Portare frutto

Un giorno una parola – commento a Giovanni 15, 8

Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli,il quale dà il suo frutto nella sua stagione,e il cui fogliame non appassisce
Salmo 1, 3

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli
Giovanni 15, 8

La domanda che di tempo in tempo è posta al credente nel Signore Gesù Cristo riguarda il suo fare. Così le domande: chi è oggi il vero cristiano? Cosa crede il credente evangelico? Le risposte potranno essere diverse, ma a me pare che la parola di Gesù nel nostro vangelo secondo Giovanni sia illuminante: portare frutto!

A coloro che oggi accettano di vivere come fedeli discepoli di Gesù Cristo, non è chiesto di conoscere le dottrine cristiane, né di possedere una fede capace di smuovere le montagne, né di essere disposti a sacrifici personali, ma di produrre frutti gustosi e nutrienti. È chiesto di essere come una vite che, ben potata, produce grappoli d’uva nutrienti nella sua stagione.

Portare frutti vuol dire soprattutto offrire agli uomini e alle donne del nostro mondo un nutrimento che permetta di avere speranza di pace e di vita. Tra malvagità e violenza, tanti oggi soffrono per la mancanza del bene più prezioso: l’amore! Soffrono per i diritti negati e per le ingiustizie subite, vagando nelle vie del mondo senza accoglienza o riposo. 

I credenti devono offrire ai molti il frutto dell’amore di Dio in Cristo affinché, nutriti di tale bene prezioso, possano camminare sereni verso un futuro di pace. 

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