La misericordia di Dio

Un giorno una parola – commento a Daniele 9, 18

Guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia 
Daniele 9, 18

Nel quale abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui 
Efesini 3,12

Così sia! Amen! Poco prima dei versetti che il Lezionario ci propone per la giornata di oggi, il profeta Daniele proclama queste parole: «Al Signore appartengono la misericordia e il perdono» (cap. 9, 9). È proprio di Dio essere misericordioso, a differenza dell’essere umano. Noi donne e uomini, infatti, non possediamo la caratteristica di essere misericordiosi, eppure siamo destinatari di misericordia. Il Creatore manifesta la sua misericordia spontaneamente, mentre noi sue creature dobbiamo pregare che ce la dia in modo da poter agire nella nostra convivenza ed interazione per il bene della sua giustizia.

La differenza tra l’essere di Dio e l’essere dell’uomo è racchiusa nella parola «hesed» (mercè), grazie alla quale tutti e tutte hanno il perdono. Riponiamo la nostra fiducia in Lui, nella sua grande bontà per ottenere la salvezza. Ricordare ogni giorno la bontà che il Signore ha verso di noi diventa un’opportunità per noi di esercitare a poco a poco nei luoghi comuni il dono di questa grazia. Siamo grati al popolo d’Israele perché ci ha fatto scoprire questo dono, nella postura di chi aspetta di ricevere la manna con le mani tese verso il suo Signore.

Oh Signore, permetti a noi oggi di incontrare il nostro prossimo per sperimentare la tua misericordia. Tu che sei misericordia, tu che dai la tua misericordia, abbi pietà di noi. Amen.