La Brexit potrebbe minare la pace in Irlanda

In un documento i rappresentanti di quattro Chiese in Irlanda hanno chiesto ai politici di mantenere il dibattito intorno alla Brexit civile e rispettoso delle diverse posizioni

I rappresentanti della Chiesa cattolica, della Chiesa metodista, della Chiesa presbiteriana e della Chiesa d’Irlanda si sono incontrati a Belfast mercoledì scorso per discutere le sfide poste dalla Brexit.

In una dichiarazione congiunta elaborata a fine incontro, i leader religiosi hanno affermato che i rapporti tra le persone nella Repubblica d’Irlanda e nell’Irlanda del Nord, e tra la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito sono «migliorati e si sono approfonditi grandemente negli ultimi 30 anni».

«Questo clima di rispetto reciproco, di comprensione e di amicizia crescente è stato il background positivo entro cui sono avvenuti molti sviluppi significativi: il cessate il fuoco, l’accordo politico, la maggiore connessione e l’aumento della prosperità per molti», si legge nel documento.

Nella dichiarazione si afferma inoltre che il messaggio di Gesù di «amare il prossimo» sta guidando la loro risposta alla decisione della Gran Bretagna di lasciare l’UE, e che è «importante riconoscere le legittime aspirazioni sia di coloro che hanno votato la Brexit sia di coloro che hanno votato per rimanere nell’Unione europea.

«Preghiamo in questo momento che le inevitabili tensioni che comporteranno i negoziati sulla Brexit, non compromettano la qualità delle relazioni e la comprensione reciproca, entrambe così importanti per consentire a tutti noi di lavorare insieme per il bene comune».

In questo momento in cui continua il dibattito pubblico su come proseguire il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Europa, i leader delle Chiese hanno detto che i rappresentanti pubblici devono essere rispettosi nei confronti di coloro che non sono d’accordo con le loro opinioni. In particolare, i leader hanno fatto appello alle persone che rivestono ruoli di leadership a mantenere il dibattito intorno alla Brexit civile.

«In questo contesto, vogliamo in particolare incoraggiare i rappresentanti pubblici, e tutti gli altri che svolgono un ruolo di governo nella nostra società, a valutare attentamente le loro parole, a rispettare l’integrità di coloro che coscientemente differiscono da loro e a parlare con grazia», ​​si legge nel documento.

La dichiarazione è stata firmata dal dr. Richard Clarke, della Chiesa di Irlanda, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda; dal rev. William Davison, presidente della Chiesa metodista in Irlanda; dal rev. Eamon Martin, arcivescovo cattolico di Armagh e primate di tutta l’Irlanda; dal rev. Charles McMullen, moderatore della Chiesa presbiteriana in Irlanda; e dal rev. Brian Anderson, presidente del Consiglio delle chiese irlandesi.

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