Paesi che crollano, vite che rimangono appese

Autunno, il primo libro della tetralogia della scozzere Ali Smith

A fine agosto, il primo ministro conservatore Boris Johnson ha chiesto la sospensione del Parlamento del Regno Unito. Cinque settimane di stop che sono partite a settembre e finiranno il 14 di ottobre e che hanno letteralmente stravolto il governo britannico: non accadeva dal 1945. Il tentativo di escludere il Parlamento nel processo di Brexit, la cui prossima data è fissata per il 31 ottobre 2019, è stato architettato da Johnson per raggiungere il controverso e discusso “no deal”. Una vera e propria battaglia ai danni della culla del pensiero democratico per eccellenza che si sta combattendo su tutti i fronti senza aver la minima idea di quali saranno i futuri, fondamentali passi.

Elizabeth e Daniel sono diversi ma vicinissimi. Giovane e ricercatrice universitaria precaria, lei. Anzianissimo e ricoverato in un ospizio, lui. Abitano oltre la Manica e sono amici. Tra i sogni spezzati dalla prima età adulta e il sonno surreale della terza età, si incontrano in provincia e si tengono compagnia nella Gran Bretagna post Brexit.
Autunno (Sur edizioni, 2018) è il primo libro della tetralogia della scrittrice scozzese Ali Smith (Inverness, 1962).
Una narrazione lineare e lucida che attraversa la vita di due protagonisti apparentemente distanti che rimangono uniti, dentro la stanza di un ospizio, cullandosi e curandosi dalla vita.
Daniel, ossessionato dall'arte e da una donna straordinariamente affascinante che lo perseguita nel sogno e nei discorsi onirici, si confessa e racconta una Londra passata alla sua amica e compagna di riflessioni.
Elizabeth, illusa dal sogno di avere un sogno – professionale, amoroso e umano – rifugge la sua instabilità e ascolta l'amico riscoprendo meraviglie e intrighi lontani.
Fuori dalla finestra l'autunno. Una stagione potente che accompagna il lento decadere delle certezze nazionali e un'angoscia palpabile che sin dal giugno precedente (2016, data del voto sulla Brexit) è diventata imperativa e quotidiana.
Sono storie fragili, quelle di Autunno. Dialoghi fortissimi e attuali in un'Europa - e più in generale in un Occidente - che si è dichiarato pronto al cambiamento, all'apertura per poi tradirsi e rinchiudersi in casa, con paura. La stessa che prova anche la madre di Elizabeth, colpita come tanti dalle parole nazionaliste e dal clima di sfiducia e diffidenza che solo il tempo e un incontro inaspettato le permetteranno di approfondire, leggere a fondo, trasformare.
Smith è stata definita la pioniera della “Brexlit”, la letteratura interamente dedicata a questo fenomeno politico, economico e sociale che ha coinvolto e sta sconvolgendo tutt'ora la Gran Bretagna e tutta l'Europa.
Autunno è un romanzo che parla di legami e dell'impronta che lasciano, di riscoperte e del ruolo dell’informazione, di arte e di consapevolezza storica, ma soprattutto parla a un popolo sopraffatto dalla confusione, dai messaggi populisti e dal terrore di perdersi e confondersi con lo straniero, anche quando lo straniero non è mai esistito.
Una bellissima occasione per riflettere su ciò che ci è rimasto, che potremmo raccontare in futuro. E soprattutto sulla vita e il suo lato migliore che riesce ad offrire nonostante le culle delle democrazie che si svuotano e gli esiti inaspettati dei referendum.

Autunno, Ali Smith, Sur edizioni, 225 p, 17,50 euro

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