L’adorazione dei magi

Un giorno una parola – commento a Matteo 2, 10-11

O Signore degli eserciti, beato l’uomo che confida in te!
Salmo 84, 12

Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia: entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi lo adorarono
Matteo 2, 10-11

Una stella aveva indicato il cammino a dei magi provenienti molto verosimilmente dall’Oriente. Non si dice quanti erano né perché vengano chiamati “magoi” (magi). L’interpretazione più probabile è che fossero “astrologi” per aver individuato una stella particolarmente luminosa (stella cometa o ammasso di stelle?) che indicasse il verificarsi di un evento del tutto eccezionale e cioè l’arrivo divino del Messia. Il loro numero ha poca importanza: si dice che siano tre a giudicare dal numero dei doni, che però si addicono al neonato: l’oro per il Re (Cristo “Re dei Giudei”), l’incenso per il sacerdote (Cristo “sommo sacerdote” per la lett. agli Ebrei) e la mirra per l’unzione del corpo mortale di Cristo. Ma, come la donna cananea o siro-fenicia che, pur provenendo dal mondo pagano, riesce a convincere il Cristo di essere una creatura bisognevole del suo intervento per la guarigione della propria figlioletta, perché lei stessa dotata di una fede tenace nel suo Signore (Marco 7, 24-30), così i tre magi si prostrano ai piedi del fanciullino in un’adorazione sincera, motivata da una fede autentica. Essi riconoscono in quel neonato indifeso, respinto dagli albergatori del tempo, il re d’Israele, il Messia atteso per lungo tempo, colui che imprimerà una svolta decisiva nella storia dell’umanità. La loro fede nel Dio che viene a incarnarsi in un debole fanciullino è davvero profonda e sincera se non hanno avuto il minimo dubbio quando è stato annunciato loro la nascita di questo Messia dalla stirpe di Davide e se adesso sono pronti ad inginocchiarsi alla sua presenza. La loro adorazione può, dunque, essere presa ad esempio da tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla fede in Cristo e consacrare l’intera vita a colui che diventerà il predicatore e portatore del Regno di Dio, fatto di amore, di pace e di giustizia. A colui che diventerà il diacono per eccellenza per le guarigioni miracolose e il servizio di riscatto ed emancipazione reso alle donne, ai poveri, agli emarginati e ai malati del suo tempo. A colui che salverà l’intera umanità dalle sue colpe con la morte in croce e la risurrezione operata dal Padre. 

Immagine: Adorazione dei magi, scuola dei Gagini, Sovrapporta, via degli Orefici, Genova

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