«Vegliamo e siamo sobri»

Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 6

O paese, o paese, o paese,ascolta la parola del SIGNORE!
Geremia 22, 29

Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri
 I Tessalonicesi 5, 6

Le pagine dei libri della Bibbia sono ricche di esortazioni molto chiare e molto semplici che indicano ai credenti di ogni tempo la via che manifesta l’amore di Dio per il mondo. Più che esortazioni morali, a me pare che esse siano linee guida per fare in modo che il credente sia gioioso nel vivere la fede cristiana.

Così nel nostro brano biblico l’apostolo Paolo ricorda ai credenti della antica chiesa di Tessalonica due azioni importanti. 

La prima è vegliare. Essa ci ricorda l’importanza di essere costantemente in azione nell’attesa del giungere tra noi del Regno di Dio. Molte parabole di Gesù ci hanno insegnato che il credente non si adagia nel presente senza una vera apertura verso il futuro di Dio. Egli è simile al servo che attende il ritorno del padrone operando per il bene della casa.

La seconda è sobrietà. Si tratta di una esortazione più volte interpretata solo a livello morale e in riferimento agli eccessi nella alimentazione. Vorrei spostare il suo significato nel campo del vivere del credente. Egli ogni giorno è al lavoro per rendere credibile e operante l’amore di Dio in Cristo. La sua azione si svolge senza esagerate manifestazioni del proprio orgoglio umano, ma compie opere di luce per indicare ai molti la via della vita.

In Cristo siamo operanti nell’amore!

 

 

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