Siamo debitori verso Dio e creditori verso il prossimo

Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 12

Perdona, ti prego, l’iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, come hai perdonato a questo popolo dall’Egitto fin qui
Numeri 14, 19

Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori
Matteo 6, 12

La richiesta contenuta nella famosa preghiera di Gesù mi ha sempre turbato perché essa si impone nella mia vita con un impegno non di poco conto. Se da un lato ci è dato di invocare il Signore per essere liberati dai debiti nei suoi confronti, da un altro tale richiesta ci impegna a fare altrettanto nei confronti dei molti nostri creditori. Infatti noi siamo debitori verso Dio e creditori verso i fratelli!

Una parabola di Gesù ci insegna che nel ricevere libertà è indispensabile offrire libertà agli altri. Non si può chiedere a Dio perdono se non si riesce a perdonare, oppure portare i pesi altrui, oppure piangere con chi piange. Non è possibile pregare il Signore se non si è aperti al fratello, alla sorella, per accogliere e per dare rifugio, per dare gioia e amore. 

La preghiera a Dio diviene un forte legame con il mio prossimo, anzi mi obbliga ad essere responsabile del presente e del futuro del mio prossimo. La sua storia umana diviene la mia storia e le sue debolezze, mancanze, infermità divengono parte di me affinché l’altro, l’altra, trovi vita perché io ho già trovato tutto in Cristo Gesù.

Io, il perdonato, ho la gioia di poter vivere con il mio prossimo nell’amore!

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