Rete cristiana europea per l’ambiente: sfide e rischi, tra fede ed ecologia

Si è chiusa la 14^ Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente  dal titolo “Le sfide che stiamo vivendo”

 

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto completo della Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) che ha partecipato alla 14^ Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN). L’Assemblea, dal titolo “Le sfide che stiamo vivendo”, si è svolta dal 13 al 15 giugno. Fra i temi-chiave che sono emersi, il rischio di ecocidio e teocidio; l’esigenza di una trasformazione a tutti i livelli, spirituale e pratico; il desiderio di speranza e riconciliazione; la giustizia climatica.

Qui di seguito, il report Glam.


 Il contesto

 La European Christian Environmental Network (ECEN) è una rete che lavora a stretto contatto con la Conferenza delle chiese europee (KEK) e in collaborazione con il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), nonché con il Consiglio delle Conferenze episcopali romano-cattoliche in Europa (CCEE). L’ECEN organizza di solito un’Assemblea internazionale ogni due anni. Le Assemblee dell’ECEN offrono un’ampia piattaforma ecumenica per la cooperazione e la condivisione tra i rappresentanti delle chiese anglicane, ortodosse, protestanti e romano-cattoliche.

L’ultima Assemblea si è svolta nel giugno 2021 in formato online e la precedente si era tenuta nel 2018 a Katowice, poco prima della COP24 in cui per la prima volta Greta Thunberg ha preso parola in una sede ONU.

Tra i fattori di contesto vi sono i diversi modi con cui la specie umana continua a colpire gli equilibri vitali del pianeta (tra cui il proliferare delle guerre e la loro crescente violenza sugli eco sistemi) e gli effetti in termini di inquinamento e cambiamento climatico.

Sia le temperature che il ciclo dell’acqua sono compromessi (e con esso l’idroelettrico) così come la biodiversità terrestre e marina.

Rispetto agli impegni che l’ONU cerca di strappare ai Governi in sede di Conferenze delle parti per i cambiamenti climatici, la stessa Europa che si vuole ambiziosa (Green Deal europeo e l’impegno a raggiungere la neutralità climatica fino al 2050) considera ancora le rinnovabili come una diversificazione e non una linea di indirizzo prioritario, mantenendo una dipendenza energetica che dal fossile rischia di spostarsi sulle terre rare.

La valutazione dei risultati raggiunti dagli sforzi dei Governi a livello globale per ridurre le emissioni di CO2 a 6 anni dalla firma dello storico accordo di Parigi (COP21 2015, entrato in vigore nel 2016) e i nuovi dati scientifici nella valutazione dei progressi del cambiamento climatico, presentati nell’ambito del 6^ Rapporto di valutazione dell’IPCC, sono motivi di crescente preoccupazione.

In questa situazione, la creazione di reti e lo scambio di esperienze stanno diventando più importanti che mai.

L’Assemblea

 Gli obiettivi dell’Assemblea ECEN esposti nell’invito erano:

  • Offrire uno spazio per la condivisione e lo scambio di azioni ambientali nelle chiese in Europa e nel mondo, e intensificare il lavoro delle chiese in Europa e la cooperazione con i partner, con particolare attenzione alle preoccupazioni dei/delle giovani.
  • Sottolineare la dimensione etica, spirituale e teologica dell’impegno ambientale delle chiese.
  • Evidenziare lo sforzo delle Chiese per un’azione coordinata globale sul cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile e sostenere il tema dello sviluppo sostenibile e della giustizia ecologica nell’Assemblea del CEC 2022 prevista a settembre a Karlsruhe, in Germania.
  • Fornire alle Chiese una guida e un sostegno nel loro lavoro ambientale e sviluppare la loro capacità di fare rete, cooperare e agire insieme.

Gli interventi

Nella sessione teologica introduttiva, l’arcivescovo luterano svedese Karl Gustav Hammar (1943) ha espresso l’urgenza del cambiamento e dell’annuncio della speranza a partire da Romani 12 e Filippesi 2. Bisogna vivere nella tensione prodotta dallo stare nel mondo in maniera critica, non perché meno esposti al peccato, ma per fede, cercando di fare la volontà di Dio, di esprimere segni del regno. Bisogna lasciarsi guidare dall’umiltà, fatta di giustizia e semplicità, per cambiare l’esterno.

La teologia deve essere trasformativa, kenotica (dal greco kenosis, svuotamento), ecologica.

Guidati dalla fede, la teologia e l’esperienza ci dicono che occorre un nuovo sistema economico, per superare il consumismo, la legittimazione del possesso che poggia sull’ego, la proprietà e la violenza.

Ruth Valerio (dallo Zambia, per Tearfund – agenzia internazionale di assistenza e sviluppo cristiana con sede nel Regno Unito) ha sottolineato che la trasformazione richiede cooperazione. Inoltre, ha parlato del ruolo della impazienza nella vita cristiana. È tempo di sfide da affrontare con la preghiera, l’azione, la testimonianza della speranza.

Sfide che non vengono affrontate con gli stessi strumenti nei diversi contesti. E questo, secondo Valerio, produce ingiustizia climatica.

Nel dibattito è stato ricordato il tema dell’ecocidio che sta distruggendo la resilienza della creazione (David Colemann, Scozia). Si parla anche di “teocidio”, considerato che lo spirito del mondo viene da Dio, è il suo respiro; l’estinzione è stata definita una blasfemia.

L’occasione per proseguire la riflessione sui fondamenti della nostra fede, più che la sessione con membri del Parlamento europeo e con il direttore di A Rocha (1983, rete internazionale di organizzazioni ambientaliste di matrice culturale cristiana), è stata nel corso del panel dedicato alla 11^ Assemblea del Consiglio ecumenico (Karlsruhe, 31 agosto – 8 settembre). Durante questa sessione, infatti, sono emersi i temi, in particolare, dell’interpretazione antropocentrica delle Scritture, del confine tra umano e non umano, dell’uso di stewardship invece di partnership e delle sue conseguenze.

Su Karlsruhe, l’Assemblea del Consiglio ecumenico si è data una indicazione cristologica (l’amore di Cristo muove il mondo verso la riconciliazione e l’unità). Si presume che l’attenzione per l’amore, la compassione, la riconciliazione, la guarigione e l’unità, nel contesto di una emergenza sanitaria globale e di una guerra mossa su più territori, segnerà i suoi documenti nella storia del Consiglio ecumenico.

Particolare attenzione è stata data al coinvolgimento dei giovani e alle loro specifiche preoccupazioni legate alla cura per un futuro sostenibile. Una stretta collaborazione con il Consiglio ecumenico della Gioventù d’Europa e con la Federazione mondiale degli studenti cristiani / Movimento cristiano studenti – Europa, è stata una parte essenziale del processo.

Nel corso dell’Assemblea, inoltre, sono stati presentati i materiali per il Tempo del creato e le iniziative del movimento svedese www.walkforfuture.se, nato per organizzare i 103 giorni di pellegrinaggio verso la COP26.

Infine, è emersa la preoccupazione per il futuro dell’ECEN, in particolare in merito alla decisione della KEK di cambiare le proprie relazioni organizzative e finanziarie, e di cooperare in modi differenti con le reti che gravitano su di essa (ECEN, rete Church Action on Labor and Life (CALL) e Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME).

Le relazioni alla Assemblea saranno disponibili sul sito www.ecen.org


Per approfondire

Di seguito alcuni link condivisi nella chat della Assemblea

https://www.eci.ox.ac.uk/

https://brightnow.org.uk/

https://transitionpathwayinitiative.org/

https://www.spiegel.de/wissenschaft/abstimmung-im-eu-parlament-vorschlag-zur-taxonomie-faellt-ueberraschend-durch-a-681ff121-6322-43eb-9379-34461966ffe2

https://casa-comun-2022.de/

https://borrowedtime.earth/programmes-of-mutual-support/deep-waters-programme/

https://www.climatestewards.org/

https://joyinenough.org/

https://www.riverdartwildchurch.com/

http://walkforfuture.se/

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