Dio sarà con noi per sempre

Un giorno una parola – commento a Matteo 28, 20

Il Signore, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra
Giosuè 2, 11

Gesù dice: «Ecco io sono con voi sino alla fine dell’età presente»
Matteo 28, 20

«Ecco io sono con voi sino alla fine dell’età presente»: questa dichiarazione del Risorto, in pratica è il suggello finale del Vangelo di Matteo. È un’affermazione che va contestualizzata: essa giunge in chiusura della missione terrena di Gesù, ed ai discepoli viene dato un mandato straordinario: andare per il mondo e predicare l’evangelo (“fate miei discepoli”). Queste sono parole che ci riguardano molto da vicino, sia come singoli che come comunità. 

Bisogna ricordare che Matteo scriveva di estrazione giudaica, e per i Giudei era inconcepibile che l’Alleanza fosse estesa a “quelli di fuori”, ma… la volontà di Dio era quella che tutti gli esseri umani pervenissero alla grazia e fossero salvati (cfr. 1 Timoteo 2, 4).

Dunque, i discepoli (e con loro noi) sono (siamo) mandati verso gli esclusi, verso gli emarginati, verso i rifiutati dalla religione, proprio per far provare loro l’amore del Padre. Non c’è una religione da proclamare, ma la salvezza in Cristo.

Questo mandato non ha data di scadenza: “ecco io sono con voi fino alla fine dell’età presente”.

L’indicazione «fino alla fine dell’età presente» non si riferisce al tempo del mondo: non si tratta di una scadenza, ma della eterna e amorevole presenza di Dio in mezzo a noi. In pratica il Signore ci dice: “Io sarò con voi per sempre”.  

Non a caso Matteo aveva aperto il suo Vangelo citando Isaia 7, 14: «La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele», che tradotto vuol dire: “Dio con noi” (Matteo 1, 23).

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