Le Chiese evidenziano la loro visione sul futuro dell'Europa

Del ruolo delle chiese nel processo di integrazione europea si è discusso in una conferenza online

La Conferenza delle Chiese europee (Kek) ha evidenziato la propria visione delle chiese sul futuro dell'Europa nell'incontro ad alto livello nei giorni scorsi con rappresentanti della Commissione europea, sottolineando il contributo delle voci cristiane, insieme ad altre fedi, nello sviluppo del futuro del continente.

L'incontro è stato guidato online dal vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas il 14 gennaio nel quadro del dialogo tra l'Ue e le chiese così come previsto dall'articolo 17 del Trattato di funzionamento europeo, così come tra le associazioni religiose, le organizzazioni filosofiche e non confessionali.

Nella riunione, la Kek, che riunisce oltre 100 chiese protestanti, anglicane e ortodosse in Europa, era rappresentata dal suo presidente, il pastore alsaziano Christian Krieger, dal vescovo Kaisamari Hintikka della Chiesa Evangelica Luterana di Finlandia e da Robert Innes della Chiesa d'Inghilterra.

Le dichiarazioni iniziali sono state presentate da Margaritis Schinas e dalla vicepresidente per la democrazia e la demografia Dubravka Šuica.

«Le Chiese accolgono con favore e rimangono profondamente coinvolte nella Conferenza sul futuro dell'Europa, che è un importante esercizio democratico paneuropeo, fornendo un forum per un dibattito aperto, inclusivo e trasparente con i cittadini su questioni chiave», ha detto il pastore Krieger. Per rafforzare il rinnovamento del funzionamento democratico, egli ha chiesto un processo sostenibile che offra ai cittadini europei una piattaforma di dialogo con l'Unione europea - anche al di là delle iniziative attuali.

«Per sviluppare il progetto europeo» ha aggiunto, «l'Europa non può essere limitata ai 27 stati membri dell'Unione. È importante che l'Unione europea mostri la sua volontà di essere aperta e di espandersi, e che sviluppi una politica chiara anche verso gli stati non membri dell'Ue nella regione».

«Come parti interessate dell'articolo 17, abbiamo un ruolo cruciale nella costruzione del futuro dell'Europa», ha ribadito il vescovo Hintikka. «Speriamo che la conferenza sul futuro dell'Europa porti a risultati concreti, contribuendo veramente a una visione comune per le direzioni da intraprendere da parte dell'Ue nel prossimo decennio e oltre».

Alcuni oratori hanno criticato le politiche migratorie, affermando che certi trattamenti violano la dignità umana dei migranti, il che è indegno dei valori che l'Unione europea vuole promuovere.

La Conferenza sul futuro dell'Europa è un'iniziativa dell'Unione europea, che coinvolge persone di tutto il continente per condividere le loro idee e plasmare il loro futuro comune, attraverso una vasta gamma di dibattiti e discussioni, resi possibili attraverso una piattaforma digitale. La Conferenza, lanciata il 9 maggio 2021 in occasione della Giornata dell'Europa, mira a raggiungere delle conclusioni per guidare il futuro dell'Europa entro la primavera del 2022.

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