La Chiesa riformata in America investe sulla salute del team pastorale

Due anni di pandemia hanno messo a dura prova anche la categoria dei ministri di culto. Un progetto della chiesa protestante negli Stati Uniti mira al loro ristoro fisico e psichico

La Chiesa riformata in America (Rca) viene incontro ai bisogni delle pastore e dei pastori, provati dai due lunghi anni di pandemia. Il sito della chiesa protestante statunitense racconta come nei primi mesi della diffusione del coronavirus, molti pastori e chiese si preoccupavano della probabile tensione finanziaria come effetto collaterale significativo di tempi difficili e senza precedenti. Ora, due anni dopo, un tema diverso è emerso come una realtà preoccupante: il burnout, lo stato di esaurimento emotivo legato solitamente a stress lavorativo.

«Ho servito come ministro di culto per tutta la durata della pandemia, e così tante cose ci sono piovute addosso che è difficile decifrare in che direzione andare», dice Billy Norden, coordinatore del settore dell'educazione finanziaria della Chiesa riformata in America e, fino a poco tempo fa, co-pastore di una chiesa in Michigan.

«La pandemia non ha danneggiato le pastore e i pastori finanziariamente quanto ci si aspettava, ma è chiaro - su tutta la linea e senza eccezioni - che il clero è sull'orlo del burnout, se non lo è già», aggiunge.

Ecco perché la Chiesa riformata ha presentato una proposta alla Lilly Endowment, una delle più grandi organizzazioni filantropiche al mondo e la più importante degli Stati Uniti, per una sovvenzione che permetterebbe al direttivo della Rca di affiancare i pastori e le pastore e sostenerle per ottenere assistenza medica, aiutarli nei processi di discernimento e guidarli nella carriera ministeriale oltre la pandemia.

Lilly Endowment ha approvato la proposta e ha assegnato al progetto 250mila dollari, che raddoppieranno nell’immediato futuro, a seguito dei primi report operativi.

Dopo essere stato equiparato da BOBS, Lilly Endowment erogherà altri 250.000 dollari. Questa prima parte della sovvenzione andrà a sostenere la riduzione del debito delle varie chiese, dovuto generalmente a un calo delle contribuzioni in questi due anni di confinamento.

Con la seconda tranche invece sono previsti interventi mirati sul team pastorale interessato: in particolare si punta al finanziamento di un periodo di due-tre settimane che i pastori potranno dedicare in toto alla cura della propria salute: incontri con esperti, cicli di cure ecc. Una sorta di mini sabbatico da dedicare a se stessi.

«Quello che vogliamo più di ogni altra cosa è che i pastori sappiano che ci prendiamo cura di loro. Vogliamo dare loro le risorse per la guarigione e la cura di sé di cui hanno bisogno, in modo che tutti coloro che ricevono una sovvenzione aumentino la durata e la qualità del loro ministero», aggiunge ancora Norden, che conclude: «Gesù ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e io vi darò riposo”. La mia preghiera è che le chiese utilizzino queste sovvenzioni per fornire il tanto necessario rinnovamento e riposo ai loro pastori».

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