A favore dei più deboli, sempre

La Federazione luterana mondiale (Flm) ricorda alle chiese membro con una «Nota di orientamento» quanto sia importante assistere le persone più bisognose

L’enfasi su «una buona cooperazione» è stato il focus del webinar pubblico promosso dalla Federazione luterana mondiale (Flm) lo scorso 3 maggio, voluto per lanciare ufficialmente le linee pubblicate recentemente e dedicate all’impegno promosso tra le chiese membro della Comunione e dal suo braccio diaconale internazionale, il World Service, Servizio mondiale. Nel discorso d’apertura lo scorso 3 maggio il segretario generale della Flm, Martin Junge, ha ricordato l’impegno congiunto dei programmi di World Service e delle chiese e dunque di essere «grato per la crescente cooperazione all’interno della Flm a livello ecumenico e con le organizzazioni internazionali».

Junge ha poi fatto riferimento alla fondazione dell’organizzazione nel 1947, proprio per sottolineare che alla base di questo impegno congiunto c’era la volontà delle «chiese luterane di sostenersi vicendevolmente. L’audace decisione di istituire la Flm  - ha proseguito Junge - all’indomani della Seconda guerra mondiale si basava sulla convinzione teologica di unirsi e di concentrare il ministero della compassione sui propri vicini».

Il segretario generale ha poi osservato che il lancio della «Nota di orientamento» è coinciso «con la firma di un nuovo memorandum d’intesa tra la Flm e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), un partner di lunga data. La comunione mondiale delle chiese luterane - ha proseguito Junge -  esprime il suo significato più profondo proprio quando diventa dono di compassione e di giustizia per le persone che ne hanno più bisogno», ha detto.

I circa 100 partecipanti al webinar erano leader delle chiese membro di tutto il mondo, capi e personale dei servizi mondiali nei 25 paesi in cui è presente la Flm, rappresentanti delle organizzazioni partner e di organismi ecumenici.

Junge ha infine ricordato che le nuove linee guida offrono continuità alla «Consultazione del Malawi», promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) e Act-Alliance nel 2014 e nata come cooperazione tra la chiese locali e ministeri diaconali specializzati.

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