilterra e leader della Comunione anglicana, che nel mondo raccoglie circa 85 milioni di fedeli. La seconda è quella della pastora <strong>Karen Georgia Thompson</strong> – che dal 2023 è a capo della Chiesa unita di Cristo degli Stati Uniti d’America – a nuova presidente della Comunione mondiale di chiese riformate (Wcrc). L’elezione è avvenuta in Tailandia il 22 ottobre, nell’ambito dell’assemblea della Comunione, che raccoglie circa 100 milioni di cristiani riformati nel mondo. Da notare che la pastora Thompson succede a un’altra donna, la pastora libanese Najla Kassab, che ha dichiarato: «Sono felice che a succedermi sia un’altra donna. L’elezione della pastora Thompson è la dimostrazione del nostro impegno nel promuovere la <i>leadership</i> delle donne nel mondo».<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">In effetti, sono molte le chiese protestanti a essere guidate da una donna. Per fare solo un paio di esempi, la pastora Rita Famos presiede la Chiesa riformata in Svizzera, e dal 2024 anche la Comunione di chiese protestanti in Europa (Cpce), che riunisce un centinaio di chiese; il Consiglio della Chiesa evangelica in Germania è presieduto dalla vescova luterana Kirsten Fehrs, che ha già avuto due predecessore in questo ruolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Anche nelle nostre piccole chiese evangeliche italiane la <i>leadership</i> delle donne non è una novità: la Chiesa valdese ha attualmente una moderatora, e ne ha avuta un’altra; l’Opera per le chiese metodiste ha avuto due presidenti donne, e l’Unione battista una. E se l’accesso delle donne al pastorato risale solo a una sessantina di anni fa, il movimento valdese ha un’antica tradizione di ministero femminile: per i valdesi medioevali, infatti, la predicazione dell’Evangelo era un diritto e un dovere di tutti i credenti, donne comprese. Mi viene in mente un’immagine satirica molto diffusa nel Medioevo, probabilmente riferita proprio alle predicatrici valdesi. Rappresenta una donna su un pulpito, e delle persone che ascoltano, e il commento (traduco letteralmente) è: «Male sono le persone indottrinate, quando da una donna vengono sermonate».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La nostra esperienza è proprio il contrario: <i>bene</i> sono le persone indottrinate, istruite; il ministero e la <i>leadership</i> delle donne è stata ed è una grande benedizione di Dio per le nostre chiese, e ci auguriamo che anche altre confessioni cristiane possano aprirsi e ricevere la stessa benedizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><em>La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca M. Negro è andata in onda domenica 14 dicembre durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche</em></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><em>in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/12/18/bene-son-le-persone-indottrinate/">Bene son le persone indottrinate…</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Parola di Dio vero tesoro della Chiesa</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/31/la-parola-di-dio-vero-tesoro-della-chiesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 07:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[31 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[culto della Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Società Biblica in Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>31 ottobre, Festa della Riforma: la Società biblica in Italia ci ricorda la centralità della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>31 ottobre, Festa della Riforma: la Società biblica in Italia ci ricorda la centralità della Scrittura</h5>
<p> </p>
</div>
<p class="p1"><span class="s1">«Il vero tesoro della Chiesa è il sacrosanto Evangelo della gloria e della grazia di Dio»: così recita la sessantaduesima delle <i>95 tesi</i> di Martin Lutero sulle indulgenze, il testo affisso dal riformatore sulla porta della chiesa del Castello di Wittenberg il 31 ottobre 1517 e che, secondo la tradizione, ha dato avvio alla Riforma protestante. Il principio della Riforma che afferma <i>«</i></span><i>Sola Scriptura»</i> (letteralmente: soltanto mediante la Scrittura) è già tutto qui, in questa tesi 62. Anche quest’anno, in occasione della Domenica della Riforma protestante (che cade il 2 novembre, la domenica più vicina al 31 ottobre), molte chiese evangeliche italiane dedicano la colletta del loro culto al sostegno delle attività della Società biblica in Italia (Sbi).<b> </b>Hanno iniziato, negli anni ’80 dello scorso secolo, le chiese valdesi e metodiste, ma la Sbi auspica che anche molte altre comunità – evangeliche e non solo – decidano di dedicare la colletta di questa domenica al sostegno delle sue attività di diffusione e promozione della Bibbia in Italia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>Insieme per diffondere la Bibbia.</b> Nata nel 1983 come associazione ecumenica (nel suo consiglio di amministrazione sono rappresentati evangelici di varie denominazioni, anche non “federate”, e cattolici), la Società biblica prosegue il lavoro della Società biblica britannica e forestiera (Sbbf), attiva nel nostro Paese dai primi dell’800 fino al 2018. A livello internazionale, la Sbi fa parte dell’Alleanza biblica universale (<i>United Bible Societies</i>), una rete ecumenica di Società bibliche presenti in 240 paesi e territori.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p> </p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>La Bibbia della Riforma.</b> La Sbi è attualmente impegnata in due ambiziosi progetti di traduzione biblica: la <i>Bibbia della Riforma</i> (Bir), una nuova traduzione protestante dalle lingue originali, che succede alla classica versione di Giovanni Diodati (Ginevra 1607 e 1641), alla sua versione <i>Riveduta</i> del 1924, alla traduzione commentata in 12 volumi di Giovanni Luzzi (1930) e alla <i>Nuova Riveduta</i> (1994). Il <i>Nuovo Testamento Bir</i>, a cui hanno partecipato </span>esperti di diverse chiese evangeliche in Italia, è stato pubblicato nel 2017, in occasione del quinto centenario della Riforma protestante (SBI/editrice Claudiana). In tale occasione, i presidenti <i>pro tempore</i> della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e della Federazione delle chiese pentecostali salutavano la realizzazione della nuova traduzione come «un segno di unità intorno alla Scrittura che speriamo profetico per il futuro», e ricordavano che «la Riforma ha sottolineato la centralità della Sacra Scrittura nella fede cristiana». Una seconda edizione rivista del <i>Nuovo Testamento Bir</i> è uscita nel 2020, mentre la traduzione dell’Antico Testamento è in corso di completamento.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>La Traduzione letteraria ecumenica.</b> Il secondo progetto è la <i>Traduzione letteraria ecumenica</i> (Tle), prima traduzione italiana ecumenica condotta con criteri letterari di aderenza al testo originale (diversamente dalla Traduzione interconfessionale in lingua corrente, pubblicata nel 1985, dall’Alleanza biblica universale e dall’editrice Elledici, e curata da cattolici e evangelici). A questa nuova traduzione hanno partecipato traduttori e revisori di 18 denominazioni cristiane: cattolici, evangelici e – per la prima volta – ortodossi. Il <i>Nuovo Testamento Tle</i> è stato presentato nel febbraio 2025 (Sbi/editrice Elledici), mentre la traduzione dell’Antico Testamento è appena stata avviata.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>Le mostre della Bibbia.</b> Altre attività della Sbi da ricordare sono le due “Mostre della Bibbia” («La Parola Scritta» in 24 pannelli e «La Parola Scolpita» in 8 pannelli) che circolano nelle nostre Comunità, accompagnate da una esposizione di Bibbie in diverse lingue; la pubblicazione di un bollettino quadrimestrale per i soci e gli amici della SBI, “La Parola”, specialmente dedicato alle problematiche della traduzione e della diffusione della Bibbia e recentemente interamente rinnovato dal punto di vista grafico-editoriale; la messa a disposizione, per le nostre Chiese, di copie gratuite di varie edizioni bibliche e l’organizzazione di presentazioni, seminari e attività varie per favorire la diffusione delle Sacre Scritture. Sarebbe inoltre auspicabile che molti membri delle nostre Chiese diventassero soci e socie della Sbi – la quota associativa minima è di 20 euro l’anno. Per ulteriori informazioni invitiamo a visitare il nostro sito <a href="http://www.societabiblica.org"><span class="s2">www.societabiblica.org </span></a>, anch’esso di recente interamente rinnovato, e a contattare la segreteria della Sbi, attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, tel. 375 6531932, e-mail <span class="s3">segreteria@societabiblica.org</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p class="p1"><i>Il pastore Luca Maria Negro è segretario generale della Sbi</i></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La Parola incarnata</title>
		<link>https://riforma.it/2025/08/29/la-parola-incarnata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 08:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[incarnazione]]></category>
		<category><![CDATA[Logos]]></category>
		<category><![CDATA[Parola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giovanni 1, 3 &#160; Il Signore degli eserciti,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Giovanni 1, 3</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Signore degli eserciti, Dio d’Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 37, 16</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta </strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giovanni 1, 3</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67551126&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il «lei» a cui si riferisce il nostro versetto è la Parola, nel testo greco il «Logos», sostantivo maschile che molte traduzioni, influenzate dalla Vulgata (la versione latina di san Girolamo) rendono con «il Verbo». Siamo nel prologo del Vangelo di Giovanni, e questo Logos/Verbo/Parola non è altri che la Parola incarnata, cioè Gesù Cristo, Figlio di Dio: «La Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi» (v. 14).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe dire che il ruolo del prologo di Giovanni è simile a quello delle genealogie poste all’inizio dei Vangeli di Matteo e Luca, in particolare quella di Luca (3, 23-38) che fa risalire l’ascendenza di Gesù fino a Dio stesso (mentre Matteo 1, 1-17 parte da Abramo). Con le prime parole del prologo («Nel principio era la Parola», cap. 1, 1), che richiamano evidentemente Genesi 1, 1 («Nel principio Dio creò i cieli e la terra»), «la persona di Gesù Cristo è posta da subito in relazione con il Dio della Bibbia ebraica, con il Creatore, con il fondamento della vita. In tal modo, quando l’autore evoca Gesù rimanda immediatamente alla realtà di Dio» (Jean Zumstein, <em>Il Vangelo secondo Giovanni</em>, Claudiana, Torino 2017, volume 1, p. 75).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interesse dell’evangelista è quello di affermare da subito la divinità di Cristo attraverso il richiamo all’incarnazione della Parola. Noi oggi riflettiamo sul v. 3, ed è importante sottolineare ciò che esso afferma, e cioè che <em>ogni cosa</em> è stata fatta per mezzo della Parola. «Nel prologo – prosegue Zumstein – il volto di Dio per il mondo è compreso nella nozione di Logos. Se è possibile percepire qualcosa di Dio, si tratta della sua dimensione di Parola. Fin dal “principio” Dio è percepito come Logos, vale a dire come discorso, interpellazione, dono di senso (e non come forza, potenza, mistero ecc.)» (<em>op. cit.</em>, p. 77).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Dio della Bibbia – dell’Antico come del Nuovo Testamento – è un Dio di relazione, non un Dio che si compiace del suo splendido isolamento, ma un Dio che comunica con le sue creature, che trasmette la vita attraverso la sua Parola («in lei era la vita», v. 4). Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<title>Al fianco di Cristo, all’ultimo posto </title>
		<link>https://riforma.it/2025/08/28/al-fianco-di-cristo-allultimo-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 08:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[posto]]></category>
		<category><![CDATA[stare al fianco di Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 14, 10 &#160; Sembra la scena di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 14, 10</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Sarai una splendida corona in mano al Signore, un turbante regale nel palmo del tuo Dio</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 62, 3</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gesù disse: «Quando sarai invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, affinché quando verrà colui che ti ha invitato, ti dica: “Amico, vieni più avanti”. Allora ne avrai onore davanti a tutti quelli che saranno a tavola con te»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 14, 10</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67540085&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra la scena di una commedia dei nostri giorni: gli invitati ad un importante evento mondano sgomitano per accaparrarsi i primi posti, salvo poi venire retrocessi agli ultimi. «Notando come gli invitati sceglievano i primi posti» (v. 7) Gesù racconta quella che l’evangelista definisce una «parabola», ma che in realtà è più che altro un discorso esortativo. Ecco, dice Gesù, può accadere che tu ti sia appena installato in uno dei posti d’onore, quando arriva un ospite davvero di riguardo, e il padrone di casa viene e ti chiede di cedergli il posto. Così finisci relegato in ultima fila, «con tua vergogna» (v. 9). Meglio quindi mettersi all’ultimo, non al primo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quando Cristo è venuto nel mondo – commenta François Bovon – non vi era posto per lui (Luca 2,7). È venuto ugualmente, e si è installato tra i poveri. È da lì che ha fatto scaturire la novità; è anche da lì che ha potuto avvenire la sua elevazione. È bene, per gli umani, mettersi al suo fianco, in basso, all’ultimo posto» (François Bovon, <em>L’Évangile selon Saint Luc</em>, Labor et Fides, Ginevra 1996, vol. IIIb, p. 433).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bovon mette in parallelo il concetto di gloria/onore (in greco: <em>doxa</em>) nei Vangeli di Luca e Giovanni: «Così come la gloria del Cristo giovannico (la stessa parola <em>doxa</em> che troviamo al v. 10) si irraggia nell’elevazione infamante su una croce, che è il supplizio più umiliante (Giovanni 17, 5.24), allo stesso modo il credente, alle nozze profane come alle nozze sacre, si installa all’ultimo posto. Così si compirà il cammino dall’umiltà alla gloria, l’ascensione (“vieni più avanti”, letteralmente “più in alto”) proposta a colui che riceve il bel nome di amico (<em>fìle</em>); movimento inverso rispetto a quello che porta dalla millanteria alla confusione» (<em>ibidem</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<title>Non è “tuo figlio”, è “tuo fratello”</title>
		<link>https://riforma.it/2025/08/27/non-e-tuo-figlio-e-tuo-fratello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[figliuol prodigo]]></category>
		<category><![CDATA[fratello]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[parabola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 15, 32 &#160;  A ben guardare la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 15, 32</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Signore riprende colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Proverbi 3, 12</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il padre disse al figlio maggiore: «Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita era perduto ed è stato ritrovato</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 15, 32</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67527385&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"> A ben guardare la parabola del figliol prodigo non è una storia a lieto fine. La sua conclusione è aperta: chissà se la gioia sarà completa, ovvero se il figlio maggiore si lascerà convincere dal padre ed entrerà a far festa, abbracciando il fratello minore che «era perduto»?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia è nota come «parabola del figliol prodigo», ma forse non è un titolo appropriato, perché in realtà il personaggio principale è il padre: per questo la Traduzione interconfessionale in lingua corrente (Tilc) la intitola «La parabola del padre misericordioso». Un padre amorevole che non solo perdona senza condizioni il figlio che ha sperperato la sua eredità «vivendo dissolutamente» (v. 13), ma che con grande pazienza cerca di convincere il fratello maggiore, il bravo ragazzo che ha sempre filato dritto e che – come il profeta Giona di fronte alla facilità con cui Dio fa grazia alla città peccatrice, Ninive (Giona 4, 1ss.) – è profondamente irritato per la misericordia del padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il vero dramma della parabola: l’incapacità del figlio maggiore non solo di accettare la misericordia paterna, ma anche di riconoscere nuovamente un fratello nel figliol prodigo, un fratello che era morto ed è tornato in vita, che era perduto ed è stato ritrovato. Incapacità evidenziata dal dialogo tra padre e figlio maggiore. Questi dice al padre, con tono sprezzante: ecco, torna a casa questo <em>tuo</em> figlio, e tu ammazzi il vitello grasso. Il padre risponde con la stessa costruzione, ma cambiando il sostantivo. «Questo <em>tuo</em> figlio», dice il primogenito; «questo <em>tuo</em> fratello», ribatte il padre. È un dialogo che ricorda certi litigi familiari, quando i genitori discutono a causa dei figli e uno dice all’altro: <em>tuo</em> figlio ha fatto questo, e l’altro genitore ribatte: guarda che quello che chiami <em>mio</em> figlio è anche <em>tuo</em> figlio. Qualcosa di simile accade anche nella parabola. Quello che tu chiami «questo tuo figlio» è in realtà «tuo fratello». Vuoi rendertene conto? Vogliamo tutti rendercene conto? Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine: Lucio Massari, <em>Il ritorno del figliuol prodigo</em> (1614)</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/08/27/non-e-tuo-figlio-e-tuo-fratello/">Non è “tuo figlio”, è “tuo fratello”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il Dio che si fa ombra per noi</title>
		<link>https://riforma.it/2025/08/26/il-dio-che-si-fa-ombra-per-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 07:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[ombra]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 121, 5-6 &#160; Il Salmo 121 è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Salmo 121, 5-6</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra. Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 121, 5-6</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Grazia a voi e pace da dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Filemone 3</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67515440&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il Salmo 121 è il secondo di una serie di quindici Salmi (dal 120 al 134) detti «canti dei pellegrinaggi» ovvero «delle ascensioni» (si intende l’ascensione al Monte Sion, insomma il pellegrinaggio a Gerusalemme). È centrato sul tema dell’aiuto di Dio, protettore instancabile (anzi: insonne, cfr. v. 4: «Colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà»). Il concetto di Dio come protettore viene ripetuto cinque volte in questa breve composizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei nostri versetti la protezione di Dio viene descritta con la metafora dell’ombra che protegge il credente dai colpi di sole e… di luna. Mentre è facile comprendere il significato della protezione dal sole cocente del Medio Oriente, l’idea che i raggi lunari possano colpirci per noi è strana: ma nell’antichità «anche i raggi della luna erano considerati pericolosi: a Babilonia si attribuivano ad essi le febbri intermittenti, tra gli arabi la cecità… Gli antichi ismaeliti appendevano ai colli dei loro cammelli amuleti a forma di disco solare o di mezzaluna come profilattici contro le radiazioni solari e lunari (cfr. Giudici 8, 21)… I raggi del sole e della luna sono emblemi di tutti i mali dell’esistenza da cui Dio ci libera come un padre premuroso» (Gianfranco Ravasi, <em>Il libro dei Salmi</em>, Edizioni Dehoniane Bologna 1984, vol. 3, p. 530).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi colpisce particolarmente l’uso del termine «ombra» (ebraico: <em>tsel</em>), che compare dieci volte nel Salterio, di solito come parte dell’espressione «all’ombra delle tue ali» (Salmi 17,8; 36,7; 57,1; 61,4; 63,7). Nel nostro Salmo, però, troviamo qualcosa di più della ricerca di un rifugio all’ombra delle «ali materne» di Dio: troviamo l’affermazione che il Signore stesso è la nostra ombra, cioè qualcosa/qualcuno che, pur essendo al di fuori di noi, non si stacca mai da noi, non ci abbandona in nessuna circostanza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martin Lutero sintetizzava così il messaggio del Dio che si fa ombra per noi: «La sfortuna e la tribolazione saranno sempre presenti, ciononostante tu devi credere che io sono il tuo protettore e la tua ombra; sono più forte della calura, dell’abbandono e della furia del demonio. Abbi solo fiducia in me, così proteggerò te, come anche ciò che tu fai» (<em>Lezioni sui Salmi dei pellegrinaggi</em>, 1532-33).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/08/26/il-dio-che-si-fa-ombra-per-noi/">Il Dio che si fa ombra per noi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nella preghiera è Cristo che parla</title>
		<link>https://riforma.it/2025/08/25/nella-preghiera-e-cristo-che-parla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 07:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cristo]]></category>
		<category><![CDATA[domandare]]></category>
		<category><![CDATA[esaudimento]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=75084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giacomo 4, 3 &#160; &#160; &#160; Il mancato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Giacomo 4, 3</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se darai ascolto alla voce del Signore tuo Dio: sarai benedetto nella città e sarai benedetto nella campagna</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Deuteronomio 28, 2-3</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Domandate e non ricevete, perché domandate male, per spendere nei vostri piaceri</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giacomo 4, 3</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67502729&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mancato esaudimento della preghiera è una delle esperienze spirituali più difficili, che spesso porta all’abbandono della pratica della preghiera, se non addirittura alla perdita della fede. Eppure si tratta di un problema antico: già l’apostolo Paolo riconosceva che «non sappiamo pregare come si conviene» (Romani 8, 26).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’apostolo Giacomo il motivo per cui la nostra preghiera non viene esaudita è che domandiamo male, «per spendere nei vostri piaceri» (oppure «per soddisfare le vostre passioni», secondo la nuova Traduzione letteraria ecumenica della Società biblica in Italia, TLE). Il termine tradotto con piacere o passioni è nel testo greco <em>edoné</em> (da cui il termine italiano <em>edonismo</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio di intendere questa spiegazione in senso moralistico è alto, come osserva Daniel Attinger (pastore riformato e monaco di Bose) nel suo commento esegetico-spirituale alla Lettera di Giacomo (ed. Qiqajon, Bose 1985): «È capitato spesso che si isolasse questo versetto dal suo contesto per farne un vero strumento di terrorismo spirituale. “Chiedete qualcosa che non ottenete? Perché mai? Perché avete pregato male”. E con ciò si accusano gli oranti di tutti i mali che succedono… Tale critica è troppo facile e troppo comoda!» (p. 49).</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Allora, che cos’è il «chiedere male»? «È dimenticare che la preghiera non è fondamentalmente una mia attività… Vera preghiera è quella che Cristo rivolge al Padre, vera preghiera, quella che viene esaudita, non è quella che nasce dall’uomo vecchio e dai suoi desideri, ma quella che Cristo rivolge a Dio abitando in noi, preghiera che implica che si faccia tacere la propria voce per lasciar parlare in sé Colui che è la Parola di Dio» (<em>ibidem</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo è la stessa cosa che intendeva Paolo nel versetto citato all’inizio: poiché «non sappiamo neppure che cosa dobbiamo chiedere come si deve, ma lo stesso Spirito intercede con gemiti inesprimibili» (traduzione TLE). Amen.</p>



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