17 Febbraio a scuola? La Regione fa marcia indietro

Dopo le vibranti proteste (non solo del mondo valdese) le scuole potranno scegliere di rimanere chiuse 

«Un ritorno al 1847», uno delle tante reazioni scaturite nella giornata di ieri a seguito della notizia che la giunta regionale piemontese non avrebbe concesso agli Istituti delle valli valdesi di chiudere per la festività del 17 Febbraio.

Le proteste, anche del mondo politico hanno sortito l’effetto sperato e la Regione ha fatto marcia indietro. «Il calendario scolastico è un riferimento per tutti, finalizzato a garantire uniformità e continuità delle attività in classe, anche e soprattutto nell’interesse delle famiglie – ha dichiarato l’assessore all’istruzione della Regione Piemonte Elena Chiorino – ciò non preclude la piena autonomia delle scuole che hanno la facoltà di stabilire adattamenti al calendario, in relazione a esigenze derivanti dall’ampliamento del piano dell’offerta formativa e a specifiche esigenze ambientali.

Le scuole, quindi, possono definire delle progettualità legate a tradizioni locali o eventi strettamente collegati al proprio territorio adattandone così l’attività scolastica».

Un comunicato che non accontenta tutti (come si può ascoltare nel podcast qui sotto) e che sembra abbia paura a toccare il tasto “religione a scuola”. 

Ascolta "Calendario scolastico Piemonte: polemiche sul 17 febbraio" su Spreaker.

 

Foto di Pietro Romeo

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