Tornare all’essenziale

Un giorno una parola – commento a Giovanni 21, 3-4

Non temere, o Sion, le tue mani non si indeboliscano! Il Signore, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva
Sofonia 3, 16-17

I discepoli salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla. Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva
Giovanni 21, 3-4

Evangelizzare: c’è una corrente di pensiero cristiano che fa fatica anche soltanto a pronunciare questo verbo poiché evoca il proselitismo forzato dell’epoca coloniale. Come essere ‘pescatori di uomini’, vocazione a farsi strumenti di conversione alla quale furono chiamati i primi discepoli e in ogni tempo coloro che si mettono alla sequela di Gesù, in un’epoca secolarizzata e globalizzata, dove a predominare è l’indifferenza, non alle religioni in sé, ma alla varietà delle sue manifestazioni. 

Sul mercato delle offerte di senso stanno sullo stesso piano il cristianesimo, a sua volta articolato al suo interno, buddismo, islamismo, spiritualità cosmico-mistiche e via dicendo. A guidare verso una scelta raramente sono approfonditi studi teologico-ermeneutici, piuttosto la ricerca personale, anch’essa diversamente orientata alla felicità. Simon Pietro che dice “Vado a pescare” e lo dice nel cuore della notte ben s’addice a una chiesa, sia essa composta da due o tre che si ritrovano nel nome del Signore o istituzione, che nel marasma della storia, in una confusione di linguaggi e di messaggi ora apocalittici da fine del mondo ora moralistici da oracolo di giudizio, intraprendono un cammino senza aver chiara la meta, gli interlocutori. E gli altri che rispondono “Veniamo anche noi con te”? si aggregano, seguono il leader. Tutti nel buio della notte. Risultato: non pescano nulla. Mancava l’essenziale. Quell’essenziale che, pur avendo a lungo predicato, pur avendo dimostrato con la sua resurrezione la Parola di verità che ci lasciava in dono, si erano persi per strada. “Io vado”. “Noi veniamo con te”. Il Signore non c’è. È dato per scontato? Presumono Simon Pietro e gli altri di poterne fare a meno, di poter agire in assenza della luce? Della Sua luce? Forse è proprio all’essenziale che dobbiamo tornare. Per non restare in balia di tutto ciò che ci sta attorno, voce tra le voci che annegano nel mare della storia. 

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