“Quelli che…” chiude per sempre

Addio alla trasmissione Rai che raccontava l’Italia con la scusa delle partite

«Non torneranno più […] La gioventù al mio fianco, Roby Baggio e l'autostop» cantano i Negrita in uno dei loro pezzi. Non tornerà più neppure “Quelli che il calcio”, la storica trasmissione televisiva di intrattenimento della Rai, nata nel 1993 da un’idea del giornalista Marino Bartoletti che lo vede subito alla conduzione accanto a Fabio Fazio.

L’appuntamento, storicamente di domenica pomeriggio, è stato cancellato ieri sera, a causa del basso numero di ascolti. Mia Ceran e la coppia Luca e Paolo sono stati gli ultimi conduttori.

Assieme alla sigla di “90° minuto” ai collegamenti delle voci iconiche della trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto” anche “Quelli che il calcio” era entrato a far parte dell’immaginario collettivo italiano, anche a chi il calcio non lo segue o non lo ama. Rigorosamente in diretta ma senza mostrare gol, la trasmissione ha sempre valorizzato l’essere presente allo stadio: poi sono arrivate le partite trasmesse a pagamento, all’inizio timidamente oggi invece la fanno da padrone. Le società ricavano molto di più dai diritti televisivi che dai biglietti delle tribune.

E quindi via al calcio “spezzatino” con partite spalmate su più giorni e a orari differenti. Quello che già accadeva da anni negli Stati Uniti d’America con la spettacolarizzazione dell’evento sportivo è sbarcata anche da noi. Il calcio è diventato qualcos’altro, una sorta di spettacolo preconfezionato dove tutto ha lo stesso sapore, dove i calciatori seguono il profumo dei soldi e non quello di una maglia che diventa una seconda pelle, dove seduti comodamente in poltrona si può scegliere se vedere il Milan o il Toro. Si sta seduti anche negli stadi, comodi, coperti e super moderni: più comodità, certo, ma meno condivisione.

Addio quindi alle imitazioni, alle scenette, a personaggi indissolubilmente legati alla trasmissione: Idris e la Juve, suor Paola e la Lazio, Teo Teocoli, Gene Gnocchi, Adriano Panatta, Anna Marchesini, Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi, Maurizio Crozza, Tonino Carino e la Gialappa’s Band… e l’elenco è parziale e incompleto.

Ma l’addio a questa trasmissione è solo uno specchio dei tempi: il gioco del calcio in sé è molto diverso da quello dei decenni scorsi; è ormai “altro”. L’autenticità la si può però ancora ritrovare nelle categorie inferiori, nei campi dove si vede più fango che erba, in quelli polverosi, dove si gioca ancora per passione e per il “campanile”. 

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