Chiese Usa: Stop al razzismo e alla supremazia bianca

Prese di posizione e reazioni delle chiese americane dopo la morte di George Floyd e mentre gli scontri proseguono in 30 città americane

Mentre le proteste e i disordini di questi ultimi giorni attanagliano più di 30 città degli Stati Uniti a seguito della morte di George Floyd, le chiese americane si esprimono all’unisono per chiedere con forza un cambiamento di rotta, «in una Nazione che da troppo tempo ha tollerato il razzismo».

Il Consiglio Nazionale delle Chiese Usa (NccUsa) ha definito l’omicidio di Big Floyd «Un oltraggio. Non esiste ancora un vaccino contro il razzismo e per contrastare una supremazia bianca così pervasiva nella nostra società», si legge nella dichiarazione. 

La Chiesa evangelica luterana in America elencando i nomi di alcuni afroamericani recentemente assassinati, Ahmaud Arbery,Breonna TaylorDreasjon (Sean) Reed e George Floyd, ha affermato: «Erano nostri vicini, nostri prossimi. Oggi siamo profondamente rattristati e preghiamo esprimendo la nostra solidarietà alle famiglie e gli amici di tutti coloro i cui cari sono stati e continuano tutt’oggi a essere vittime di ingiustizie, violenze; episodi di razzismo e vittime dell’insidioso veleno della supremazia bianca».

Jeff Woods, segretario generale ad interim delle American Baptist Churches Usa, ha pubblicato una lettera incentrata sulla giustizia e contro la supremazia: «L’attuale situazione legata alla supposta supremazia razziale ha radici storiche e profonde, anche se la questione sta emergendo con forza solo in queste ultime settimane, in un periodo che già vedeva la popolazione afro-americana essere colpita in modo sproporzionato dal Covid-19».

Anche il metropolita Zaccaria Mar Nicholovos della diocesi nord-americana della Chiesa siriana ortodossa di Malankara ha espresso dolore per la tragica morte di Floyd. «La morte di Floyd ha fatto emergere un grande senso di indignazione e di rabbia da parte di tutti coloro che amano la giustizia», ha scritto Nicholovos, esprimendo un auspicio «che tutti si possa diventare veicoli d’amore, di compassione e di giustizia».

Herbert Nelson II dell’Assemblea Generale della Chiesa presbiteriana (Usa), citando i nomi di Ahmaud ArberyBreonna TaylorGeorge Floyd ha detto «Forse avrete già sentito citare questi nomi. In caso contrario vi informo che sono persone afroamericane uccise dal bigottismo e dall’odio razziale».

Molte, troppe, persone di colore «continuano a subire violenze, ignominie e discriminazioni sistematiche. La storia e le violenze contro i neri di questo paese raccontano i privilegi della supremazia bianca».

La United Church of Christ ha invece pubblicato una dichiarazione intitolata «Lynching Justice in America» nella quale si sottolinea che George Floyd è stato ucciso «Sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno intervenisse. Una “esecuzione” che ricorda quelle del passato. George Floyd supplicava di poter respirare e lo ha fatto per oltre 5 minuti mentre l’azione insensibile e vigile di un poliziotto era ignorata da altri quattro ufficiali».

Il vescovo metodista Bruce R. Ough del Dakotas-Minnesota, ha ricordato che in questo momento «esiste più di una pandemia che sta devastando il Minnesota, gli Usa. Oltre al Covid-19 siamo assediati dalla pandemia del razzismo, dalla pandemia della violenza».

Il segretario generale della Federazione luterana mondiale (Lutheran World Federation) Martin Junge ha espresso «Grave preoccupazione per i fenomeni di razzismo e per le violenze attuate negli Stati Uniti. Nessuna parola può offrire il giusto conforto – ha proseguito Junge – , vorrei però esprimere la mia sincera solidarietà alla famiglia del signor Floyd. Questa violenza è un segno di rottura. E le ingiustizie devono essere affrontata con la massima urgenza».

Anche i vescovi cattolici statunitensi hanno dichiarato: «Questa è l’ultima sveglia a disposizione e dev’essere ascoltata da tutti». Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha concluso: «Ci devono essere una conversione e una metanoia (radicale mutamento) accompagnate da una riflessione di pentimento e un deciso rifiuto di tutte le forme di razzismo e di discriminazione razziale. Un riconoscimento autentico e genuino delle pari dignità che Dio ha donato a ogni essere umano indipendentemente dal colore della pelle o dall’etnia di appartenenza», ha concluso il Cec.

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