“Dio è un regalo”. Una chiesa solidale in rete

La comunità metodista di Luino è da anni impegnata nella rete di associazioni del territorio con distribuzioni di cibo a favore delle persone bisognose

Che cosa accade quando una piccola realtà, come una chiesa evangelica, acquista la consapevolezza che lavorare in rete è parte integrale della propria missione e attorno a questa idea organizza la propria testimonianza e i propri servizi? Accade limpensabile: si esce dallisolamento, dalla marginalità e si scoprono nuovi modi per annunciare il Vangelo. Si aprono possibilità, si moltiplicano gli incontri e si creano legami significativi.

Lesperienza della chiesa metodista di Luino (Va) potrebbe essere raccontata proprio a partire dalla sua vocazione a fare comunità lavorando insieme. Cercando alleati nel territorio, impegnandosi in prima linea nel lavoro sociale, con lattenzione costante a non fare il libero battitore”. È questa la ragione per cui, negli anni passati, la comunità ha collaborato con diverse associazioni per costituire la Comunità Operosa dellAlto Verbano”: una rete di 23 realtà sociali che hanno deciso di federarsi per affrontare assieme le problematiche del proprio territorio. Un modo concreto per far sedere allo stesso tavolo le tante associazioni che, a Luino e dintorni, si occupano del benessere comunitario.

I progetti nati insieme sono tanti, alcuni realizzati ormai da tempo, come la raccolta da esercizi commerciali del cibo avanzato e in scadenza per la distribuzione a chi è in difficoltà; altri ancora da realizzare, come il tentativo di ripensare la mobilità per una realtà dispersa su un vasto territorio, attraverso forme organizzate di passaggi automobilistici.

La chiesa di Luino ha scoperto la propria forza e ricchezza quando, nel periodo natalizio, si è resa conto di poter distribuire alle tante persone indigenti non solo il cibo recuperato ma tante scatole-dono, più di un centinaio. È impagabile lo sguardo di stupore di donne, uomini e bambini che, per Natale, insieme al cibo che viene regolarmente consegnato tre volte la settimana, si sono visti recapitare un dono, un vero regalo!

Liniziativa delle scatole di Natale è partita da Milano e ha subito coinvolto la Caritas e altre istituzioni. Ed è approdata pure a Luino, accolta con entusiasmo dai responsabili dei servizi sociali e da numerosi gruppi che si sono subito attivati per la raccolta e la distribuzione: la risposta della cittadinanza e della chiesa locale è stata immediata. Tante scatole ben curate, con il necessario per la cura del corpo e dello spirito: un indumento caldo, un libro, una crema, un bagno schiuma e qualche dolce. Ogni scatola è stata accompagnata da un biglietto del donatore, a volte con la firma, altre volte anonimo. Molti dei pacchi da distribuire sono stati affidati alla nostra chiesa. È stato necessario spostare il pulpito per accatastare le centinaia di scatole destinate ai nostri utenti. E come tanti Babbo Natale, di casa in casa, il gruppo di volontari della comunità ha distribuito i doni, portando anche i propri auguri.

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La distribuzione del cibo, anche quando non è arricchita da una scatola speciale, è spesso occasione di dialogo e di ascolto. In questo periodo è aumentato il numero di persone che la chiesa segue e aiuta. Guardando lelenco delle persone da raggiungere, si rimane sorpresi nel constatare che i nostri utenti sono cinque volte più numerosi dei membri della comunità. Si tratta di un lavoro impegnativo, anche perché i nostri utenti sono sparsi in un raggio di 20 km nelle valli prealpine del luinese. È un lavoro impegnativo, ma che viene svolto volentieri dal gruppo di lavoro.

La distribuzione del cibo è iniziata undici anni fa, inizialmente con frequenza mensile. Poi, viste le esigenze sociali, la chiesa ha deciso di impegnarsi nella distribuzione alimentare una volta la settimana, e questo anche in attuazione della legge contro lo spreco alimentare. Attualmente, a seguito della crisi da Covid-19 e con la disponibilità della Csd-Diaconia valdese a sostenere il nostro progetto, abbiamo deciso di potenziare il nostro impegno: alla distribuzione del Banco Alimentare, abbiamo affiancato un servizio di raccolta del fresco presso alcune catene alimentari. Tre distribuzioni settimanali: lunedì, giovedì e sabato. Giorni pienissimi per la chiesa, che si occupa sia del ritiro dai supermercati che della distribuzione, insieme allo smaltimento dei rifiuti e alla sanificazione dei locali. Una sfida resa ancora più grande dalle condizioni di servizio dei volontari, chiamati a operare nella massima cautela sanitaria. Questa primavera, quando si respirava unaria di cautela più forte, i volontari erano visti come eroi; oggi questo sentimento di solidarietà è più blando e, qualche volta, incontriamo persino qualche atteggiamento di critica e diffidenza. Capita però di ricevere anche segni inattesi di gratitudine: anche noi abbiamo ricevuto la nostra scatola di Natale, attraverso dei doni in denaro, fatti dallamministrazione comunale e persino da uno dei supermercati con cui abbiamo stabilito accordi. Piccole cifre, qualche centinaio di euro, ma segno concreto di sostegno, che abbiamo condiviso con la Caritas locale.

Chi si rivolge alla chiesa, alla ricerca di cibo, non porta con sé solo un bisogno materiale. Spesso ha esigenze spirituali. La squadra di volontari sta imparando, settimana dopo settimana, la difficile arte dellascolto. Tanta stanchezza e tanta solitudine da raccogliere a piene mani e custodire nel cuore e nelle preghiere. Una scatola di Natale non risolve i tanti problemi ma fa la sua parte dando la possibilità a cittadini e cittadine di contribuire personalmente con un dono pensato per qualcuno in difficoltà. Le istituzioni, facendosi promotrici di questa bella iniziativa, hanno provato a farsi più vicine alla gente, aiutando a rafforzare le buone pratiche, così importanti per creare un clima di convivenza solidale in un momento difficile per la vita collettiva. Lesperienza andrà ripetuta il prossimo anno e probabilmente allargata anche a coloro che non sono in strette difficoltà economiche.

Sarebbe auspicabile che ogni cittadino si facesse carico di preparare una scatola-dono per uno sconosciuto. Quale sarebbe limpatto simbolico se, il prossimo Natale, ogni persona, a prescindere dalla propria condizione, si vedesse recapitare un dono personalizzato da un donatore segreto? Ne discuteremo con le altre associazioni e, se sarà accolta la proposta, ci faremo promotori anche di questo progetto. Il Regno di Dio si fa un popiù vicino, quando ognuno di noi lo invoca, e non solo con le parole, ma anche con le azioni.

 

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