Il dono dello Spirito Santo

Un giorno una parola – commento a Giovanni 14, 26

Hai dato loro il tuo buono Spirito per istruirlo
Neemia 9, 20

Gesù dice: «Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto»
Giovanni 14, 26

Nel prendere commiato dai suoi, Gesù promette di mandare loro un Consolatore: lo Spirito Santo.

Il termine Consolatore usato nella nostra Bibbia significa anche: difensore, avvocato, intercessore, aiutante. Lo Spirito Santo quindi non solo consolerà i discepoli dopo l’assenza del Maestro, ma darà loro gli strumenti per capire e per difendersi. Sarà la presenza di Gesù quando lui sarà assente: una presenza incorporea, ma duratura.

Quando lo Spirito scenderà sui discepoli a Pentecoste, essi ricorderanno e capiranno fino in fondo le parole e le azioni del loro Maestro: parole ed azioni spesso simboliche, talvolta oscure; tutto sarà finalmente chiaro nel sul vero significato. Capiranno, ad esempio, cosa Gesù avesse voluto veramente dire quando aveva parlato di “essere innalzato”.

Ma lo Spirito infonderà loro anche coraggio: il giorno di Pentecoste, essi saranno trasformati: timidi e insicuri dopo la partenza del loro Maestro, non avranno più paura ma saranno capaci di parlare apertamente, come Pietro che si rivolge alla folla con un lungo discorso; “Quelli dunque che accolsero la sua parola furono battezzati e in quel giorno si aggiunsero circa tremila persone”: il primo nucleo della Chiesa. Perché la Chiesa è creata e accresciuta dallo Spirito, come si vede anche più avanti nel libro degli Atti. 

Anche oggi lo Spirito Santo guida la Chiesa; e nel singolo credente, lo Spirito opera come principio di vita nuova e presiede alla nuova nascita spirituale. Proprio quello che Gesù aveva detto a Nicodemo: “Se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3, 5).

Attenzione, però: “il vento soffia dove vuole”, dirà Gesù subito dopo nello stesso capitolo 3. Nessuna chiesa, nessun singolo credente può pensare di possedere lo Spirito come una sua proprietà privata da poter tenere sempre con sé; perché il vento, cioè lo Spirito, soffia dove vuole. Per questo noi continuiamo a invocarne la presenza e l’illuminazione.

Interesse geografico: