Il regno dei cieli, luogo di risposte e liberazione

Un giorno una parola – commento a Matteo 7, 8

Soccorrici, Signore nostro Dio! Poiché su di te noi ci appoggiamo
II Cronache 14, 10

Chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa
Matteo 7, 8

Nel sermone sul monte Gesù dà molte indicazioni per la vita dei credenti, una vita orientata in prospettiva del regno dei cieli. Tra queste indicazioni il nostro versetto risuona come una promessa molto particolare, la promessa del pieno esaudimento di ogni nostro bisogno. Certo questo testo è stato letto e riletto come un invito a pregare, a chiedere e a dire a Dio ogni nostro bisogno, eppure il testo sembra dire qualcosa in più, non solo riguardo alla preghiera. 

Questo è un’immagine del regno dei cieli che è un posto di risposte, di abbondanza, di esaudimento, di liberazione. Cercando di attualizzare un po’ l’immagine che ci offre Gesù del regno, ci dice che il regno è più di un bancomat per chi è senza denaro, è più di uno smartphone pieno di App per soddisfare ogni nostro bisogno in tempo reale, dalla chiave biblica al carrello della spesa, in pochi click. Nel regno dei cieli sarà tutto facile, e a portata di mano. Questa è già di per sé una buona notizia, a cui però se ne aggiunge un’altra: nel regno dei cieli si potranno fare ogni tipo di domanda, anche quelle che con pudore non siamo in grado di formulare da quaggiù, le domande non saranno solo ascoltate ma otterranno risposte. Tutte quelle ricerche a cui neppure la nostra tecnica sempre più avanzata può dare delle risposte potranno ottenerle.  

La promessa che ci viene fatta in questo testo è un po’ diversa, ci viene detto che nel regno dei cieli non solo tutto sarà facile e a portata di mano per tutti, ma che i bisogni di tutti saranno ascoltati e gratificati.

 

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