Non ci sarà nessun altro come Gesù Cristo

Un giorno una parola – commento a Filippesi 2, 9

Dio dice: «Voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra»
Isaia 49, 6

Dio ha sovranamente innalzato Cristo Gesù e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome
Filippesi 2, 9

Il versetto proposto oggi dal Lezionario Un giorno una parola contiene un’affermazione di importanza capitale. L’antico inno cristologico ripreso dalla Lettera ai Filippesi asserisce che Cristo non è stato soltanto umiliato e condannato a morte sulla croce, che non è solo segno di abbassamento, ma anche di esaltazione. E non si è esaltato da solo: è Dio che lo ha innalzato. Gli uomini l’hanno disprezzato, ma Dio non lo ha abbandonato al suo destino, anzi lo ha riscattato dalla profondità del dolore e l’ha fatto salire nella gloria. Lo ha esaltato “sovranamente”, si legge nella magistrale traduzione di Diodati, mantenuta dalla Riveduta. Questo avverbio non si trova in nessuna altra traduzione italiana: traduce il prefisso greco del verbo “esaltare”. Dio lo ha richiamato alla vita, lo ha esaltato oltre misura e gli ha dato il suo stesso nome, nome che nessun altro possiede. Non c’è e non ci sarà nessun altro come Gesù Cristo. Egli, il Signore, è unico, ed è l’unico degno della nostra lode, del nostro inno: questa è la volontà di Dio. Nessun nome, e quindi nessun potere, è al di sopra di Gesù Cristo, anzi tutti si inginocchieranno davanti a lui. 

In Cristo non c’è solo abbassamento, ma anche vittoria, resurrezione, vita, gloria. Questo va predicato a chiare note nelle chiese cristiane. La sua esaltazione è gioia e conforto per tutti i credenti.

Immagine: Mosaico absidale, Basilica di San Pietro fuori le mura (Roma)

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