Il Regno di Dio è giustizia, pace e gioia

Un giorno una parola – commento a Romani 14, 17

Chi ricerca la giustizia e la bontà troverà vita, giustizia e gloria
Proverbi 21, 21

Il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo 
Romani 14, 17

La disputa è nota: nella chiesa primitiva di Roma i “forti” nella fede ritenevano di poter mangiare di tutto, i “deboli” invece mangiavano solo alcuni cibi; i problemi erano all’ordine del giorno, gli uni non potevano mangiare con gli altri, seguivano divisioni e scandali.

Prima pensavo che non è certo il cibo a salvarci spiritualmente e che possiamo mangiare di tutto. Chi si attarda sui cibi non coglie il centro del Vangelo, questo è chiaro. Ero orgoglioso di essere “forte”, anche se avevo compassione per i “deboli” nella fede e li rispettavo.

Poi ho scoperto un’altra prospettiva. Il passo parla anche in un altro modo, vi si può scorgere un altro accento. Far vedere che io mangio di tutto può essere provocatorio, può essere una sfida muscolare, può rompere la comunione, non è certo un’anticipazione del Regno di Dio. È a me che Dio dice: guarda che il regno non consiste nella tua provocazione, non è arroganza, ma il “regno” deve incoraggiare e illuminare, portare giustizia, pace e gioia. Lo dobbiamo tenere presente sia all’interno delle nostre chiese, sia nelle relazioni ecumeniche, sia in generale nei rapporti con gli altri. Su pace e giustizia siamo stati edotti a fondo nelle nostre chiese, ma il regno di Dio è anche gioia, questa è la forza del cristiano. Non si tratta di una felicità mondana e passeggera, ma di una gioia solida e stabile “nello Spirito Santo”, basata sulla Parola di Dio.

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