Hong Kong. In prigione il pastore battista Chu Yiu-ming

Il leader battista, attivista per i diritti umani, è condannato per il suo ruolo nelle proteste dell’Occupy Central and Umbrella Movement

Chu Yiu-ming, pastore della chiesa battista di Chai Wan, ha trasformato il banco di un tribunale di Hong Kong nel suo pulpito, citando le Scritture e chiedendo giustizia in nome di Dio. Il pastore, insieme ad altri otto attivisti, è accusato di essere responsabile di crimini legati al coinvolgimento nelle proteste dell’Occupy Central and Umbrella Movement

«Non abbiamo rimpianti. Non abbiamo rancore, rabbia, lamentele. Non ci arrendiamo», ha detto Chu Yiu-ming, parlando a nome degli altri attivisti coinvolti nella protesta pacifica iniziata nel 2014 per ottenere il suffragio universale ad Hong Kong. Come regione amministrativa speciale della Cina, a Hong Kong è concessa più libertà e autonomia rispetto alla terraferma ma essa non elegge direttamente i leader di governo.

Nel 2013, Chu, insieme agli studenti Benny Tai e Chan Kin-man, aveva lanciato Occupy Central with Love and Peace, un movimento che aveva portato alla diffusa protesta del Movimento degli Ombrelli l’anno successivo. Simbolo della protesta furono gli ombrelli gialli alzati dai manifestanti per difendersi dai lacrimogeni della polizia. Sebbene il trio abbia sempre scelto la via della disobbedienza civile nonviolenta, il giudice di Hong Kong li ha ritenuti colpevoli di “cospirazione a commettere disordini pubblici”.

Il pastore settantacinquenne ha dichiarato dinanzi al tribunale: «Ci impegniamo per la democrazia, perché la democrazia lotta per la libertà, l’uguaglianza e l’amore universale. La libertà politica è più che lealtà verso lo stato. Essa professa la dignità umana. Ogni singola persona che vive in una comunità possiede potenzialità e poteri unici, capaci di dare un contributo alla società. Il diritto umano è un dono dato da Dio, che non deve essere mai arbitrariamente portato via da nessun regime politico».

Come riportato dall’Evangelical Focus, durante l’udienza circa 200 cristiani si sono radunati per un culto di intercessione presso la Kowloon Union Church, dove Chu e gli altri hanno lanciato per la prima volta la campagna Occupy Central; mentre fuori dal tribunale, i sostenitori hanno portato gli ombrelli come segno della protesta.

I cristiani protestanti costituiscono circa il 6% della popolazione di Hong Kong. Sempre più preoccupati nei confronti del controllo comunista, i cristiani  hanno svolto negli ultimi anni un ruolo importante nella lotta alla democrazia, ispirati dagli insegnamenti biblici sulla giustizia sociale, e disposti anche a soffrire per la causa.

«I semi di un’azione pacifica nonviolenta di disobbedienza civile sono stati piantati nel cuore del popolo di Hong Kong», ha detto Chu nella sua testimonianza. «Questo movimento è un risveglio dello spirito civile... Il benessere, la dignità e la pace costituiscono il nostro sogno comune. È anche la volontà di Dio. Cerchiamo di renderlo reale per la nostra città».

«La valle dell’ombra della morte porta a vette spirituali», ha dichiarato Chu, che rischia fino a sette anni di carcere. «Per decenni ho predicato numerosi sermoni. Non potevo immaginare che l’unico messaggio la cui preparazione mi ha richiesto più tempo e una preghiera più sentita, e che avrebbe raggiunto il più vasto pubblico, è proprio questo proferito in quanto imputato».

L’intervento in tribunale di Chu è stato stampato integralmente in inglese sull’Hong Kong Free Press.

 

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