Dio è colui che ci salva

Un giorno una parola – commento a Isaia 33, 22

Il Signore è il nostro giudice, è il nostro legislatore, il Signore è il nostro re, Egli è colui che ci salva
Isaia 33, 22

Gesù disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio»
Luca 9, 20

Talvolta la Bibbia potrebbe essere indicata come il libro dei paradossi, una serie di testi da dove spesso emerge una immagine di Dio fuori dalle convenzioni, un Dio che scavalca a piè pari tutti gli schemi umani.

Le sue scelte non convenzionali fecero sì che Davide diventasse re di Israele pur essendo il più piccolo e l’apparentemente meno adatto tra i suoi fratelli. 

Nella sua ineffabile libertà Dio scelse il balbuziente Mosè come suo ambasciatore presso l’essere più potente della terra: il Faraone d’Egitto.

Il Nuovo Testamento, poi, ci racconta di un Dio che, per assicurare la salvezza della sua creatura, sceglie di nascere povero, di vivere lontano dai palazzi del potere tra gli ultimi di questa terra. 

Tutto questo perché Egli è giusto non secondo la giustizia umana. È re non secondo la forza, e legifera per difendere e non per opprimere.

Tutto questo perché egli è amore, libertà, giustizia. Egli è Dio e ci avverte per bocca di Isaia: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri» (Isaia 55, 8s).

Disegnarsi un dio diverso è per l’uomo idolatria: immancabilmente sarebbe ad immagine umana; ma Lui è Altro: è il nostro re, Egli è colui che ci salva.

È il Dio degli scarti e non dei cosiddetti benpensanti. È il Dio di Lazzaro e non di Epulone. È il Dio di chi da sempre soffre per fame e sete di giustizia (cfr. Matteo 5, 6).

 

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