La speranza che coinvolge anche i giovani

Ritmo intenso per i lavori della sessione Sae alla Domus Pacis di Assisi

Proseguono a ritmo intenso i lavori della 58sessione estiva del Segretariato attività ecumeniche (Sae), avviatisi a Assisi lunedì 25 luglio, sotto il titolo «In tempi oscuri, osare la speranza».

Nella giornata di lunedì si sono svolte le relazioni da parte della pastora battista Lidia Maggi e del padre domenicano Claudio Monge, responsabile del Centro domenicano per il dialogo interreligioso e culturale di Istanbul. Al centro il tema dell’annuncio di Dio in rapporto alla vita con Dio in questo tempo di crisi globale. La pastora ha offerto come chiave di lettura la storia della vocazione di Mosè. Chiamata che avviene in terra di esilio, «una terra arida, tenebrosa, un giardino trasformato in deserto che è terra sacra. Da qui dobbiamo partire, da questa postura che non dà spazio al lamento ma si mette in ascolto di una parola di Dio che ci raggiunge proprio là dove pensavamo fosse stata resa muta». E in questo, «la forza della chiamata di Dio sta nel rendere partecipe Mosè del suo progetto di liberazione del popolo dalla condizione di schiavitù. Dio non chiede a Mosè di annunciare Dio o una religione ma una liberazione». D’altra parte, Claudio Monge ha focalizzato la tensione tra i due poli del Dio vissuto e del Dio annunciato. Non può esistere un Dio annunciato che non sia vissuto. «L’apice della Rivelazione non è una legge, un insieme di precetti ma una persona. E dunque, per me dire Dio è un entrare in relazione con Lui; ciò significa anche che non esiste la possibilità di annunciare Dio, senza almeno provare a vivere di Lui».

La giornata successiva, martedì 26, è stata aperta dal dibattito sul tema: «Fede: tesoro per i giovani», discusso da David Morselli, di Roma, dottorando in Matematica, socio fondatore e primo vicepresidente dell’Amicizia ebraico-cristiana giovani; Emanuele De Bettini, studioso di Scienze storiche a Torino, attivo nella Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei); Emanuela Gitto, laureata in Scienze internazionali e diplomatiche, vicepresidente dei giovani di Azione Cattolica, che erano in dialogo con Donatella Saroglia del Comitato esecutivo del Sae. Da quello che si è proposto di essere non solo un momento ecumenico ma anche interreligioso era assente per motivi di forza maggiore Nadia Bouzekri, vicepresidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), che ha però condiviso la preparazione dell’evento. Alla luce di storia personale, esperienze religiose e impegno nelle associazioni di appartenenza, i protagonisti, in un dialogo vivace e sincero che ha coinvolto la platea, hanno mostrato consonanze e tratti comuni intorno alla realtà della fede: l’importanza della preghiera e della cura della vita spirituale, la formazione e lo slancio che offre la vita associativa allo sviluppo del cammino personale, l’esigenza di confronto e condivisione tra generazioni, l’accoglienza dell’altro e dell’altra come spazio sacro che ci fa conoscere nuove prospettive, la vitalità del dialogo interreligioso.

««Le relazioni con il prossimo – ha detto Emanuele De Bettini – sono anche relazione con Dio. Aver partecipato a un coro ebraico a Torino è stata per me un’occasione di contatto con un mondo di significati religiosi legati alla fede nuovi. Cantare in questo senso per me ha significato riscoprire un tesoro». 

Attraverso i social la sessione suscita partecipazione anche da lontano, e da ogni parte d’Italia ci sono stati nuovi arrivi: una trentina tra donne e uomini di età, professioni e confessioni diverse che nella serata di accoglienza loro dedicata hanno espresso le motivazioni della loro partecipazione alla settimana. Le loro attese ed esperienze sono confluite insieme a quelli degli affezionati alla sessione anche nei “laboratori ecumenici” avviati martedì 26. Laboratori che, come ha spiegato Donatella Saroglia (Comitato esecutivo Sae), «sono in un rapporto sinergico con le plenarie: entrambe le formule, che declinano in varie forme il tema del 2022 – “In tempi oscuri osare la speranza” –, operano per portare frutti comuni». Quattro laboratori hanno un taglio teologico, tre un taglio pastorale; due, giocati sul cinema e sulla narrazione, hanno un taglio sperimentale.

Ci sono poi il laboratorio per ragazze e ragazzi sul tema della speranza, che alterna lavori in aula e uscite sul territorio, e il laboratorio trasversale sulla liturgia, coordinato dal pastore valdese Michel Charbonnier che cura le preghiere del mattino, le celebrazioni ecumeniche e porta il proprio contributo nelle liturgie confessionali nelle quali si raccolgono delle collette che sono destinate a progetti sociali di organismi ecclesiali e laici. Anche il momento a cui tutti e tutti sono invitati, quello delle prove dei canti, alle 14.15 di ogni pomeriggio, è un momento gradito che molti preferiscono alla pennichella. 

 

Foto di Laura Caffagnini

Interesse geografico: