Tbilisi. Veglia per la riconciliazione tra Armenia e Azerbaigian

La Cattedrale della Pace, presente nella capitale della Georgia, ha ospitato un incontro di preghiera interreligiosa per la pace tra i due paesi in conflitto nella regione di Karabakh 

Domenica scorsa, diciottesimo giorno dall’inizio del conflitto tra Armenia e Azerbaigian, presso la Cattedrale della Pace, chiesa battista situata in Kedia Street a Tbilisi, capitale della Georgia, si è tenuta una veglia interreligiosa per la pace nel Caucaso, a cui hanno partecipato rappresentanti del clero yazida, musulmano e cristiano. Le comunità degli armeni e azeri hanno vissuto fianco a fianco a Tbilisi per secoli, con circa 233.000 persone di etnia azera e 168.000 persone di etnia armena.

Le letture sono state lette dal Vangelo e dal Corano. Allo stesso modo, preghiere per la pace sono state innalzate nelle lingue georgiana, armena, yazida e araba. La celebrazione è stata guidata da Malkhaz Songulashvili, vescovo metropolita dell'Unione battista della Georgia, assistito da Sheikh Mirtag Asadov, presidente dell’Amministrazione suprema religiosa di tutti i musulmani della Georgia, e da padre Narek Kushian, in rappresentanza della comunità armena. Erano presenti anche: Dimitri Pirbari, guida del Consiglio spirituale degli yazidi in Georgia, e i vescovi Rusudan Gotziridze e Ilia Osephashvili. 

Il clero armeno e azero hanno ringraziato la Cattedrale della pace per l’iniziativa, caratterizzata dallo spirito di pace e riconciliazione. 

Alla fine della veglia, i leader religiosi hanno reso la seguente dichiarazione:

«Noi, rappresentanti del clero yazida, musulmano e cristiano, riuniti presso la Cattedrale della Pace, abbiamo deciso di impegnarci a osservare ogni settimana veglie per la pace e la riconciliazione tra Armenia e Azerbaigian fino alla fine della guerra. La veglia si terrà presso la Cattedrale della Pace ogni sabato alle 19.

Allo stesso tempo, chiediamo a tutte le chiese, sinagoghe, moschee, templi a rivolgere preghiere per la pace e la riconciliazione tra Armenia e Azerbaigian ogni sabato alle 19 (ora di Tbilisi) fino alla fine della guerra. I fedeli e il clero devono sentirsi liberi di offrire le loro preghiere pubblicamente o privatamente. La pace e la riconciliazione non avranno altre alternative».

«Non mi aspettavo né una tale presenza né una tale sincerità dalla veglia di oggi (18 ottobre 2020, ndr.). Penso che anche la partecipazione di Dimitri Pirbari, guida del Consiglio spirituale degli yazidi in Georgia, abbia aggiunto alla celebrazione dimensioni completamente diverse», ha dichiarato monsignor Rusudan Gotziridze dopo la veglia.

Anche il vescovo Ilia Osephashvili della Georgia orientale è stato soddisfatto della veglia: «È stato un evento molto commovente», ha dichiarato.

«Anche se tutti noi eravamo arrivati con una certa posizione sulla guerra [nel Caucaso], l’incontro nella Cattedrale, a causa della natura sincera dell’incontro, ha portato i partecipanti oltre le rivendicazioni territoriali e il desiderio di proprietà, ed ha ricordato a tutti noi che siamo esseri umani, siamo creature viventi, che soffrono, che hanno paura, che stanno sperando, che stanno credendo e, in più, che tutti noi vogliamo vedere la fine della guerra», ha scritto Giga Beriashvili, studentessa presso la Ilia State University, e traduttrice. A suo avviso «Questo è quello che è successo oggi... oggi abbiamo fatto un grande passo avanti nella nostra umanità».

«Sono lieto di avere amici come voi con i quali pregare insieme (georgiani, armeni, azeri)», ha detto padre Narek Kushian, rivolgendosi al vescovo Malkhaz e a Sheikh Mirtag Asadov. «Sono stato molto commosso nel sentire queste parole. Vorrei credere che sarà possibile pregare insieme non solo nella Cattedrale della Pace ma ovunque in questa regione».

Photo via Evangelical-Baptist Church of Georgia social media page on Facebook.

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