Testimoniare Gesù

Un giorno una parola – commento a Luca 10, 16

Il Signore era con Samuele e non lasciò andare a vuoto nessuna delle sue parole
I Samuele 3, 19

Gesù dice: Chi ascolta voi ascolta me
Luca 10, 16

Al termine del racconto della missione dei 70 (o 72!) troviamo il discorso di Gesù sulle città di Corazin, Betsàida e Capernaum. Si tratta del risultato della predicazione degli inviati perché quelle città non hanno saputo ascoltare e ricevere l’annuncio dei testimoni. Perciò il cuore del nostro testo è il rapporto tra annuncio e ascolto. 

Nell’elencare le cose che Gesù ha fatto vi sono le grandi opere potenti, l’insegnamento con le parabole, i discorsi di conflitto con farisei, scribi e sadducei, e l’invio dei discepoli per preparare l’opera di Gesù quale annuncio del Regno. Il risultato di tutto questo insieme di attività è racchiuso nella parola “ascolto”. Il popolo dei credenti deve essere disposto a ricevere e ascoltare la grande parola del Signore, parola di vita vera.

Il fatto importante è che l’ascolto è legato all’opera non solo di Gesù, ma anche dei discepoli, degli inviati. Essi parlano non portando conoscenze, esperienze e storie della propria storia di fede: nel loro parlare è lo stesso Gesù che parla! È una responsabilità messa nel cuore e nelle parole dei credenti che non sono inviati a fare conferenze, ma a testimoniare Gesù.

Parlando della predicazione qualcuno ha scritto che il popolo deve ricevere dai credenti non un messaggio frutto di sapienza, ma la stessa parola creatrice di Dio. Chi ascolta deve ascoltare Gesù stesso!

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