Milano: un incontro su eutanasia e suicidio assistito

Marco Cappato e Luca Savarino ospiti della libreria Claudiana di via Sforza venerdì 25 marzo in un atteso appuntamento organizzato dal Centro culturale protestante meneghino

A causa della situazione sanitaria, si era dovuto rinviare l’incontro previsto a fine gennaio, ora riprogrammato per venerdì 25 marzo, alle 18 nella sala attigua alla Libreria Claudiana (v. F. Sforza 12/a) e in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Centro culturale protestante di Milano. La partecipazione in presenza (nel rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie) è possibile su prenotazione scrivendo a info@centroculturaleprotestante.info.

L’incontro, che vedrà gli interventi di Marco Cappato, associazione Luca Coscioni, e Luca Savarino, professore di Bioetica all’Università del Piemonte Orientale, con introduzione e moderazione di Monica Fabbri, biologa, prende le mosse dal libro Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante sul fine vita, pubblicato da Claudiana e curato da Luca Savarino. Nel libro vengono presentati quattro documenti di ambito protestante e anglicano che, nel corso degli ultimi 50 anni, hanno messo in discussione l’idea che, da un punto di vista cristiano, eutanasia e suicidio medicalmente assistito siano sempre e comunque atti illegittimi.

Spiegano gli organizzatori: «I temi etici legati al fine vita continuano a essere presenti nel dibattito pubblico e a suscitare aspre controversie giuridiche e politiche. Non più confinati nell’ambito dell’etica medica, il rifiuto di trattamenti medici, l’eutanasia e il suicidio assistito stanno diventando sempre più questioni antropologiche fondamentali, che riguardano il modo in cui i cittadini delle società occidentali desiderano vivere la parte terminale della propria esistenza e affrontare la propria morte. La recente bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sull’eutanasia e la difficoltà del parlamento a legiferare completano il quadro di una situazione complessa». 

Nel caso del fine vita, proseguono, «occorre trovare soluzioni ragionevoli che siano in grado di conciliare, all’interno di una società pluralistica, la tutela della libertà individuale, il valore della vita umana, in particolar modo di quella fragile e sofferente, e l’equità sociale nell’allocazione delle risorse sanitarie. Nella pratica, sul piano medico e soprattutto su quello legislativo, è necessario prendere decisioni il più possibile condivise, che stabiliscano criteri e norme d’azione certe e comprensibili. Perché questo sia possibile, è necessaria una riflessione individuale e collettiva su valori e principi, che si basi su una corretta e approfondita informazione».

 

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