Dio, fonte di ogni bene

Un giorno una parola – commento a Salmo 16, 2

Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all’infuori di te
Salmo 16, 2 

Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo
Giovanni 17, 3

Tu sei il mio Signore; non ho alcun bene all’infuori di te. Una dichiarazione di splendida intensità mistica, un inno d’amore dedicato a Dio. Una presa di coscienza dell’essere creatura amata dal suo creatore. Una creatura chiamata a servire con gioia senza essere schiavo/a.

Come il Salmista, quante volte anche noi abbiamo letto e riletto la dichiarazione d’amore del Dio d’Israele nel Primo Comandamento? Le parole “Io sono il Signore, il tuo Dio” dovrebbero confortarci perché finalmente siamo liberi, liberati dalla schiavitù dell’idolatria; ora siamo liberi/e di scegliere di servire Dio perché queste parole d’amore sono la garanzia della nostra libertà. 

Molti di noi abbiamo sentito la sua presenza, abbiamo provato il suo amore e la sua liberazione in prima persona. Adesso, secondo i nostri limiti, vogliamo ricambiare questo sconfinato amore divino. Ed ecco la nostra semplice e sincera riconoscenza, la nostra confessione di fede: Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all’infuori di te.

Dio fonte di ogni bene, di ogni serenità e prosperità, come fa intendere nel suo inno l’autore, è colui che vuole guidare i nostri passi verso la via dove ci sono gioie e sazietà. Cioè nella sua presenza, alla sua destra dove ci sono delizie in eterno (v. 11). Il salmista ha piena fiducia nell’immortalità perché Dio è la fonte di ogni bene, compresa la vita eterna (v .10; cfr. Atti degli apostoli 2, 31). 

Beato/a colui/colei che si rende conto quanto sia importante vivere la propria vita mossi da forti emozioni generate da una presa di coscienza di quale sia il suo posto nel mondo, l’origine propria e dell’intera creazione. Beato/a chi confida nel Signore!

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