Libro antico libro moderno

Conoscere l’«oggetto libro» nella sua evoluzione e continuità

Che cosa è il libro? Un oggetto fisico fatto di carta e colla la cui «funzione» sta nell’essere un autentico supporto per la memoria con il suo accumulo di dati (discorsi, immagini, dati storici…). Lo spiega in un agevole e chiarissimo testo recente edito da Carocci Hans Tuzzi, storico del libro*.È un racconto che prende il lettore per mano conducendolo all’interno di un processo di evoluzione e di trasformazionedi testi manoscritti in testi da forma «compatta» fatti di pagine dapprima bianche (menabò) poi scritte, dalla struttura complessa: pagine numerate con titolo, con punteggiatura, suddivise in capitoli articolati in paragrafi e sottoparagrafi, illustrate, rilegato o cartonato… È la nascita del libro a stampa che pone naturalmente «problemi quantitativamente, e perciò stesso qualitativamente, diversi. Ogni testo viene prodotto in più copie [e] prenderà la sua strada verso questa o quella bottega di libraio, dove potrà restare per mesi o per anni in attesa di un acquirente». Quindi, problemi di magazzino, spedizione, trasporto…

«Protagonista» del libro è la carta, che lo rende intramontabile. Si pensi alla Bibbia di Gutenberg (la «Bibbia di Magonza», 1452) la cui carta «ha superato indenne 566 anni, vedendo sorgere e tramontare il sole 206.730 volte, senza soffrirne minimamente». La carta, appunto, che può essere «manipolata» trasformandola in segnature successivamente accorpate in base alle esigenze editoriali e riempite di contenuti. Ma non tutto nel libro è testo, altri elementi gli conferiscono «identità»: il frontespizio che gli conferisce identità quale «fonte di informazione insostituibile, ma anche una fonte storica per quanto riguarda l’editoria e la tipografia, il gusto grafico, e perfino il costume di un’epoca»; il colophon, che ne stabilisce il collocamento nel tempo; la marca tipografica (logo), che «dice» dell’editore e della garanzia di qualità…

Il discorso complessivo sul libro tipografico include anche il discorso sui cataloghi. Si pensi, nel Cinquecento, alla Fiera del libro di Francoforte, il cui studio dei cataloghi «ha contribuito grandemente a far capire cosa e quanto si leggesse nell’Europa del Rinascimento». Due soli, e illustri, esempi. Nel 1515, Erasmo vide invendute solo sei copie del suo Elogio della folliasu 1.800; mentre Lutero del suo Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca (1520) ne vendette 4.000 andate a ruba.

Questo Libro antico libro moderno di Hans Tuzzinon dovrebbe mai mancare, messo in bella vista, in ogni redazione (tanto editoriale quanto giornalistica).

* H. Tuzzi, Libro antico libro moderno. Roma, Carocci, 2018, pp. 224, euro 16,00.

 

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