La prontezza dell’agire di Dio

Un giorno una parola – commento a Luca 18, 7

Il Signore udì la nostra voce, vide la nostra oppressione, il nostro travaglio e la nostra afflizione
Deuteronomio 26, 7

Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti?
Luca 18, 7

Anni fa mi capitò di accompagnare alla stazione una amica con la figlia di circa tre anni. Solamente la mamma doveva partire e la bambina piangeva disperatamente. La mamma cercava di consolarla dicendo: “torno subito-subito, dopodomani”, ma ciò non consolava la figlia. Dopo averglielo ripetuto quattro o cinque volte, finalmente la bambina, tra le lacrime, concretizza il problema: “ma quando viene dopodomani!?”.

Prima o poi per molti, se non tutti i credenti, arriva il momento del dubbio, “ma Dio ascolta davvero la mia preghiera?” Come Giobbe consideriamo la brevità della nostra vita e ci chiediamo perché Dio chieda a noi perseveranza nella preghiera invece di essere lui sollecito verso di noi nell’esaudimento. Anche Gesù si fa delle domande sul nostro conto, che sembrano diametralmente opposte: «Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?». Questa domanda di Gesù rovescia il problema e solleva la questione di come possiamo noi suoi discepoli agire nella giustizia e resistere all’ingiustizia che “imperversa fiera” se non conosciamo quanto è lunga la “prontezza” dell’agire di Dio. Gesù qui risponde a questa domanda, quella che riguarda il come i discepoli devono orientarsi a Dio durante il tempo di “assenza”. Lasciando cadere la questione dei tempi dell’esaudimento, Gesù risponde che non dobbiamo attendere remissivamente ed accettare la propria sorte in un mondo di prevaricazione, iniquità e morte, ma al contrario dobbiamo resistere all’ingiustizia, lottare contro l’oppressione, combattere la morte con determinazione e fermezza. La preghiera non è una alternativa all’azione, ma è una attiva ricerca di Dio e di perseguimento della sua volontà di giustizia e vita. Dobbiamo quindi ostinarci nella fede gridando giorno e notte a Dio affinché porti finalmente la giustizia e la vita di cui abbiamo bisogno. È così che la preghiera è perseverante.

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