Perché annunciare il Vangelo?

Un giorno una parola – commento a Apocalisse 14, 6-7

Lodate il Signore, invocate il suo nome, fate conoscere le sue opere tra i popoli, proclamate che il suo nome è eccelso!
Isaia 12, 4

Giovanni scrive: «Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunciarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Egli diceva con voce forte: “Temete Dio e dategli gloria”»
Apocalisse 14, 6-7

Annunciare il Vangelo a tutti: a chi lo conosce ma lo prende sottogamba; a chi non lo conosce e non ha avuto mai la possibilità di conoscerlo o lo conosce in un modo distorto; a chi non lo conosce e non ne vuole sapere.

Perché annunciare il vangelo?

Perché tale annunzio è la manifestazione di quella grazia che ci ha raggiunti riempiendo le nostre vite di una gioia tale che ci dovrebbe spingere a gridare ai quattro venti le cose grandi che il Signore ha fatto per noi (cfr. Salmo 126, 3).

Bene diceva l’apostolo Paolo “Guai a me se non evangelizzo!” (I Corinzi 9, 16c).

Queste parole erano pronunciate a giusta ragione: nell’evangelizzare coniughiamo nelle nostre vite il comandamento dell’amore. Ricordiamo cosa suggerisce Matteo (cap. 22, 37-38): “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e ama il tuo prossimo come te stesso".

Evangelizzare è uno dei modi per adempiere al grande comandamento dell’amore. Annunciando il vangelo, da un lato, onoriamo e dimostriamo timore verso il Padre (timore inteso come rispetto, non come paura). Dall’altro dimostriamo amore per i nostri simili rivelando loro il piano di salvezza del Padre, «il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità» (I Timoteo 2, 4).

Dunque, con sollecitudine e volenterosamente, applichiamoci a testimoniare l’Amore di Dio in questi giorni difficili. Saranno pure tempi sfavorevoli, ma la Scrittura ci sprona: “predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole… esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza (I Timoteo 2, 4).

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