Annunciare la libertà

Un giorno una parola – commento a Salmo 68, 20

Il nostro Dio è un Dio che libera; Dio, il Signore, ci preserva dalla morte 
Salmo 68, 20

Se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati 
I Tessalonicesi 4, 14

Pare che il Salmo 68 sia un salmo difficile. Le differenze per la sua spiegazione sono grandi, qualcuno ha contato ben 400 varianti! È un Salmo lungo e impressionante. Il salmista canta la grandezza e la maestà di Dio. Ripensa a ciò che Dio ha fatto per il suo popolo in passato e lo loda per ciò che sta facendo ora. È un inno di liberazione. 

Questo salmo è stato cantato dalla chiesa per lodare Dio e rivolgersi a Lui per avere sostegno in giorni di grande difficoltà, per esempio nel tempo della e dopo la Riforma. Questo salmo è stato anche chiamato la Marsigliese degli Ugonotti nella loro lotta per la libertà religiosa dal 1560 in Francia.

Il noto teologo tedesco Oscar Culmann ha confrontato i fatti di salvezza con gli eventi storici del D-day e del V-day. Il 6 giugno 1944 le truppe alleate sbarcarono sulle spiagge della Normandia. Poi la Germania nazista fu sconfitta. Ma fu solo nel maggio 1945 che l’Europa fu completamente liberata. Liberazione non è la stessa cosa di libertà. Siamo liberati in Gesù Cristo, ma la vittoria sta ancora davanti a noi. Nel frattempo, siamo chiamati a non sprecare la libertà. 

Ecco, non bisogna confondere “liberazione” con “libertà”. Qualcun’altra può renderti libero, ma tutte e tutti noi dobbiamo lavorare sodo per la libertà. Libertà significa rispetto delle altre persone intorno a noi, tolleranza, dare spazio al prossimo. Libertà pare una parola troppo grossa per molti e molte di oggi, soprattutto in questo periodo. Abbiamo un gran compito: annunciare questa libertà che preserva questo mondo dalla sua morte. Un compito non facile, ma possiamo essere certi e certe che Dio ci sostiene in questo percorso.

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