Massacro di Srebrenica: il governo olandese risarcisce i militari olandesi

Polemiche attorno alla decisione di un pagamento una tantum per le truppe dei Paesi Bassi di stanza nella città bosniaca durante il genocidio di 8000 civili

Il sito Balkan Insight, creato nel 2004 da un network di Ong promotrici di percorsi di tutela dei diritti umani, pace e riconciliazione nell’sud est europeo, riporta la notizia che giovedì 11 febbraio il governo dei Paesi Bassi ha offerto un pagamento una tantum di 5.000 euro ciascuno ai membri del battaglione di pace delle Nazioni Unite Dutchbat che hanno prestato servizio a Srebrenica nel luglio 1995 ma non sono riusciti a prevenire i massacri della popolazione musulmana della città, per lo più uomini e ragazzi, da parte delle forze serbo-bosniache.

 Il ministero della Difesa olandese ha affermato che i pagamenti avevano lo scopo di affrontare la «percepita mancanza di riconoscimento e apprezzamento» che le truppe hanno ricevuto, dopo aver prestato servizio in «circostanze eccezionali» in cui è stato chiesto loro «il quasi impossibile».

Il ministero ha anche asserito che il «gesto simbolico» tiene conto «del periodo successivo a quell'evento, durante il quale i  militarisono stati esposti a critiche e ingiuste e negative attenzioni mediatiche». Il battaglione Dutchbat, che contava di oltre 800 soldati, era di stanza in una base delle Nazioni Unite a Srebrenica quando l'enclave è stata messa sotto assedio dalle forze serbo-bosniache, che successivamente hanno ucciso oltre 7.000 musulmani  bosniaci in una serie di massacri che i tribunali internazionali hanno classificato come genocidio.

Il ministero della Difesa olandese ha affermato che oltre ai pagamenti, organizzerà visite per i veterani del battaglione Dutchbat a Srebrenica e al museo commemorativo che ora occupa il sito dell'ex base delle Nazioni Unite. «Tali viaggi possono contribuire all'elaborazione del passato affrontando la situazione sulla scena, attraverso incontri con altri veterani e gente del posto», ha detto.

Il ruolo del battaglione olandese di mantenimento della pace a Srebrenica, e il suo fallimento nel prevenire i massacri, è stato a lungo controverso e oggetto di azioni legali. Nel luglio 2019, la Corte Suprema olandese ha stabilito che i Paesi Bassi erano parzialmente responsabili di circa 350 morti durante i massacri del 1995 perché i suoi soldati non erano riusciti a proteggere gli uomini che si erano rifugiati nella base Dutchbat, che sono stati anzi consegnati alle truppe serbo-bosniache e successivamente uccisi. I parenti delle vittime sono stati informati dalle autorità olandesi che possono presentare richieste di risarcimento dall'inizio di marzo di quest'anno. Nel gennaio 2020, l'organizzazione delle vittime di guerra delle Madri di Srebrenica ha anche intentato una causa contro i Paesi Bassi presso la Corte europea dei diritti umani, sostenendo che lo stato olandese «non ha adottato le misure in suo potere» per proteggere uomini e ragazzi bosniaci a Srebrenica. Certamente gli episodi chiamano in causa l’intera catena di comando delle Nazioni Unite e le grandi potenze che hanno usato la loro influenza nella regione.

Per il massacro sono stati condannati fra gli altri l’ex presidente della repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina Radovan Karadžic (40 anni di carcere) e Ratko Mladic (ergastolo) per genocidio e crimini contro l’umanità.

Ilaria Cagnacci, sul sito balcanicaucaso.org offre una ricostruzione attenta della vicenda.

 

Adattamento da Balkan Insight

Foto di Mike Norton: il memoriale di Srebrenica

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