Crisi siccità in Africa. Il 25, un Briefing globale su cibo, energia e finanza

Nelle regioni colpite dalla siccità in Africa orientale, milioni di persone sono senza cibo, acqua e pascoli per i loro animali. Chiese, ong e governi al lavoro per una risposta immediata

Fredrick Nzwili, giornalista freelance con sede a Nairobi, in Kenya, firma per il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) un approfondimento sulla crisi siccità in Africa. “I bambini piccoli sono i più colpiti dalla siccità. Molti di loro affrontano una grave malnutrizione. Un gran numero ha anche abbandonato la scuola, a causa della carenza di cibo” si legge nell’articolo.

L’insicurezza alimentare ha compromesso la salute, il benessere e la protezione dei bambini in queste regioni, spiega il giornalista, che ha raccolto alcune testimonianze di esponenti religiosi impegnati in preghiera e in azioni di supporto alla popolazione.  Nelle regioni colpite dalla siccità in Africa orientale, milioni di persone sono senza cibo, acqua e pascoli per i loro animali. Migliaia di capi di bestiame sono morte, con conseguenze pesanti sul reddito e sulla sopravvivenza di intere famiglie. La perdita di reddito impedisce inoltre il pagamento delle tasse scolastiche.

Alla fine di aprile, scrive ancora Nzwili, “il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha avvertito che nel solo periodo compreso tra febbraio e aprile, nel Corno d’Africa, il numero di bambini che affrontano gravi conseguenze per la siccità (come fame, malnutrizione e sete) è aumentato da 7,25 milioni ad almeno 10 milioni. In Kenya, Etiopia e Somalia, oltre 1,7 milioni di loro necessitano di cure urgenti per grave malnutrizione”. Sono più di 600.000, inoltre, i bambini che hanno abbandonato gli studi. Alcune scuole hanno chiuso per mancanza di acqua. C’è anche un aumento di matrimoni precoci, poiché le famiglie danno in spose le loro figlie per raccogliere più risorse.

“La siccità, la peggiore degli ultimi 40 anni, è stata attribuita al cambiamento climatico” scrive il giornalista. Le zone più colpite sono il nord/nord-est del Kenya, il sud-est dell’Etiopia e la Somalia. Zone dove, peraltro, continuano scontri etnici e conflitti. I leader religiosi locali sostengono inoltre che la guerra in Ucraina stia esacerbando la situazione, a causa dell’aumento dei prezzi e dell’interruzione degli approvvigionamenti.

Foto Albin Hillert/CEC


Il prossimo 25 maggio, ci sarà so zoom un briefing sulla crisi alimentare globale e per una risposta urgente da parte di gruppi religiosi, società civile e governi. Fra i partecipanti, oltre a esperti delle Nazioni Unite, anche referenti dello stesso Consiglio ecumenico, ACT Alliance e i consigli regionali e nazionali delle chiese. Insieme a loro, organismi che si occupano di agricoltura, cibo e assistenza umanitaria. Si parlerà della guerra in Ucraina e del suo impatto nei paesi in via di sviluppo. E ancora: dei prezzi di cibo, energia e fertilizzanti, aumentati rapidamente dato il ruolo di primo piano di Russia e Ucraina in questi mercati. “Rischi di instabilità e disordini in tutto il mondo sono in aumento – scrive il CEC -.  811 milioni di persone vanno a letto affamate ogni notte. Il numero di coloro che affrontano un’insicurezza alimentare acuta è più che raddoppiato, da 135 milioni a 276 milioni, dal 2019. E 44 milioni di persone in 38 paesi sono sull’orlo della carestia”.

Per partecipare, registrarsi QUI.

A questo proposito, le Nazioni Unite hanno formato un gruppo di risposta alla crisi globale su cibo, energia e finanza, a cui il CEC è stato invitato per offrire il suo contributo.

Per approfondire:

Messaggi delle chiese per le comunità che soffrono la siccità nel Corno d’Africa.

 

Foto Paul Jeffrey/CEC. Bambini pregano e cantano durante una veglia notturna per la pace a Nakubuse, in Sud Sudan.

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