“Corridoi ecologici” per insetti impollinatori

Le chiese evangeliche in Italia diventano nodi della rete di “sentieri ecumenici di piante” per api e farfalle. Sono coinvolte comunità luterane, battiste, avventiste e metodiste di diverse città italiane

“Sentieri ecumenici per impollinatori” è il nome del progetto con cui alcune chiese evangeliche in Italia (Napoli luterana, Centocelle battista, Civitavecchia battista, Bologna avventista, Milano metodista) hanno partecipato al bando “Roman Juriga” della Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen)*.

L’idea nasce in seno alla Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).

A partire dalle chiese di Napoli, Roma, Civitavecchia, Bologna e Milano, la Glam intende sviluppare questa attività invitando le altre chiese evangeliche a coinvolgere ulteriori soggetti sul proprio territorio.

Come ben illustra Maria Elena Lacquaniti nel video di presentazione, i “corridoi ecologici” devono poter attraversare non solo le campagne colpite dall’agricoltura intensiva, ma anche le concentrazioni urbane. Così gli insetti possono passare da giardini privati e pubblici, o da balconi e terrazze, alla ricerca di fiori e piante, sia in piena terra che in vaso.

La Glam e le chiese che hanno aderito al progetto hanno deciso di farsi parte attiva con azioni concrete. L’anello della trasmissione della vita – l’attività degli impollinatori – è in sofferenza, come denunciato da anni. Pesticidi, distruzione di habitat, cambiamento climatico, specie esotiche invasive… comportano che il 40% degli insetti impollinatori siano a rischio estinzione.

Quasi il 75% delle produzioni agricole e il 90% delle piante selvatiche da fiore hanno bisogno di impollinatori. Api, vespe, farfalle, coccinelle, sirfidi, mosche, maggiolini e altri coleotteri trasferiscono infatti il polline da un fiore all’altro e consentono così il completamento della riproduzione sessuale di alberi e piante. A loro volta, queste piante sono fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, per la conservazione degli habitat, per la fornitura di alimenti e per altri servizi ecosistemici. Inoltre, gli impollinatori sono sempre più importanti per la resilienza degli ecosistemi ai disturbi di varia natura e per l’adattamento dei sistemi di produzione alimentare umana ai cambiamenti globali.

A partire dai prossimi mesi la Glam intende fornire dei materiali per aiutare gli insetti impollinatori con piccoli semplici gesti. Sarà possibile imparare che tipo di insetto impollinatore preferisce quale tipo di pianta fiorita, dove trovare e acquistare piante e semi idonei, come sceglierli in base al clima, che tipo di trattamento è necessario.

Questi materiali divulgativi e informativi saranno disponibili sulla pagina Facebook della Glam.

«In questo modo – dichiara la coordinatrice Glam Antonella Visintin – vorremmo inserirci in un percorso già avviato da organizzazioni naturaliste, anche in Italia, di salvaguardia dell’azione vitale degli impollinatori. La proposta si considera una delle possibili azioni per una eco-comunità per contribuire alla transizione verso la sostenibilità ed è insieme una attività educativa oltre che di rilievo ecologico».

Per ulteriori informazioni e comunicazioni, scrivere a glamcommissione@gmail.com

*Il Premio è stato istituito in memoria di Roman Juriga, componente dell’ECEN mancato nel 2015.


La Commissione  Glam è al servizio di comunità e singoli/e che intendano affrontare questi temi in una prospettiva di fede. Il lavoro cerca di formare una rete sia dentro che fuori dalle chiese, a livello nazionale e internazionale. Uno dei fiori all’occhiello della Glam è il lavoro di costruzione della rete di eco comunità.

Esistono “eco-comunità avviate”, “in cammino” e “diplomate”, sulla base dell’adesione a una certa soglia di 40 criteri ambientali che riguardano il culto e altri momenti liturgici, lavori di manutenzione mirati al risparmio energetico, eliminazione della plastica, educazione, attuazione di comportamenti virtuosi nell’amministrazione, negli acquisti, negli usi dell’energia, della mobilità e nella gestione dei rifiuti, fino alla verifica dell’eticità delle banche sulle quali insistono i conti correnti delle chiese. Le eco comunità in Italia che hanno richiesto il diploma della Glam sono alcune decine, su un bacino di oltre cento simpatizzanti.

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