Laiche e laici parte attiva della chiesa, grande successo per la formazione in Sud America

Conclusa la prima parte del percorso di "capacitazione teologica" messo in campo dalla Chiesa valdese del Rio de la Plata: partecipazione oltre ogni aspettativa

Correva l'anno 2017 quando la Tavola valdese chiamava alla sfida: preparare una proposta per un percorso formativo per le laiche e i laici, come chiedevano i sinodi da alcuni anni, per ovviare al calo di presenze pastorali e per trovare nuove forme di evangelizzazione, di vicinanza alle comunità.

Un progetto di coinvolgimento per ampliare le possibilità offerte, valorizzando i doni che ognuno può portare alla causa. In questa maniera la Chiesa valdese del Rio de la Plata, il ramo sudamericano della Chiesa valdese, iniziava a strutturare una proposta di “capacitazione teologica” con lo scopo di formare persone nella speranza che queste possano assumere ruoli di servizio e responsabilità all’interno di vere e proprie “équipe pastorali”.

L’attesa era di una ventina di partecipanti che dalla primavera 2018 avrebbero dovuto essere coinvolti, e infatti l’iniziativa fu presentata al sinodo dell’Iglesia valdense di quell’anno. Ma in meno di un mese le iscrizioni superarono quota 100, al di là di qualsiasi aspettativa, segnale della voglia di coinvolgimento dei membri di chiesa fra Uruguay e Argentina e della dinamicità della comunità intera. Si è resa quindi necessaria la creazione preliminare di un team di coordinatori al fine di organizzare al meglio il percorso formativo. Ad aprile 2018 i primi corsi, organizzati in nove distinti gruppi: gruppi che sono diventati in questi tre anni lo spazio in cui condividere e moltiplicare saperi e disponibilità, con uno spirito partecipativo, di costruzione collettiva, di inclusione della diversità in tutti i sensi, a partire dalle storie personali fino a ripercorrere i contenuti insiti nella storia valdese.

Molto spazio è stato dato alle sfide che attendono la chiesa: una chiesa in missione, chiamata a ripensare i propri ministeri, a trovare nuove forme di aggregazione.

Ora, tre anni dopo, ben 62 sorelle e fratelli nella fede hanno completato questo primo ciclo, questa parte di cammino.

Ogni gruppo di studio si è trasformato in questo tempo, in una piccola comunità. Questa costruzione collettiva è stata resa possibile dalla generosità e dalla disponibilità di molte persone: autori che hanno scritto il contenuto dei temi da discutere; coordinatori di gruppo; consulenti che hanno collaborato alla costruzione e monitorato la proposta; tutori presbiterali.

Ora tutto è pronto per la fase due: focus sulle pratiche. Vi saranno testimonianze di quanti hanno percorso un cammino in diversi ambiti e incarichi nelle comunità; ragionamenti sugli strumenti utilizzati, sulle forme, sui contenuti delle proposte teologiche, da plasmare calandole nel contesto odierno.

Insomma uno strumento di coinvolgimento dal basso che si sta rivelando prezioso motore capace di rivitalizzare le comunità di fede delle chiese valdesi sudamericane.

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