Vedere e udire

Un giorno una parola – commento a Matteo 13, 16

Samuele disse a Saul: «Ma tu fermati, e ti farò udire la parola di Dio»
I Samuele 9, 27

Beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! 
Matteo 13, 16

Le membra del corpo sono importanti per rendere viva la fede, e infatti sono citate abbastanza spesso nelle Scritture. È attraverso le nostre mani e i nostri piedi che si rende concreto il messaggio evangelico. Poi c’è il cuore, l’essenza della nostra esistenza. Si può dire che pensiamo con il nostro cuore, ma quante volte le ragioni del cuore contrastano con ciò che noi elaboriamo con il nostro cervello?

Fra mani e piedi da una parte e il cuore dall’altra, ci sono poi gli occhi e le orecchie. Ciò che osserviamo entra a far parte della nostra esistenza attraverso loro. Ma attenzione. Vedere e udire non significa registrare semplicemente ciò che vediamo e udiamo intorno a noi. Nel vedere e udiamo, talvolta infatti prendiamo le distanze da ciò che osserviamo. In questo la nostra società è diventata molto brava, e l’indifferenza ha così trovato un terreno fertile.   

Dio quando vede e quando sente (Esodo 3) passa all’azione. Dio ha seminato ovunque, poi c’è l’attesa: noi la viviamo, e se vediamo e udiamo con attenzione, ci accorgiamo che i semi crescono. Vedere e udire sono il contrario dell’indifferenza. Se facciamo entrare nei nostri cuori ciò che vediamo e udiamo, poi i frutti cresceranno. Vedere e udire le grida di chi si trova in difficoltà, significa lasciare entrarle nel nostro cuore affinché ci mettiamo in movimento, affinché ci prendiamo cura del campo che si trova davanti a noi.

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