Una storia di fuoco e fede

Il nuovissimo titolo Einaudi sbaraglia la critica internazionale con una storia che incrocia il mondo delle sette religiose, l'amore giovane e un bisogno di empatia collettivo

Phoebe non lo sa in che direzione sta andando la sua vita e come, incrociandosi a quella di Will e John Leal, potrebbe cambiare, evolversi, distruggersi. L'esordio della scrittrice coreana che ha sbaragliato la critica internazionale è una storia di amore e di fede, di desiderio e di crescita. Reese Okyong Kwon (Seul, 1984)stessa, in un'intervista, spiega che il termine “incendiario” le era sembrato perfetto perché aveva a che fare col fuoco ma anche perché “[...]è una parola che ha a che fare con la passione”. Una storia minuscola, narrata nel frammento di pochi mesi e nel soffio di un legame che si fa sempre più forte senza sapere mai dove andrà a finire.

Gli incendiari racconta con una suspense delicata e incisiva il rapporto di una ragazza smarrita e piena di un incanto personalissimo e difettoso. Del suo entrare nell'orbita di Will, un ex credente che nel mondo dell'università ci è entrato fingendo di essere qualcun altro con le complicate conseguenze del caso. Due corpi fragili che orbitano e si incontrano, riempiono i rispettivi spazi e per il tempo di un semestre riescono a completarsi, lasciando scorrere una Corea dalle tinte pastello in uno sfondo fatto di madri lontane, di padri assenti e amici rumorosi ma innocui.
Tutto cambia, però, quando nelle loro vite arriva John Leal, fuggito dalla dittatura della Corea del Nord con un carisma disturbante e sospettoso sin da subito si insinua nell'equilibrio di Will e Phoebe. Scaltro e velocissimo, come i migliori predatori.

Le sette religiose, i loro seguaci e la scia di disgrazie, debiti e dolore che lasciano al loro passaggio sono un problema gravissimo in Asia orientale. Ciò che riescono a offrire ai soggetti che vi si avvicinano è una specie di redenzione confondibile con l'amore, l'ascolto e un certo tipo di empatia. Phoebe ha bisogno di qualcuno che le riponga il cuore al sicuro a seguito della perdita della madre; per lei John Leal e i suoi adepti non sono nient'altro che una famiglia a cui appartenere e da cui, finalmente capire le regole del gioco, il suo posto nel mondo. Cosa che invece non accadrà a Will – deluso, arrabbiato e ferito dalle mancate risposte e chiamate della sua vecchia religione – tutto ciò che tocca, incontra è qualcosa di cui non fidarsi.

Gli incendiari (Einaudi, 2020) è un atto di fede verso l'ignoto; una fiducia cieca che si acquista solo se si ha sofferto troppo, subito tanto, rinunciato a molto. Un sacrificio, dove la vita perde i sensi e i valori originari e cambia forma, colore e percorso. Un viaggio intenso, una lettura mozzafiato dalla quale staccarsi è difficile perché lo stile di Kwon è schietto e tagliente, non rassicura mai, non chiarisce mai ma accompagna verso la fine più certa senza carezze. Solo verità, solo amore. E fuoco.

Gli incendiari, R. O. Kwon, Einaudi, 2020, 197 p, 18,50 euro

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